Serie A: Alla Roma il derby della capitale, il Napoli cade a Udine

Domenica potenzialmente decisiva quella che il 31/o turno lascia in eredità al campionato di Serie A: alla Dacia Arena di Udine l’Udinese travolge il Napoli 3-1 e spedisce i ragazzi di Sarri, oggi espulso al pari di Higuain, a 6 punti di distanza dalla Juventus capolista; per gli azzurri ora a rischio anche il secondo posto, messo in discussione dalla Roma di Luciano Spalletti, che stende la Lazio nel derby grazie a El Sharaawy, Dzeko, Florenzi e Perotti (1-4, inutile il gol di Parolo) cade il Milan a Bergamo, 2-1 Atalanta in rimonta, bene Chievo e Genoa (in gol entrambi i fratelli Rigoni!), solo un pari per la Fiorentina in casa con la Samp del grande ex Montella.

La domenica del massimo campionato italiano si apre a Udine, alla Dacia Arena, dove nello stupore generale va in scena la più grossa sorpresa di giornata firmata dall’Udinese di Luigi De Canio, che davanti al suo pubblico travolge senz’appello un Napoli a tratti troppo brutto per essere vero; grandissimo protagonista dell’impresa bianconera è Bruno Fernandes, che specie nel primo tempo, ne combina di tutt’e di più: calcia due rigori, ne segna uno, ne sbaglia un altro, poi si fa perdonare con un gol, a dir poco sensazionale, in rovesciata; in mezzo il momentaneo pari del ‘Pipita’ Higuain, anche lui grande protagonista della sfida, nel bello e nel cattivo tempo; per l’argentino prima arriva il gol numero 30 del suo straordinario campionato, poi un’esplulsione inequivocabile figlia del grande nervosismo delle fasi finali e di uno sciocco quanto inutile fallo di reazione ai danni di Danilo; a completare il quadro della giornata da incubo dei partenopei è la rete del 3-1 di Cyril Théréau, che al 57/o minuto chiude definitivamente i conti. Napoli sempre in seconda posizione in classifica, ora però a -6 dalla Juventus, ma soprattutto con sole 4 lunghezze di vantaggio sulla Roma di Luciano Spalletti, che dopo il pari interno pre-sosta con l’Inter, spazza via la Lazio di Pioli nel derby della Capitale, centrando il nono successo nelle ultime dieci partite disputate. La mattanza incomincia al 15/o del primo tempo, quando sugli sviluppi di un cross morbido di Digne, El Sharaawy lasciato solo dalla difesa biancoceleste, insacca di testa alle spalle di Marchetti; al 64/o si materializza il raddoppio lupacchiotto, firmato Edin Dzeko: tiro dalla lunga distanza di Perotti, palo, poi il bosniaco, da due passi, infila in tap-in. L’unica gioia del nefasto pomeriggio laziale arriva al 75/o, quando Parolo, sfruttando una pessima uscita a vuoto di Szczesny, fa 1-2. Le rinnovate speranze dei ragazzi di Pioli si disintegrano, tuttavia, otto minuti più tardi: calcio d’angolo di Pjanic, destro volante di prima intenzione di Florenzi, Lazio 1, Roma 3; all’87/o Diego Perotti completa l’opera dei giallorossi: l’ex genoano scippa Parolo e si invola verso Marchetti, beffandolo con un millimetrico mancino dal limite dell’area di rigore. Finisce, dunque, col successo largo della formazione di Spalletti, che per l’undicesima volta nella storia centra la doppia vittoria nei due derby stagionali; con questi tre punti, come si accennava in precedenza, Roma ora a -4 dal Napoli secondo.

Alle spalle dei capitolini non tiene il passo la Fiorentina di Paulo Sousa, che nel giorno del ritorno di Vincenzo Montella da avversario al Franchi, non va oltre il pari per 1-1 contro la Sampdoria; alla rete di Ilicic, giunta al 24/o del primo tempo al termine di un’azione viola da far vedere nelle scuole calcio, risponde Alvarez, con un’altrettanto bella conclusione dalla lunga distanza; prosegue, dunque, il momento assai negativo dei toscani, a cui mancano i tre punti da ben cinque partite.

L’ha fatto ancora! Chi? Che cosa? Mauricio Pinilla, uno strepitoso gol in rovesciata; vittima stavolta il Milan di Sinisa Mihajlovic, sconfitto all’Azzurri d’Italia da un’Atalanta a tratti straripante; prima del capolavoro del cileno, rossoneri in vantaggio col penalty, al 5/o di Luiz Adriano; poi, dopo il pari di Pinilla, il gol che decide la sfida lo realizza il ‘Papu’ Gomez, lesto ad approfittare di un terrificante svarione della difesa rossonera.

Vittorie pesantissime in chiave salvezza per Chievo Verona e Genoa, che in casa si liberano senza troppi affanni, rispettivamente, di Palermo e Frosinone; nel 3-1 dei gialloblù di Maran, a sbloccare il punteggio ci pensa al 7/o minuto Cacciatore, pronto all’appuntamento in area su un preciso cross rasoterra dalla sinistra di Meggiorini; al 27/o Alberto Gilardino fa 1-1: sugli sviluppi di una bella assistenza di Brugman, l’ex Milan e Fiorentina beffa Bizzarri, in due tempi. La gioia rosanero si spegne al 53/o minuto, quando i clivensi tornano avanti: assoluto protagonista ancora Cacciatore, stavolta in versione assist-man: sul suo cross al centro la sfera arriva a Rigoni, che di testa insacca per il 2-1. Il gol che sigilla la pesantissima vittoria interna degli scaligeri si materializza al 73/o: calcio di punizione di Birsa da stropicciarsi gli occhi, finisce Chievo 3, Palermo 1.
A Marassi, invece, va in onda lo show dello spagnolo Suso, autore di una memorabile tripletta; al 43/o minuto l’ex Milan porta in vantaggio i suoi con un grandissimo mancino dai 25 metri che non da scampo all’incolpevole estremo difensore ciociaro, poi, al quarto d’ora della ripresa, raddoppia con un altro mancino di pregevolissima fattura, stavolta dal lato corto dell’ara di rigore ospite; il 3-0 si materializza poco prima della mezz’ora, e porta la firma dell’altro Rigoni, Luca, abile all’interno dei 16 metri gialloblù a finalizzare nel migliore dei modi una bella azione corale della truppa di Gasperini; i liguri, nel finale, arrotondano ulteriormente il punteggio, e manco a dirlo, il gol è ancora una volta di Suso, che fa hat-trick con un’altra stupenda conclusione mancina, nell’occasione dopo aver saltato come birilli ben 4 difensori avversari.

Pierluigi de Ascentiis

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Redazione

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