Calcio, stop alle sponsorizzazioni del betting anche in Premier League

La patria del betting, del calcio e del gioco d’azzardo è pronta a cambiare per sempre, con una rivoluzione del sistema delle sponsorizzazioni sportive che modificherà, per forza di cose, le carte in tavola.

Dalla stagione 2026/2027 sarà vietata qualsiasi pubblicità nella parte anteriore delle magliette di gioco, una novità che sarà un duro colpo per tutta la filiera calcistica inglese. Secondo quanto riporta Gaming Report, più della metà delle squadre di Premier League ha accordi con aziende di scommesse, con 11 club che presentano sponsor di betting anche sulle casacche.

La mossa anticipa potenziali restrizioni governative e mira a ridurre l’influenza del gioco nel calcio anche se le sponsorizzazioni non scompariranno completamente, poiché gli sponsor potranno comunque apparire su maniche e cartelloni pubblicitari. Inoltre, si legge ancora nell’articolo di Gaming Report, molti club stanno cercando di monetizzare al massimo durante questo intervallo temporale, implementando partnership e collaborazioni in questa stagione e durante la prossima, l’ultima prima dell’entrata in vigore del divieto.

La manovra arriva dopo una lunga fase di lavoro e di riflessione tra federazione calcistica e governo, visto il crescente numero di utenti giovani che approdano nel mondo dell’azzardo. Una vicenda che ricorda da vicino quella che abbiamo vissuto in Italia con il Decreto Dignità, che dal 2019 aveva vietato le sponsorizzazioni nel mondo del calcio.

All’epoca la perdita diretta per i club di Serie A, molti dei quali anche di prima fascia come Inter, Milan, Roma, Napoli e Lazio, fu di 35 milioni di euro, una cifra che arrivava a superare i 150 milioni se si consideravano anche le pubblicità in tv e nei media. Durante la stagione 2018/2019 erano 15 su 20 i club che avevano stretto partnership con agenzie di betting e a niente valse l’intervento della Lega Calcio, che si era adoperata per modificare alcune norme.

Di recente si era espresso sulla questione Andrea Abodi, il Ministro dello Sport del Governo Meloni, che a dicembre 2022 aveva parlato della volontà dell’esecutivo di “rendere nuovamente legali pubblicità e sponsorizzazioni delle aziende del betting, anche per tutelare il gioco legale e responsabile. Proporremo una percentuale delle scommesse come diritto da una parte agli organizzatori e dall’altra allo sport sociale. Gli organizzatori degli eventi, anche la Serie A, producono il 19 percento del montante delle scommesse”.

La filiera inglese, se possibile, è ancora più complessa. Le squadre coinvolte sono tantissime: Aston Villa (Betano), Bournemouth (Bj88), Brentford (Hollywood Bets), Crystal Palace (Net 88), Everton (Stake.com), Fulham (Sbotop), Leicester (Bc.Game), Nottingham Forest (Kaiyun Sport), Southampton (Rollbit), West Ham (Betway) e Wolves (Debet).

La perdita stimata dovrebbe aggirarsi tra i 5 e i 10 milioni di euro. La novità in Inghilterra riguarderà però solo le maglie, mentre non rientrano nella modifica gli spazi fisici, i kit di allenamento, le divise sociali e tanti altri luoghi a disposizione dei club di Premier League. Quello che è certo è che la questione è problematica e non farà altro che suscitare polemiche e discussioni.

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Redazione

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