di Gianluca LORENZONI
Nel Gruppo F l’Argentina supera 2-1 la Bosnia al Maracanà grazie ad una magia di Messi, senza fornire una prova del tutto convincente. Nella seconda gara del Gruppo F finisce a reti bianche la sfida tra Iran e Nigeria. Un punto prezioso per i mediorientali, deludenti invece le Super Aquile.
Sabella, come previsto alla vigilia, si affida ad una squadra abbastanza coperta, con Higuain in panchina, e Campagnaro che assieme a Fernandez e Garay forma il terzetto davanti a Romero, coadiuvati da Zabaleta e Rojo sugli esterni. Rodriguez, Mascherano e Di Maria a centrocampo e il tandem “tascabile” Aguero-Messi a non dare riferimenti alla rocciosa difesa bosniaca. Anche Susic opta per un modulo più coperto rispetto al recente passato: Besic, un mediano, si affianca a Pjanic, con il bomber Ibisevic che parte dalla panchina.
L’inizio dei balcanici ha del grottesco. Il primo pallone toccato dalla Bosnia in una fase finale di un Mondiale sbatte beffardamente sui polpacci di Kolasinac, sugli sviluppi di una punizione calciata da Messi e spizzata da Rojo, e si insacca alle spalle di un Begovic incolpevole. Sono passati appena due minuti e mezzo. Non un inizio da favola per una delle possibili sorprese della manifestazione. Ma mentre Dzeko e compagni non si danno per vinti, l’abiceleste fatica a costruire una trama di gioco apprezzabile e la respinta di Romero su colpo di testa di Lulic mette fine a un primo tempo tutt’altro che memorabile. Nessuna traccia di Leo Messi, che anche sul leggendario terreno del Maracanà sembra la consueta controfigura mondiale di se stesso.
Dopo l’intervallo il Ct argentino corre ai ripari, togliendo uno spento Rodriguez e l’interista Campagnaro, per Gago e Higuain, varando un più collaudato 4-3-3. Proprio il Pipita scambia con Messi, che si accentra da destra evitando due avversari e calcia col sinistro il pallone del doppio vantaggio, che accarezza il palo prima di insaccarsi. Un gol alla Messi, finalmente. L’Argentina prende fiducia e controlla la manovra senza però riuscire a graffiare. Al 84′ il neo entrato Ibisevic, servito in un corridoio da Lulic beffa Romero. Palla tra le gambe e primo storico gol della Bosnia ai Mondiali. Gol che riapre la partita. Il forcing finale è però sterile ed è ancora Messi in contropiede a mancare la doppietta personale calciando sull’esterno della rete.
Buona la prima dunque per la squadra di Sabella. Le insidie dell’esordio sono state superate, non senza qualche patema di troppo. Il gioco non è ancora dei migliori e l’esperimento della difesa a tre non è sembrato del tutto convincente. Meglio la ripresa, con Higuain che sembra un partner perfetto per Messi, capace sia di dare la profondità che di dialogare con la Pulce.
Dal canto suo la Bosnia ha pagato un inizio shock ma ha dimostrato una solidità che potrebbe garantire il passaggio del turno. La partita da vincere sarà, come prevedibile, la prossima, contro la Nigeria, attesa oggi dall’Iran. Impegno, sulla carta, non proibitivo. Ma in un Mondiale di scontato c’è ben poco. Ne sa qualcosa l’Uruguay…
IRAN-NIGERIA 0-0
Non era certo una delle sfide di cartello della prima giornata della manifestazione brasiliana, ma quella tra Iran e Nigeria va in archivio come la più brutta partita fin qui disputata. Reti inviolate e occasioni da ricercare con il lanternino. Il primo pareggio del Mondiale regala ben poche emozioni. E pensare che la sconfitta, preventivabile, della Bosnia con l’Argentina poteva regalare agli africani la possibilità di agganciare l’albiceleste e preparare nel miglior modo possibile lo spareggio con i balcanici.
Ma l’Iran, ben messo in campo da Queiroz, con due linee molto compatte e un’unica punta, “Gucci” Ghoochannejad, il più talentuoso dei suoi, è apparso una montagna quasi insormontabile per i nigeriani. Sembrano lontani anni luce i tempi degli Okocha e degli Oliseh, e la vittoria che manca dal ‘98 non arriva nemmeno contro la cenerentola del girone. Le Super Aquile, che di super a dire la verità hanno dimostrato ben poco, stentano a creare una trama apprezzabile, con Onazi e Obi Mikel che si limitano al compitino e con Moses eclissato.
Gli unici pericoli alla difesa iraniana avvengono in mischia ma la parata più difficile del match la compie Enyeama su colpo di testa del solito “Gucci”. Le occasioni latitano e nemmeno gli ingressi di Ameobi e Odemwingie riescono a scuotere i verdi di Keshi. Finisce 0-0. Un punto prezioso per l’Iran, doccia fredda per la Nigeria. A conti fatti il vero vincitore può dirsi la Bosnia, ultima nel girone al momento. Se i prossimi avversari sono quelli visti ieri la squadra di Susic ha già un piede agli ottavi.







