di Federico LATTANZIO
In quattro per il titolo, incognita Manchester United. È appena partita la nuova stagione di Premier League. Una stagione che promette ancora scintille e spettacolo, dopo la splendida annata scorsa. Quattro le reali pretendenti al titolo: Manchester City, Chelsea, Arsenal e Liverpool.
L’ordine non è casuale. I Citizens sono i campioni in carica e pur non essendo stati protagonisti sul mercato, come negli ultimi tempi, hanno comunque migliorato una rosa già di per sé notevole. Fernando, arrivato dal Porto, ha aumentato in maniera importante le possibilità di scelta per Pellegrini in mezzo al campo. Mangala, anch’egli acquistato dai portoghesi, prende il posto di Lescott, incrementando il valore del reparto centrale difensivo. Senza dimenticare Sagna e Lampard (fino a dicembre l’inglese), non proprio due nomi di poco conto. I Blues di Mourinho, dal canto loro, hanno allestito un gruppo di altissimo livello. Saccheggiato l’Atletico Madrid, da cui sono stati prelevati Filipe Luís e Diego Costa, con l’aggiunta del ritorno di Courtois dal prestito, la ciliegina Fàbregas, portato via al Barcellona, sancisce la costruzione di una squadra veramente straordinaria.
Un gradino più in basso i Gunners di Wenger, che pur essendosi rinforzati molto con gli arrivi di Sánchez dallo stesso Barça, di Debuchy dal Newcastle e di Chambers dal Southampton non sembrano ancora allo stesso livello di Manchester City e Chelsea. Anche se non va dimenticato che il Community Shield, stravinto contro i campioni d’Inghilterra, ha evidenziato la crescita rilevante dell’Arsenal.
I Reds di Rodgers, infine, hanno ceduto il loro asso, quel tanto discusso Suárez a livello comportamentale, ma non certo discutibile calcisticamente. Eppure con i tanti soldi incassati hanno allungato la rosa e inserito elementi di indubbio valore: Alberto Moreno e Lovren in difesa, Emre Can e Lallana a centrocampo, Marković, Lambert e Balotelli in attacco.
I primi turni hanno a grandi linee confermato quanto sin qui descritto, con le dovute cautele necessarie. Come nel caso, per l’appunto, del Liverpool, rivedibile dopo la pesante sconfitta dell’Etihad nel primo scontro diretto stagionale. Gli stessi primi turni, di contro, hanno certificato le difficoltà del nuovo Manchester United di Van Gaal, che resta un’incognita. Sulla carta Rooney e compagni potrebbero essere in grado di lottare per la zona Champions League. Tuttavia evidenti appaiono i punti deboli, soprattutto difensivamente. Gli acquisti di Shaw e Rojo possono dare freschezza sulle fasce, ma al centro le partenze di Ferdinand e Vidić hanno lasciato un vuoto non indifferente. In mediana Herrera non basta da solo a dare una sferzata, anche se l’arrivo di Di Maria dal Real Madrid rafforza di tanto il reparto avanzato, l’unico di altissimo livello.
Capitolo Tottenham e Everton. Due compagini qualitativamente di ottima caratura, che possono provare ad impensierire le grandi per le posizioni europee e che devono tentare di fare più strada possibile anche nelle coppe nazionali. Gli Spurs di Pochettino hanno cambiato poco rispetto alla scorsa stagione, ma ha decisamente impressionato il talento del giovane difensore Dier, già in rete due volte. Devono invece crescere notevolmente le prestazioni di Lamela ed Eriksen, senza dimenticare quelle abbastanza deludenti di Paulinho nell’annata passata. Eppure le giornate iniziali hanno sufficientemente sorriso ai londinesi. I Toffees di Martínez, dal canto loro, sono riusciti ad acquisire a titolo definitivo Lukaku, dopo il prestito della scorsa stagione. Certamente un gran colpo, anche se pagato tanti tanti soldi. Sempre nel settore offensivo è arrivato Eto’o, a parametro zero, altro cospicuo rinforzo. Sognare non è illecito.
Al Newcastle di Pardew pare sempre mancare quel piccolo salto di qualità per poter puntare più in alto di quanto sino ad oggi raccolto. Tecnicamente parlando la rosa è di buon livello, ma è difficile pensare a grandi traguardi, viste le concorrenti. Più interessante il Southampton di Koeman, che ha ceduto e incassato moltissimo dai già menzionati Chambers, Lallana, Lambert, Lovren e Shaw. Tuttavia ha saputo inserire profili interessanti, come gli esterni Bertrand e Tadić e come Pellè, che in Olanda è diventato attaccante vero. In chiave lotta per la salvezza la competizione è come sempre accesissima. Complicato appare il compito delle neo-promosse Burnley e Leicester. Discorso diverso per il QPR, la terza squadra salita di categoria, che ha acquisito le prestazioni di gente del calibro di Ferdinand, Isla e Edu Vargas. Il che farebbe ipotizzare una stagione tranquilla. Solo sulla carta, tuttavia. Le altre squadre, ovvero Aston Villa, Crystal Palace, Hull City, Stoke City, Sunderland, Swansea, West Bromwich e West Ham, possono rischiare di essere risucchiate ma possono anche stupire. Come mostra ampiamente l’avvio di stagione abbastanza sorprendente di cui si è reso protagonista proprio lo Swansea.






