Il calcio in Crimea: La contesa del pallone tra Russia e Ucraina

Nel 1992 la squadra di Simferopoli vinceva il primo campionato di calcio della storia dell’Ucraina, oggi è al vertice del primo campionato della Crimea.

Il 18 marzo 2014 avveniva a Mosca la firma del trattato di adesione della Crimea alla Russia, che sanciva il rientro della penisola, facente parte dell’Ucraina a partire dal 1954, nella composizione della Federazione Russa, con la città di Sebastopoli dotata dello status di “soggetto speciale”, al pari di Mosca e San Pietroburgo. Con un referendum molto discusso e controverso, due giorni prima, la penisola di Crimea si era politicamente e deliberatamente autoannessa alla Russia. La comunità internazionale, in primis l’Unione Europea, la NATO e l’ONU, considera illegale il referendum e la successiva annessione alla Russia e sono state adottate sin da subito sanzioni politiche ed economiche nei confronti della Russia. L’Ucraina, in particolar modo, si sente parte lesa ritenendo la Crimea un territorio sotto “occupazione militare” dell’esercito russo e la situazione ha creato un forte imbarazzo non soltanto a livello politico ma anche calcistico: le squadre crimeane a partire da quella data avrebbero continuato a giocare nel campionato ucraino oppure avrebbero dovuto trasferirsi nel campionato russo?

Dal campionato ucraino a quello russo

La questione dell’integrazione del calcio crimeano con quello russo è affiorata ancora prima del referendum sullo status della penisola. Nel febbraio 2014 la Duma di Stato russa si è rivolta al presidente della federazione calcistica russa, Nikolaj Tolstych, con la richiesta di prendere in considerazione la situazione in seguito alle rivolte contro l’ex presidente Viktor Yanukovich, ma allora la domanda era stata rimandata al 7 giugno. Anche in quell’occasione la federcalcio russa aveva rimandato la decisione per via di una missiva del segretario generale della FIFA, Jerome Valcke, ricevuta alla vigilia dell’incontro. Il messaggio conteneva un riferimento alla pagina 84 dello Statuto della FIFA, secondo il quale leghe o club affiliati a membri della FIFA possono rientrare nella composizione di un altro membro solo in circostanze eccezionali. In conseguenza del mancato accordo tra federazione calcistica russa e ucraina sul passaggio indolore delle squadre della Crimea sotto l’egida del calcio russo, i giudici hanno ritenuto utile rimandare l’integrazione.
Non appena si sono conclusi i Mondiali di calcio in Brasile, la federazione russa ha annunciato una nuova data per la pubblicazione delle decisioni riguardanti i club della Crimea: il 31 luglio. L’ufficio di presidenza del comitato esecutivo della federazione ha stabilito di ammettere tre dei cinque club della Crimea nella propria organizzazione e di affrancarli nel girone “Sud” della Seconda Divisione, la serie professionistica più bassa del calcio russo. Le altre due squadre, “Achtiar” e “Okean”, si sono ritirate perché non erano in grado di dare le necessarie garanzie economiche.

Il triste destino di Tavriya Simferopoli, Sebastopoli e Zhemchuzhina Yalta

Il 12 agosto, dunque, tre club della Crimea hanno svolto i primi incontri sotto l’egida della federazione russa in occasione del primo turno della Coppa di Russia: il TSK a Simferopoli ha perso contro lo SKChF (0-2) in un insolito derby tutto crimeano, mentre lo Zhemchuzhina a Yalta ha ceduto il passo al Sochi con il medesimo punteggio.
Le tre squadre crimeane transitate sotto l’egemonia del calcio russo hanno sede rispettivamente a Simferopoli, Sebastopoli e Yalta. Il Tavriya e il Sebastopoli, fino al termine della stagione 2013/2014, giocavano nel massimo campionato ucraino, mentre quella di Yalta nell’equivalente Serie B ucraina. Le prime due sono state costrette ad essere rifondate ed a cambiare nome, per aggirare la legislazione ucraina ed evitare possibili sanzioni da parte di FIFA e UEFA: la SC Tavriya Simferopol si è trasformata in FC TSK Simferopol, mentre il FC Sevastopol è diventato FC SKChF Sevastopol. Le squadre di Simferopoli e Sebastopoli continuavano ad utilizzare le stesse strutture di quando giocavano nel campionato ucraino ma, poiché nel terzo livello del calcio russo potevano giocare solo giocatori con il passaporto russo, non hanno potuto reintegrare in rosa gran parte dei calciatori che avevano disputato l’ultimo campionato ucraino.
La FC Sevastopol esisteva dal 2002 e nell’ultima stagione del campionato ucraina aveva conquistato una tranquilla salvezza, concludendo al nono posto. Ancora più prestigiosa era la tradizione della squadra della città di Simferopoli. La SC Tavriya Simferopol era stata fondata nel lontano 1958 ed è tuttora l’unica squadra ad aver vinto il campionato ucraino oltre alla Dinamo Kiev e allo Shakhtar Donetsk dopo lo scioglimento dell’URSS.

La UEFA scende in campo: le squadre della Crimea non possono giocare in Russia

Il 22 Agosto 2014 la UEFA, il massimo organo di governo del calcio europeo, ha diffuso un comunicato nel quale spiegava che non avrebbe riconosciuto come ufficiali le partite giocate dalle tre squadre della Crimea incluse nel campionato russo. La UEFA ha motivato la decisione con il fatto che la partecipazione di ciascuna squadra in un dato campionato debba avvenire sempre e comunque “all’interno di un contesto di legalità” e “rispettando i termini dello Statuto UEFA”: l’annessione della Crimea alla Russia, come già sottolineato, non è stata riconosciuta dalla comunità internazionale. La UEFA ha così accolto tutte le perplessità della Federazione calcistica ucraina, che si era lamentata ufficialmente con una lettera alla UEFA e alla FIFA, chiedendo sanzioni per l’annessione di tre squadre ucraine, avvenuta “illegalmente e arbitrariamente”, da parte della Federazione russa.

La Crimea diventa “zona speciale”

Per preservare l’attività agonistica nella penisola del Mar Nero, l’unica soluzione percorribile è sembrata quella di considerare la Crimea una “zona speciale” e di favorire la nascita di un campionato interno posto sotto l’egida né della Russia né dell’Ucraina. “Zona speciale” vuol dire che le otto squadre registrate nella Crimea avrebbero dato vita ad un campionato a parte: una “zona aperta”, una “zona d’amicizia”, all’interno della quale ucraini, russi e stranieri potranno giocare a calcio ed essere d’esempio per le nuove generazioni. I funzionari dell’UEFA, dopo aver visitato gli impianti sportivi della Crimea, hanno promesso che avrebbero erogato anche dei fondi a sostegno dei settori giovanili. I consensi alla separazione dal resto del mondo del calcio crimeano sembrano, a poco a poco, mettere tutti d’accordo, sia che la questione ucraina la si veda con occhi europei piuttosto che russofili.

La “nazionale” della Crimea

Non tutti sanno che nel 2006 ha esordito la Selezione di calcio della Crimea, una rappresentativa calcistica non professionistica e non riconosciuta a livello nazionale ed internazionale in quanto non affiliata alla Federazione Ucraina, alla FIFA e all’UEFA. La squadra giocava in rappresentanza della repubblica autonoma di Crimea e tutti i giocatori erano tartari di Crimea. Nel 2006 il team ha accettato l’invito della Kıbrıs Türk Futbol Federasyonu, la federazione calcistica di Cipro Nord, e ha preso parte alla prima edizione dell’ELF Cup svoltasi nella Repubblica Turca di Cipro Nord. La squadra ha disputato cinque partite nella competizione, riuscendo a vincerne tre (contro Tibet, Tagikistan e Kirghizistan) e classificandosi al secondo posto, perdendo in finale con i padroni di casa. La rappresentativa operava sotto la supervisione della Crimea Football Union, un’organizzazione di volontariato dedita alla diffusione del calcio e al coordinamento dei vari fan club. Alla luce dei recenti accadimenti, ovviamente, il sogno di una nazionale è stato abbandonato: ai prossimi Europei i tartari saranno costretti a tifare Ucraina o Russia, a seconda della nazione che ciascuno sentirà più vicina.

Il primo campionato della storia della Crimea

Sabato 22 agosto 2015 si è tenuta la prima partita del campionato di “Premier League” della Crimea: allo stadio “SCS” di Sebastopoli si sono affrontate il SKChF Sebastopoli e il TSK “Tavriya” Simferopoli, che hanno dato vita ad un combattuto ma corretto 2-2. Le otto squadre crimeane si affrontano in un girone all’italiana a quadruplo turno, per un totale di 28 giornate. In questo momento il campionato è fermo per la pausa invernale. Alla metà esatta del campionato, dopo 14 giornate, a guidare la classifica è il TSK Simferopoli. Già, proprio i discendenti di quello storico “Tavriya” che ha vinto il primo campionato della storia dell’Ucraina, facendo tremare la Dinamo Kiev e lo Shakhtar Donetsk! Di seguito la classifica: TSK Simferopoli 33, SKChF Sebastopoli 26, Rubin Yalta 25, Bakhchisaray 24, Yevpatoriya 16, Kafa 14, Ocean Kerch 13, Berkut Evpatoria 5.
Proprio oggi, 7 gennaio 2016, si festeggia il Natale ortodosso: che il pallone possa sempre portare la pace e la serenità che si respirano in questa magica giornata, di cui l’Ucraina, la Crimea, la Russia e tutto il resto del mondo avrebbero tanto bisogno!

Lorenzo D’Ilario

Avatar
Redazione

Notizie sport in tempo reale, Calcio, Serie A, Serie B, Premier League, Liga, Bundesliga e molto altro.

Football-Magazine - Tutta l'attualità dello sport
Normativa sulla Privacy

La tua privacy è molto importante per la nostra Azienda, e per tutelarla al meglio ti forniamo queste note in cui troverai indicazioni sul tipo di informazioni raccolte online e sulle varie possibilità che hai di intervenire nella raccolta e nell’utilizzo di tali informazioni nel Sito.

L’Azienda, nella qualità di Titolare del trattamento dei tuoi dati personali, ai sensi e per gli effetti del D.Lgs. 30 Giugno 2003 n. 196 (‘Codice in materia di protezione dei dati personali’), con la presente ti informa che la citata normativa prevede la tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, e che tale trattamento sarà improntato ai principi di correttezza, liceità, trasparenza e tutela della tua riservatezza e dei tuoi diritti. I tuoi dati personali verranno trattati in accordo alle disposizioni legislative della normativa sopra richiamata e agli obblighi di riservatezza ivi previsti.

Il trattamento dei dati personali si applica a coloro che interagiscono con i servizi web dell’Azienda, accessibili per via telematica a partire dall’indirizzo del nostro Sito (www.football-magazine.it), corrispondente alla pagina iniziale del sito ufficiale dell’Azienda. Ciò si applica solo per il Sito di proprietà dell’Azienda e non anche per altri siti web estranei all’Azienda, eventualmente visitati dall’utente tramite link a partire dal nostro Sito. L’informativa si ispira anche alla Raccomandazione n. 2/2001 che le Autorità Europee per la protezione dei dati personali – riunite nel gruppo istituito dall’Art.29 della Direttiva Europea N° 95/46/CE – hanno adottato il 17 maggio 2001 per individuare alcuni requisiti minimi per la raccolta di dati personali online, e in particolare, le modalità, i tempi e la natura delle informazioni che i titolari del trattamento devono fornire agli utenti quando questi si collegano a pagine web, indipendentemente dagli scopi del collegamento.

FINALITA’ DEL TRATTAMENTO
In particolare i tuoi dati verranno trattati per finalità connesse all’attuazione di adempimenti relativi ad obblighi legislativi o contrattuali. Il trattamento dei dati funzionali per l’espletamento di tali obblighi è necessario per una corretta gestione del rapporto e il loro conferimento è obbligatorio per attuare le finalità sopra indicate. Il Titolare del trattamento dei dati rende noto, inoltre, che l’eventuale non comunicazione, o comunicazione errata, di una delle informazioni obbligatorie, può causare l’impossibilità del Titolare del trattamento dei dati di garantire la congruità del trattamento stesso.

DIFFUSIONE DEI DATI
I tuoi dati personali non verranno diffusi in alcun modo, se non negli eventuali casi in cui ciò fosse espressamente richiesto dagli organi di Legge.

DIRITTI DEGLI INTERESSATI
I soggetti cui si riferiscono i dati personali hanno il diritto in qualunque momento di ottenere la conferma dell’esistenza o meno dei medesimi dati e di conoscerne il contenuto e l’origine, verificarne l’esattezza o chiederne l’integrazione o l’aggiornamento, oppure la rettifica (Art.7 del D.Lgs. n° 196/2003). Ai sensi del medesimo articolo si ha il diritto di chiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, nonché di opporsi in ogni caso, per motivi legittimi, al loro trattamento. Chiunque dovesse avere dubbi riguardanti il rispetto della politica per la tutela della privacy adottata dall’Azienda, la sua applicazione, l’accuratezza dei tuoi dati personali o l’utilizzo delle informazioni raccolte può contattarci tramite e-mail all’indirizzo e-mail dell’Azienda (info@football-magazine.it).

COOKIES
Per la trattazione dell’argomento si rimanda l’utente alla pagina dei cookies.