Nazionale: I fallimenti del calcio italiano sono sotto gli occhi di tutti

Domenica 11 Luglio 2021 l’Italia è Campione d’Europa, 24 Marzo 2022 l’Italia non si qualifica ai Mondiali! In otto mesi è cambiato tutto, dalla gioia alla delusione di essere per la seconda volta estromessi dalla competizione più importante al mondo.

Non andiamo al Mondiale in Qatar perché il calcio italiano è rimasto indietro rispetto a tutti gli altri, delusioni continue in Europa con i nostri Club, delle 19 squadre che abbiamo presentato in Champions nelle ultime cinque stagioni, solo quattro sono arrivate ai quarti (l’ultima è stata l’Atalanta due anni fa) e appena una in semifinale (la Roma nel 2018), e adesso con la Nazionale.

Una divario che aumenta anno dopo anno, e le ragioni sono sotto gli occhi di tutti. Continuiamo ad elogiare le nostre squadre in Europa nonostante le clamorose eliminazioni, idolatriamo giocatori ormai a fine carriera ma che qui in Serie A sembrano intoccabili, vedi Ibrahimovic, Vidal, Giroud, Chiellini, Bonucci, Dzeko, abbiamo paura di guardare al futuro! Troppe poche squadre sono state in grado di creare dei progetti a lungo termine, con un’idea ben precisa in testa.

Definire il calcio italiano ormai morto sarebbe eccessivo, ma è indubbio che i club italiani attraversino il momento più drammatico degli ultimi vent’anni. Una delle cause principali del disastro è la scarsa cura dei vivai e dei giocatori italiani, e le facilitazioni fiscali per gli stranieri grazie al Decreto Crescita sono stato il colpo di grazia. Secondo il Cies football observatory, dal 2009 la percentuale di giocatori stranieri è passata dal 34,7 al 44 e l’età media si è alzata dai 25,9 ai 27,2 anni, mentre l’impiego di calciatori cresciuti nei vivai è crollato dal 23,2 al 17 per cento.

Ma la nostra Serie A è di basso livello anche a livello organizzativo, di gestione, e per la semplicità con cui si fanno “impicci” per tenere in vita i bilanci. Gran parte dei club di A sopravvive scambiandosi giocatori scarsi, che non producono squadre di qualità, né giocatori per la Nazionale, vengono indagate società per falso in bilancio, si fanno plusvalenze fittizie, e la cosa più grave è che non è una gran novità, anzi si potrebbe considerare una pratica illecita utilizzata, ormai da anni, nel mondo del calcio. Quindi, quando vengono puntualmente diramate le notizie di società pizzicate a gonfiare il prezzo dei propri giocatori, ormai non si rimane più stupiti.

Abbiamo vinto un Mondiale dopo lo scandalo di Calciopoli, pensando che forse era arrivato il nostro momento, il momento di rialzare la testa e guardare al futuro con ottimismo, ma non è stato così, anzi, tolta la parentesi Europeo, che resta e resterà per sempre nella nostra mente, abbiamo di nuovo toccato il fondo.

Cristiano Peconi
Cristiano Peconi

Cristiano Peconi è giornalista dal 2009, Fondatore e Direttore di Football-Magazine. Da anni si occupa di informazione sportiva e giornalismo digitale, coordinando la linea editoriale della testata e seguendo da vicino il calcio italiano e internazionale, il calciomercato e le principali competizioni UEFA e FIFA.

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