Grandi Storie: Il Boca Juniors

di Pierluigi DE ASCENTIIS

Diego Armando Maradona, Juan Roman Riquelme, la Bombonera… bastano tre semplici nomi per rendere l’idea della grandezza di questo club! Dalle origini tutte italiane ai trofei più prestigiosi, questa settimana andiamo a Buenos Aires, nello specifico nel quartiere della Boca, dove ha sede una delle squadre sudamericane più conosciute al mondo; l’avrete già capito… in questa puntata andiamo alla scoperta del Club Atlético Boca Juniors.

Il Club Atlético Boca Juniors viene fondato nell’aprile del 1905 da un gruppetto di ragazzi di origine italiana; Esteban, Alfredo, Santiago, Juan, Teodoro sono tutti figli di emigrati italiani, che come molti altri, si sono trasferiti, all’inizio del ventesimo secolo, a Buenos Aires, nel quartiere della Boca. Qui a quel tempo vivono parecchi nostri connazionali; in particolare vi è una numerosa colonia genovese, che lega per sempre il suo nome a quello del club: il Boca, infatti, qualche anno più tardi, verrà soprannominato il club xeneizes, la squadra dei genovesi e genovese è Esteban, Esteban Baglietto, il primo presidente del sodalizio. Fondata la società, non resta che scegliere i colori che l’avrebbero rappresentata. Una scelta ardua, che si decide di risolvere adottando quelli della bandiera battente sulla nave, che giunti nel porto della città, i cinque giovani avevano visto per prima; era una nave svedese quella, e il giallo e il blu della sua bandiera, diventano i colori ufficiali della squadra.

Nel 1908, il Boca affronta la sua prima stagione completa; facente parte della Seconda Divisione dell’AFA (l’associazione calcistica argentina), qui rimane fino al 1913, quando complice un ampliamento delle squadre della Prima Divisione viene promosso in massima serie. Gli Xeneizes non l’abbandonano più e sono tutt’oggi, gli unici a poter vantare il primato di unica squadra a non essere mai retrocessa in Primera B Nacional. Fin dai primi anni la squadra è una delle migliori del paese e già nel 1919 entra nella storia: vince, infatti, il campionato e lo fa da imbattuta. Col successo della stagione successiva, poi, centra uno storico bis, che gli vale il primo “bicampeonato” della sua storia. Un’impresa che riesce a ripetere nel biennio ’23-’24, quando vince altri due titoli, che sommati a quelli del 1926 e del 1930 ne fanno la terza squadra più vincente dell’era amatoriale del calcio argentino. Titoli questi che si aggiungono al prestigioso, quanto unico titolo, di Campione Onorario, che la federazione gli assegna dopo l’incredibile exploit, che la squadra ottiene nel Tour Europeo del 1925; da prima in classifica in patria, il Boca, si reca, infatti, in Europa per mettersi alla prova con le migliori squadre del vecchio continente. Disputa, qui, un totale di diciannove partite, di cui ne vince quindici; tanto è sufficiente per vedersi riconoscere un titolo di cui mai più nessun altro club potrà fregiarsi nella storia.

Boca_estadio_1929Tornato in Argentina, per il club azul y oro è giunto il tempo di confrontarsi col primo campionato professionistico organizzato nel paese; e nemmeno a dirlo, quel torneo il Boca lo vince, divenendo il primo club Campione nazionale d’Argentina. La squadra sarà ancora campione nel ’34, nel ’35, nel ’43 e nel 1944, prima di conoscere più di un decennio di risultati negativi; questo periodo nero termina nel 1960, quando diventa presidente Alberto J. Armando; sotto la sua guida il club torna a vincere il campionato e inizia la sua scalata ai vertici del calcio continentale; la stagione successiva a quella del ritorno alla vittoria del titolo nazionale, infatti, il Boca partecipa per la prima volta alla Coppa Libertadores (l’equivalente della Coppa dei Campioni europea) e giunge fino alla finale, dove nulla può contro l’imbattibile Santos di Pelè, che in finale sconfigge gli argentini sia all’andata che al ritorno. Per imporsi nel massimo torneo del Sudamerica, bisogna attendere fino al 1977.

Quell’anno, infatti, i Bosteros arrivano di nuovo alla finale; anche questa volta hanno di fronte una squadra brasiliana, il Cruzeiro, ma questa volta riescono a spuntarla: dopo tre partite infinite e una, emotivamente devastante, serie di calci di rigore, il Boca riesce ad aggiudicarsi la Coppa e può finalmente festeggiare il titolo di Campione del Sudamerica. È una squadra leggendaria quella: l’allenatore è Juan Carlos Lorenzo, il Toto, che passa per sempre alla storia, quando l’anno successivo affronta e sconfigge i tedeschi del Borussia Mönchengladbach nella doppia finale della Coppa Intercontinentale; dopo aver vinto per 3-0 in terra tedesca, il trofeo arriva per la prima volta a Buenos Aires, e il Boca è per la prima volta Campione del Mondo.

Si arriva così alle elezioni del 1980; i soci del club non rinnovano la fiducia ad Armando che deve lasciare la presidenza; gli subentra Martín Noel, che porta in dote, dall’Argentinos Juniors, il giovane campione Diego Armando Maradona; per il formidabile numero 10 l’esperienza in gialloblù è avara di soddisfazioni e l’anno dopo se ne va per andare al Barcellona; per il club comincia un periodo buio che si trascina fino agli inizi degli anni novanta, quando diventa presidente Antonio Alegre; sotto la sua presidenza la squadra torna alla vittoria nel campionato nazionale; è il preludio ad un altro periodo d’oro che s’inaugura con l’arrivo in panchina di Carlos Bianchi e con l’elezione alla guida del club di Mauricio Macri; sotto la loro gestione nasce il Super Boca; a Bianchi subentra Alfio Basile, ma cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia; in squadra ci sono fenomeni del calibro di Juan Roman Riquelme e Martin Palermo; la presidenza Macri dura fino al 2008 e in quel periodo gli Xeneizes vincono due Coppe Intercontinentali, quattro Coppe Libertadores, due Coppe Sudamericane e due Recopa. Per un certo periodo poi, possono vantarsi, di essere, insieme con il Milan, la squadra con più titoli internazionali al mondo. Dopo il difficile biennio 2008-2010, il Boca torna alla vittoria in campionato nel 2011, quando diventa allenatore Julio César Falcioni; con lui il club torna ancora in finale di Coppa Libertadores, ma deve inchinarsi al Corinthians, che grazie alla vittoria in casa per due a zero, dopo il pareggio dell’andata, si aggiudica l’edizione del 2012.

Lo stadio in cui il club disputa le sua gare interne è la mitica Bombonera; inaugurata nel 1940, la Bombonera è senza dubbio uno dei teatri più emozionanti in cui assistere ad uno spettacolo calcistico. I supporters del Boca sono tra i più caldi e passionali al mondo: la società per omaggiarli ha dedicato loro addirittura una maglia, la doce, per sottolineare il fatto che in casa, il Boca gioca, sempre, con un “uomo in più”. Per ogni partita la Bombonera ribolle di tifo e sentimento; una in particolare, però, la anima più delle altre: la sfida col River Plate è la partita più attesa della stagione; la rivalità tra i due club è una delle più accese e famose del panorama sportivo mondiale e il match è seguito praticamente in ogni angolo del pianeta; una rivalità ultra-centenaria che affonda le sue radici nel cuore della città e che si espande anche in altri sport: come il River, anche il Boca è, infatti, una polisportiva con rappresentative che gareggiano in un gran numero di discipline, dal judo al karatè, dal calcio a 5 al sollevamento pesi.

PALMARÉS

CAMPIONATO ARGENTINO: 30

COPPA D’ARGENTINA: 2

COPPA LIBERTADORES: 6

COPPA INTERCONTINENTALE: 3

COPPA SUDAMERICANA: 2

RECOPA SUDAMERICANA: 2

SUPERCOPPA SUDAMERICANA: 1

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