La seconda vita di Bernardeschi: Bologna scopre il suo valore

Con la doppietta rifilata al Celta Vigo è il miglior marcatore europeo dei rossoblù: la miglior risposta alle critiche

BOLOGNA, ITALY - NOVEMBER 27: Federico Bernardeschi of Bologna FC 1909 celebrates scoring his team's third goal during the UEFA Europa League 2025/26 League Phase MD5 match between Bologna FC 1909 and FC Salzburg at Stadio Renato Dall'Ara on November 27, 2025 in Bologna, Italy. (Photo by Mattia Ozbot - UEFA/UEFA via Getty Images)

Sotto il diluvio gallego, il talento grezzo dato per esaurito rifiorisce all’improvviso. Le etichette, l’estate scorsa, erano arrivate con puntualità svizzera: “ex calciatore”, “privo di motivazioni”, “non più adatto al campionato italiano”. Qualcuno aveva persino sentenziato che, dopo l’esperienza in MLS (più come influencer da social che calciatore, a voler essere cattivi), Bernardeschi potesse giocare ormai “solo in Canada”, dopo la non felice esperienza con la Juventus sembrava addirittura “finito” per giocare in serie A.

Giudizi molto tranchant, spesso costruiti più sull’abitudine alla critica facile e sugli stereotipi che sull’analisi del calciatore.

Il suo arrivo a Bologna era stato letto da molti come l’ennesimo ritorno comodo, quasi una tappa di rientro per chiudere la carriera senza troppi scossoni in una città comoda e rinomata più per tradizione culinaria che calcistica. E invece Federico Bernardeschi, 32 anni il prossimo 16 febbraio, ha scelto il percorso più scomodo: rimettersi in gioco davvero, in un ambiente competitivo, dopo tre stagioni in un campionato considerato (non senza snobismo) di livello inferiore.

L’infortunio iniziale, che lo ha costretto a saltare diverse partite, unito a un periodo fisiologico di riadattamento al calcio italiano, sembrava confermare le previsioni formulate dai tifosi sotto l’ombrellone. E invece si è rivelato solo un ritardo sulla tabella di marcia. Recuperata la condizione, Berna ha mostrato doti che ogni allenatore pretende dai suoi giocatori: professionalità, applicazione e una qualità tecnica che non si perde attraversando l’Atlantico.

Sbarcato sotto le Due Torri come alternativa di capitan Orsolini, nelle notti europee la sua presenza assume un peso diverso. La doppietta segnata nella la pioggia battente di Vigo, decisiva nella rimonta rossoblù dopo lo svantaggio iniziale, lo porta a 3 reti in Europa League in 6 match stagionali, 4 in totale considerando anche il campionato. Numeri che parlano molto più delle opinioni pronunciate qualche mese fa. Specialmente il goal del successo, con quel raffinato tocco d’esterno a spiazzare Radu, dimostra per l’ennesima volta la legge del tocco magico che non si perde mai, nonostante il passare degli anni.

La sensazione è forte: l’attaccante toscano sta vivendo una seconda giovinezza sportiva, sostenuta dalla volontà di dimostrare come il suo percorso non sia affatto in fase calante. E che, forse, alcune pagine della sua carriera possano ancora essere scritte. A Bologna, si sa, succede spesso; citofonare Baggio, Signori e Di Vaio per saperne di più. In attesa di valutare il ritorno in campo dell’altro veterano Ciro Immobile, finalmente ristabilitosi dall’infortunio e pronto ad aiutare la squadra in campionato (è momentaneamente fuori lista in Europa).

Di certo, una cosa è già chiara: le previsioni affrettate del calcio d’agosto sono state smentite. Sul campo, come sempre dovrebbe essere.

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