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La pancia del tifoso: “cantami o Ciro dell’ira funesta”

Una Lazio che si è comportata da squadra

C’è stato un momento, durante la partita di ieri pomeriggio contro la Fiorentina, in cui tutti noi tifosi laziali – nessuno escluso – abbiamo avuto una strana sensazione di dejavù. Questo perchè il secondo tempo della Lazio contro la Fiorentina è iniziato nello stesso modo in cui era iniziato quello con il Genoa: malissimo. Una squadra molto più bassa, lenta, schiacciata da avversari che invece sono tornati in campo con un piglio diverso, quello giusto. Tanto che il goal di Caicedo – stavolta in avvio di gara, e non sul finire – stava rischiando di diventare vano tanto quello di Immobile a Genova. Fortunatamente però, il copione non si è ripetuto.

L’ira di Immobile

A differenza della scorsa settimana, la squadra in campo si è comportata da tale, soffrendo quando c’era da soffrire e tornando alla carica nel momento più opportuno, sferrando il colpo di grazia per mano del solito Ciro Immobile; sparito dai radar per una buona mezz’ora, in occasione di un calcio d’angolo la difesa viola si dimentica di lui, e Ciro non perdona, calciando il pallone in porta con una rabbia pazzesca.

“Ho tirato così forte perchè ero arrabbiato per il problema al tendine che mi aveva dato fastidio a Genova e che ha messo in dubbio la mia presenza quest’oggi” ha dichiarato poi ai microfoni di Sky nel post-partita.

Ancora una volta, il suo goal, dopo l’ingenuo errore di Hoedt che ha portato al calcio di rigore trasformato da Vlahovic, stava per diventare inutile, superfluo. I numeri ci dicono che Immobile sta consentendo alla Lazio di partire con un vantaggio in ogni partita, mentre la Lazio, quel vantaggio lo spreca. Con un pizzico di fortuna (il retropassaggio di Strakosha nel finale) e un gruppo capace di lottare su ogni pallone fino alla fine (Luis Alberto che va a recuperare palla nei pressi dell’area di rigore), stavolta cosi non è stato. Ma i problemi difensivi sono talmente grossi che non si può pensare di limarli solamente con l’impegno.

Sofferenza, grinta, rabbia. Caratteristiche che a Genova non si sono viste; ieri fortunatamente sì. Ora, nel tour de force di questo folle gennaio calcistico, si tornerà in campo tra tre giorni, per sfidare il Parma. A quelle tre caratteristiche che hanno consentito di arrivare alla vittoria contro la Fiorentina, bisognerà aggiungerne un’altra: la continuità. Altrimenti si rischia di arrivare al derby contro la Roma con le ossa rotte.

 

 

 

 

 

 

fonte immagine: https://twitter.com/ChampionsLeague/status/1346872474017931266/photo/1

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