Brasil 2014: -1, un mondiale a due facce

di Giuseppe TESTA

E’ ancora fresco il ricordo del deludente mondiale del 2010, di una nazionale impreparata tecnicamente. Troppe erano le attese per essere ex campioni del mondo, poche le competenze specifiche per resistere a certi livelli di pressione mediatica.

L’eliminazione al primo turno con quel 3-2 incassato dalla Slovacchia fu l’inevitabile conseguenza di scelte ed atteggiamenti sbagliati forse mai analizzati. Dopo l’up and down della gestione Lippi, approdiamo ora in Brasile guidati da Cesare Prandelli e ancora aggrappati a due grandi eroi di Berlino quali Buffon e Pirlo con le due punte di diamante Balotelli e Immobile. Manca poco alla cerimonia d’apertura dei Mondiali prevista per giovedì 12 Giugno. L’Italia giocherà contro l’Inghiterra sabato 14 giugno alle ore 18 in Brasile, sarà la mezzanotte del 15 in Italia. Non mancano i primi pronostici: giocheranno insieme le due punte centrali della nazionale Balotelli- Immobile o il mister Prandelli li impegnerà separatamente. Un duello che vede due alter ego di cui è ricca la storia mondiale della nazionale: Mazzola/Rivera, Vialli/Schillaci, Baggio/Del Piero. A fare da cornice alla grande kermesse dei Mondiali 2014 abbiamo le forti proteste del popolo brasiliano e gli scandali che aumentano la tensione ma anche l’attesa.

Un migliaio di manifestanti, tutti “indios”, con in testa i capi tribù. Volti dipinti dai caratteristici colori vivaci, cocar in testa ( i tradizionali copricapo in piume), a petto nudo, archi e frecce alla mano cavalcano i propri destrieri e partono alla carica, contro la polizia in assetto antisommossa, dotata di armi da fuoco, manganelli e altro. Una storia che sembra essere uscita dalla matita di Hugo Pratt e invece è tutto vero, è successo a Brasilia, la capitale. Quella di Brasilia è solo una delle più eclatanti proteste dei vari movimenti schieratisi contro la coppa mondiale per gli sprechi di denaro pubblico legati ad essa e le tantissime contraddizioni sociali del Paese. Il Brasile ha speso 11 miliardi di dollari per organizzare la Coppa del mondo di calcio, fondi che secondo i movimenti sociali, oppositori ai Mondiali, avrebbero potuto essere investiti in maniera più proficua, a vantaggio della popolazione, per migliorare alcuni settori strategici come i trasporti, l’istruzione, l’edilizia e l’assistenza sanitaria.

Un malcontento generalizzato che si è espresso in proteste praticamente giornaliere. Si va dagli scioperi degli autisti a quello dei professori. Si aggiungono ai Movimenti sociali, i movimenti dei Senza Terra e dei Senza Tetto, Occupy Brasil, e i tanti sfollati in maniera coatta dalle favelas che avevano il torto di trovarsi nella zona d’interesse prescelto per la competezione calcistica. Tutti uniti al grido “Não vai ter Copa, vai ter greve” (Non ci sarà la coppa, ci sarà sciopero). Nonostante le minacciose intenzioni dei movimenti sociali di boicottare la coppa con azioni eclatanti e scontri, il presidente Dilma Rousseff si dice convinta che durante l’evento tutto filerà liscio e intanto aumentano le polemiche sul massiccio schieramento di forze dell’esercito messo in campo dalla presiddente per evitare tafferugli durante la manifestazione sportiva.

Lo scenario che ci aspetta quindi è quello al quale purtroppo siamo un po’ abituati : Messico 1968, Pechino 2008 ,Olimpiadi invernali Russia 2014 per citarne solo alcuni, dove allo scintillio degli impianti sportivi e allo sfarzo caratteristico di una competizione sportiva internazionale abbiamo la violenza degli scontri di piazza. Un Mondiale a due facce, sembra quindi farsi sempre più certezza.

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