di Fabio PARIS
L’Argentina ritrova le semifinali Mondiali, attraverso una grande prova di gruppo, contro un Belgio apparso sulle gambe per tutti i 90′.
La nazionale di Wilmots soffre ben più dei sudamericani (ai suppementari anch’essi contro la Svizzera) i 30′ di recupero cui è stata costretta dagli Stati Uniti nel turno precedente. Paga quindi la scelta di Sabella di andare avanti con un gruppo compatto di giocatori, con Messi punta di diamante e riferimento dentro e fuori dal campo. Le assenze, criticate, di campioni del calibro di Tevez, vengono giustificate dalla forza di un gruppo compatto, solido, in cui tutti, anche gli attaccanti, sono pronti al sacrificio per il resto della squadra. Lo spirito di squadra, tanto richesto da Sabella prima della manifestazione iridata, diventa dunque l’ingrediente principale nella ricetta che porta la nazionale albiceleste nelle prime quattro del Mondo.Fantastici Lavezzi, sempre pronto al raddoppio in fase difensiva, ed Higuain, che torna ad essere il terminale offensivo, letale, visto a Napoli nella stagione appena conclusa.
Partono forte le due squadre, con l’Argentina subito brava a sfruttare gli spazi concessi a Lavezzi e Di Maria sugli esterni.
Sabella sceglie l’esperienza di Demichelis al fianco di Garay e schiera Basanta al posto dello squalificato Rojo.
Al 7′ è subito gol. Di Maria prova l’imbucata per Higuain, il pallone deviato rimbalaza davanti al centravanti del Napoli che, come un fulmine, gira verso la porta con un gran destro. É il primo gol al Mondiale per il Pipita che si conferma letale non appena le difese avversarie gli concedono un minimo di spazio. Al 22′ è ancora Di Maria, con un geniale assist di tacco, a cercare Higuain, ma la palla si perde sul fondo. Tre minuti più tardi è De Bruyne, il migliore dei suoi, a tentare un gran tiro dalla distanza, il pallone è respinto centralmente da Romero.
Al 27′ è Messi ad illuminare il gioco con un grande assist filtrante per Di Maria, l’esterno madrileno tenta di saltare Kompany in dribbling e va al tiro verso la porta di Courtois ma il pallone è rimpallato dal capitano belga. Nell’azione Di Maria subisce un infortunio muscolare ed è costretto, cinque minuti più tardi, a lasciare il posto ad Enzo Perez. L’Argentina schiera i tre mediani davanti alla difesa. Al 38′ è proprio il nuovo entrato Perez a tentare il cross dalla destra, la palla va a Messi che stoppa alla grande e fa fuori due avversari in un fazzoletto di campo, prima di essere steso al limite dell’area. Sulla punizione è ancora Messi a provare il gran tiro sul palo del portiere, ma la palla termina alta di poco sulla traversa. Il Belgio soffre la formazione di Sabella, in una sorta di rispetto che, in maniera esagerata, lambisce il timore reverenziale. Messi non viene mai accorciato con decisione dagli avversari che lasciano al capitano la possibilità di girarsi sempre verso la porta ed avere campo libero. Higuain domina tutte le palle lunghe verso la porta difesa da Courtois, con la difesa che preferisce prendere posizione piuttosto che aggredire il centravanti spalle alla porta.
Parte forte l’Argentina anche nella ripresa. Al 50′ è ancora Higuain a provarci. Il Pipita si accentra dalla sinistra e conclude, il tiro è però deviato il calcio d’angolo. Un minuto più tardi Lavezzi replica con un gran cross dalla sinistra, la palla atraversa tutta l’area senza che nessuno intervenga. Al 52′ Hazard commette fallo su Biglia e viene ammonito, dalla punizione che segue, Messi, calcia sul secondo palo e costringe Courtois alla deviazione in angolo. L’Argentina tiene bene il campo e non permette al Belgio di sviluppare la manovra. Al 54′ i “diavoli rossi” provano la ripartenza, ma è Hazard, alla peggior prova del suo Mondiale, che perde palla e permette agli avversari di muoversi in contropiede. È infatti Higuain ad approfittare della ripartenza, tunnel a Kompany, e conclusione che scheggia la traversa e termina alta sulla porta di Courtois. Al 58′ entrano Lukaku e Mertens per Origi e Mirallas, anch’essi impalpabili.
Due minuti dopo, il Belgio riesce finalmente a rendersi pericoloso. Cross di Vertonghen dalla sinistra e Fellaini di testa anticipa i difensori argentini concludendo, però, alto sulla traversa. Due minuti più tardi esce anche Lavezzi. Grande prova del Pocho, praticamente fluidificante sulla fascia sinistra per tutta la partita, che, stremato, lascia il posto a Palacio. L’Argentina contiene bene gli attacchi, sterili, dei belgi. Al 74′ viene sostituito anche Hazard, forse la sorpresa negativa più clamorosa della partita, lasciando il posto a Chadli. Sabella risponde inserendo Gago per Higuain, grande protagonista della partita. Messi avanza al fianco di Palacio, mentre il centrocampo s’infoltisce di giocatori capaci in entrambe le fasi del gioco. Negli ultimi dieci minuti il Belgio prova il tutto per tutto. Fellaini e Van Buyten affiancano Lukaku in attacco e la squadra di Wilmots prova con i lanci lunghi a scardinare le resistenze degli argentini. Molto brava la difesa albiceleste a muoversi in linea mettendo spesso in fuorigioco i giocatori avversari.
Nei 5′ di recupero due fiammate, una per parte. Prima Messi al 93′ avanza da solo verso la porta, ma una grande uscita di Courtois gli nega il gol del raddoppio. Un minuto più tardi, salva invece Garay su Lukaku, sulla respinta Witsel spara alto sulla tarversa.
Triplice fischio di Rizzoli, ultimo baluardo italiano ai Mondiali brasiliani. L’Argentina vola alle semifinali, 24 anni dopo Italia ’90.
Messi e compagni puntano ora la finale, sulle orme del grande Diego.







