di Davide PITEO
Senza dubbio il podio va bene ma l’italia puo’ fare decisamente meglio

Cesare Prandelli
Era il 1989 quando Raffaele Riefoli in arte RAF, presentava al Festival di San Remo la celebre canzone dal titolo: Cosa resterà di questi anni 80, pezzo in cui cantautore pugliese si chiedeva cosa sarebbe rimasto in vita di quel periodo storico essendo ormai alle porte del 21esimo. La stessa cosa in termini sportivi se la chiede il popolo azzurro, ossia: Cosa resterà della Confederetion Cup da pochi giorni conclusa, torneo Mondiale nel quale l’Italia è giunta terza. Dati alla mano senza dubbio gli azzurri avrebbero meritato maggior fortuna, infatti se con il Brasile anziché colpire la traversa, Maggio segna il 3-3 e magari la difesa azzurra evita di fare due autentici regali a Fred, nessuno neanche in Brasile avrebbe osato lamentarsi del pareggio, risultato obiettivamente più che giusto. Stessa cosa con la Spagna, gara in cui se l’Italia avesse realizzato almeno un paio di reti nel primo tempo, o quanto meno se il palo non avesse arrestato la corsa del pallone scagliato da Giaccherini nel primo tempo supplementare, portando cosi gli azzurri alla vittoria, nessuno poteva lamentarsi.
Però a mente fredda è anche normale fare un bilancio di quanto visto e prodotto dalla nostra Nazionale, senza dubbio possiamo dire che l’Italia c’è e la conferma di questo arriva dal terzo posto conquistato, certo non è il primo però mai buttar via una medaglia di bronzo, soprattutto se conquistata contro l’Uruguay campione in carica del Sud-America. Però è anche vero che qualcosa in questa Nazionale non ha funzionato come avrebbe dovuto, in primis la mancanza di forma di parte di diversi giocatori, certo il campionato italiano è lungo e logorante, però va detto che la Confederation è stata giocata poche settimane dopo la conclusione della regular season, e le gambe erano ancora sciolte ed ancora allenate. Certo può esserci il fatto di essere stanchi, ma arrivare con i crampi a fine gara è un po’ esagerato, soprattutto perché ciò non è accaduto a giocatori di altre squadre, il che ha fatto chiaramente capire al C.T. azzurro che il prossimo anno qualcosa in chiave preparazione andrà rivista, non a caso lo stesso allenatore ha dichiarato che ci vorrà una nazionale composta da atleti. Senza dubbio la temperatura non ha aiutato, giocare con 30 gradi non è impresa facile, ma ha permesso agli azzurri di capire cosa dovranno affrontare il prossimo, ma come sempre c’è sempre un inghippo da qualche parte. E’ vero che in diverse zone del Brasile farà molto caldo, soprattutto quando si giocheranno gare quasi alle porte della foresta amazzonica, però è anche vero che in molte zone del Paese soprattutto sarà pieno invero, quindi il continuo cambio climatico ed i lunghi viaggi, coglieranno alla sprovvista molte nazionali, infatti proprio per questo non sarebbe strano se fosse un Mondiale delle sorprese.
Quindi in casa azzurra sarà necessario migliorare la preparazione o effettuarne una decisamente mirata, visti i non pochi problemi di natura logistica che la squadra dovrà affrontare, però visto ciò ed il terzo posto raggiunto il bicchiere è facile vederlo mezzo pieno, a ciò va ad aggiungersi che Prandelli grazie alle sue scelte ha senza dubbio cancellato l’infausto triennio che ha visto protagonista l’Italia dopo la vittoria nel 2006. Triennio cominciato con l’eliminazione dagli Europei del 2008, cresciuto con l’eliminazione dalla Confederetion Cup del 2009 e culminato con l’eliminazione nel Mondiale del 2010. Ora senza dubbio l’Italia è una Nazionale da podio, visto il secondo posto conquistato negli Europei dello scorso anno ed il terzo nella Confederation Cup da poco conclusa, però è anche vero che dopo un secondo e d un terzo posto, il popolo azzurro sogna di tornare nuovamente sul gradino più alto del podio e quindi vincere. Ciò significa che diversi dei protagonisti visti quest’anno dovranno lasciare spazio ad altri,e ciò apre le porte ad un’altra domanda, ma era davvero necessario lasciare Verratti, Immobile ed Insigne all’Under 21?
Chiaro che tali giocatori dovranno essere sull’aereo che tra 11 mesi condurrà gli azzurri nuovamente in Brasile, ed in tanti si chiedono: non era meglio fargli già disputare una manifestazione di carattere Mondiale come la Confederation Cup?. Domande giuste e legittime alle quali solo il tecnico potrà rispondere, anche se va detto che se tali giocatori avessero giocato in Confederation Cup non sarebbe stato male, tirando dunque le somme l’Italia non è dispiaciuta, ma è anche vero che arrivare sul podio fa bene però accontentarsi non va sempre bene, chiaro quindi che l’obiettivo minimo in vista dei Mondiali sarà riconfermare quanto fatto di buono in Confederation Cup, e cercare di raggiungere nuovamente quel titolo che manca dal 2006, impresa senza dubbio difficile ma non impossibile.







