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Scommesse, il calcio è lo sport con il più alto livello di raccolta

Le scommesse calcio sono state, fin dall’avvento del betting legale in Italia, le più apprezzate e giocate dagli utenti, italiani e non. Sono diventate un vero must nel mondo dell’intrattenimento cercando di creare una nuova cultura del gioco sicuro e consapevole da opporre a quelle del gioco d’azzardo. Esse hanno sfruttato al massimo la tecnologia attuale portando tools che permettono ai giocatori di consultare statistiche aggiornate e soprattutto di poter vedere in diretta streaming decine di partite ogni giorno. Proprio l’aumento dell’offerta streaming ha reso i siti di scommesse online fra i più ricercati su Google.

I dati internazionali rispetto al panorama delle scommesse online, come si è detto, confermano la priorità del calcio come sport leader del settore. Dall’Italia alla Francia: il calcio in testa al betting online. I numeri del 2020 riportati da Agimeg, fino ai dati di ottobre, parlano infatti di una crescita del betting sportivo di 3,2 punti in percentuale rispetto ai primi dieci mesi del 2019, con un ruolo fondamentale dell’online, che tra gennaio e ottobre ha registrato una crescita del 23 per cento rispetto allo scorso anno, e con un traino giocato proprio dal calcio, tra i campionati di serie A e la Champions League.

Non è finita qui: per quanto riguarda l’Italia, anche il rapporto integrato Figc pubblicato da Gaming Insider, conferma questi dati: il calcio è effettivamente lo «sport con il più alto livello di raccolta» con i 10,4 miliardi di euro generati nel 2019: in tredici anni c’è stato un incremento di quasi 5 volte. Parallelamente è cresciuto, nello stesso arco temporale, il gettito erariale passato da 171,7 a 248,5 milioni di euro: la grande differenza si nota con la seconda disciplina sportiva, il tennis che, a fronte di una raccolta pari a 2,35 miliardi di euro, supera i 60 milioni di gettito erariale.

In particolare, nel nostro Paese, negli ultimi anni, il numero di giocatori è cresciuto in modo esponenziale. Il Decreto Dignità, però, ha mirato a porre un freno a questa crescita, mettendo in guardia i giocatori più assidui sui reali rischi che si corrono e provando a indirizzarli verso un gioco più responsabile. Il Decreto Dignità concentra la propria attenzione sull’impossibilità delle società di betting di farsi pubblicità. Dunque, nessuna effettiva ripercussione sui giocatori e sugli scommettitori, che potranno continuare a usufruire dei servizi messi a disposizione da queste società, ma non verranno più stimolati da campagne pubblicitarie o sponsorizzazioni.

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