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Terrore Usa: Bombe alla maratona: 3 morti a Boston, 116 feriti

Due esplosioni in rapida successione al traguardo della corsa. Tra le vittime un bambino di 8 anni. Molti feriti gravi. Scene di panico e di terrore. Obama: “Atto di terrorismo, troveremo i responsabili”. Spazio aereo chiuso, massima allerta anche a Manhattan e New York.

L'esplosione a Boston

L’esplosione a Boston

Due violente bombe sono esplose a circa 12 secondi di distanza l’una dall’altra nei pressi del traguardo della maratona di Boston, che era stato collocato lungo Boylston Street, storica via della città a ovest del centro. Le due bombe erano collocate a circa 170 metri di distanza e sono esplose alle 14:50 locali, le 20:50 in Italia. I vincitori della maratona avevano già tagliato il traguardo almeno da un paio di ore, ma c’erano ancora diverse ondate di corridori attese alla linea del traguardo.

3 MORTI E 116 FERITI – Stando alle informazioni finora disponibili, tre persone sono morte poco dopo le esplosioni. Una di queste era un ragazzino di otto anni. Nei minuti successivi alle bombe decine di persone sono state trasportate negli ospedali di Boston con gravi ferite. Le autorità locali non hanno diffuso nelle prime ore una stima ufficiale sui feriti, ma stando ai calcoli di diversi giornali locali, sulla base delle informazioni date dagli ospedali, le esplosioni avrebbero causato il ferimento di circa 116 persone. Almeno 15 di queste sono in condizioni critiche. I più gravi hanno subito amputazioni a causa di ferite molto estese agli arti. Tra i ricoverati ci sono diversi bambini tra i due e i 12 anni.

LE PAROLE DEL PRESIDENTE – A circa tre ore di distanza dagli attacchi, e dopo avere ricevuto aggiornamenti e dettagli dall’FBI e dalle autorità al lavoro a Boston, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha tenuto un breve discorso alla nazione dalla Casa Bianca, a Washington. Ha evitato di usare la parola “terrorismo” ed è stato molto cauto, ricordando che “non abbiamo ancora risposte, non sappiamo chi lo ha fatto e perché”. Obama ha detto che “andremo fino in fondo” per scoprire chi abbia organizzato gli attacchi e per consegnarlo alla giustizia. Il presidente non ha fatto ipotesi di alcun tipo, non ha risposto alle domande dei giornalisti e li ha invitati ad attendere gli aggiornamenti da parte delle autorità sulla vicenda.

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