Grandi Storie: Il Bologna

di Pierluigi DE ASCENTIIS

C’era una volta, tanti anni fa, una squadra italiana che faceva “tremare il mondo”… un passato glorioso, un presente sofferto, un futuro che sembra strizzare l’occhio: questa settimana andiamo alla scoperta della Grande Storia del Bologna Football Club.

Il Bologna Football Club vede la luce nell’ottobre del 1909, in una birreria di Bologna, come sezione sportiva del Circolo Turistico Bolognese; il primo presidente del club è un odontoiatra svizzero, Louis Rauch. Qualche mese più tardi giunge nel capoluogo emiliano un giovane studente di origine boema, Emilio Arnstein, che da grande appassionato, ha già fondato a Trieste una squadra di calcio, il Black Star F.C., e, ora vuole far si che nasca qualcosa del genere anche a Bologna; viene a conoscenza del fatto che ai Prati di Caprara, c’è un gruppo di ragazzi che quotidianamente si riuniscono per delle partite; tra questi c’è Rauch, c’è Arrigo Gradi, il primo Capitano della squadra, con suo fratello, e c’è un nutrito gruppetto di studenti del collegio spagnolo tra i quali c’è un certo Antonio, che di cognome fa Bernabeu e che è il fratello di Santiago, talento cristallino del mitico Real Madrid.

L’anno dopo, scelti come colori sociali il rosso e il blu della divisa del collegio svizzero frequentato da Gradi, il club si rende indipendente dal Circolo Turistico e può iniziare la sua scalata ai vertici del calcio mondiale. Le prime “stagioni” sono un fiasco totale, ma, alla ripresa dell’attività, sospesa nel frattempo a causa del primo conflitto mondiale, il Bologna spicca il volo e non si ferma più: inizia un periodo di grandissimi successi, il primo dei quali arriva grazie all’intuizione del Presidente Cesare Medica e di Gradi, che decidono di ingaggiare un allenatore professionista che potesse dare una svolta alle sorti della compagine; giunge in città per allenare la squadra Hermann Felsner, un ex calciatore austriaco, vero maestro del gioco del calcio e giunge insieme a lui anche il primo Scudetto: è la stagione 1924-1925, e grazie alle reti del fenomenale centrattacco Angelo Schiavio, il Bologna si laurea Campione d’Italia. Sarà lo stesso Schiavio a condurre i rossoblù anche alla vittoria del secondo Tricolore, che arriva nel 1929, quando a Roma, il Bologna batte per 1 a 0 il Torino e bissa il successo di quattro anni prima.
Il club è ormai lanciato e non tarda ad arrivare nemmeno l’affermazione europea: nel 1932 i felsinei si portano a casa la Coppa dell’Europa Centrale, l’antenata dell’odierna Champions League, e non paghi, si ripetono anche nella stagione successiva. Schiavio è l’asso della squadra, e dopo aver realizzato il gol decisivo nella finale della Coppa del Mondo, che l’Italia vince nel 1934, guida i suoi compagni a un clamoroso filotto di tre scudetti consecutivi, cui fa seguito il trionfo nel Trofeo dell’Esposizione, vinto a Parigi dopo aver battuto gli inglesi del Chelsea per 4 a 1; quei ragazzi, guidati dal grande carisma di Arpad Weisz, nuovo allenatore della squadra e poi di nuovo da Felsner, diventano leggenda; sono conosciuti ovunque e portano il calcio italiano ai vertici più alti mai raggiunti, diventano “la squadra che tremare il mondo fa” e dominano per l’intero decennio.

Gli anni quaranta si aprono col duello che aveva concluso il decennio precedente: a contendere lo Scudetto al Bologna è l’Ambrosiana Inter che, nella stagione 1940-1941, non può arginare in nessun modo la corsa della squadra del Mago Felsner, che schiera in attacco la sua nuova punta di diamante, l’uruguagio Hector Puricelli; è lo Scudetto numero 6 per il club, che ha come nuovo Presidente, da qualche anno ormai, l’industriale reggiano Renato Dall’Ara, autentico simbolo e guida carismatica. Gli anni che seguono quel periodo d’oro sono avari di soddisfazioni e per rivedere il Tricolore cucito sulla maglia rossoblù bisogna aspettare la stagione 1963-64; alla guida del club c’è sempre il Presidente Dall’Ara che ha ingaggiato qualche anno prima come allenatore Fulvio Bernardini, Campione d’Italia con la Fiorentina nel ‘56 e ha costruito una squadra assai competitiva, un mix esplosivo di giovani talentuosi, tra cui il numero 8, Giacomo Bulgarelli e fuoriclasse affermati come il geniale regista tedesco Helmut Haller.. A questi si aggiunge anche il roccioso difensore William Negri, che permette a Bernardini di sistemare il reparto difensivo, anello debole delle stagioni precedenti. L’annata è caratterizzata da un intenso testa a testa con l’Internazionale del Patron Moratti e alla fine le squadre terminano la stagione a pari punti. Con la vittoria per 2 a 0 ottenuta nello spareggio del 7 giugno la squadra vince il campionato e può dedicare il successo al Presidente che a causa di un arresto cardiaco si è spento solo tre giorni prima del match. Dopo la vittoria della Coppa Italia nell’anno precedente, nel 1975 si ritira il Capitano Bulgarelli e nelle stagioni seguenti il Bologna non ottiene grandi risultati; riesce tuttavia a restare sempre nella massima serie, fino alla stagione 1981-82; quell’anno il sodalizio rossoblù conosce per la prima volta nella sua storia, l’amaro sapore della retrocessione in Serie B e la stagione successiva finisce addirittura in Serie C. Superata questa fase assai travagliata, il Bologna torna nella massima serie nel 1989, quando il presidente Corioni chiama alla guida della squadra Luigi Maifredi, che riporta i rossoblù in Serie A al primo tentativo.

I primi anni novanta sono però devastanti. Maifredi è passato alla Juventus da due anni, quando nel 1993 il Bologna retrocede per la seconda volta in Serie C, ma soprattutto quando, a causa di una non risolvibile contingenza economica, la società fallisce: è il 19 giugno.

L’anno successivo diventa Presidente Giuseppe Gazzoni Frascara che mette in piedi un importante progetto di rilancio; la svolta arriva con l’ingaggio in panchina di Renzo Ulivieri, che nel giro di due anni riporta il club dapprima in cadetteria e poi immediatamente in Serie A. È l’inizio di un periodo molto positivo; arriva in squadra il fenomenale numero 10 Roberto Baggio e il Bologna è protagonista oltre che in campionato, dove occupa stabilmente le posizioni alte della classifica, anche nelle Coppe Europee. All’inizio degli anni duemila è un altro strepitoso numero 10 a guidare i rossoblù: Giuseppe Signori è il bomber dell’undici che è ottimamente condotto in panchina da Francesco Guidolin, uno dei migliori tecnici italiani in circolazione. Nella stagione 2007-2008, dopo tre stagioni in Serie B, i rossoblù tornano nella massima Serie, giusto in tempo per festeggiare in Serie A il Centenario, che il club celebra nella stagione 2009-2010 con la salvezza e vi rimangono fino alla stagione 2013-14, quando dopo un pessimo campionato retrocedono in Serie B.

Nel frattempo anche il contesto societario si è complicato: la situazione degenera e l’incertezza regna sovrana. Il nuovo decennio si apre con un’assurda quanto imbarazzante bagarre che vede alternarsi alla testa del club diversi presidenti e amministratori delegati che portano il Bologna di nuovo vicino al fallimento. L’impasse si risolve positivamente nel settembre di quest’anno quando una cordata americana guidata dall’avvocato newyorchese Joe Tacopina rileva la maggioranza delle quote societarie.
Con quest’operazione, il Bologna diventa la seconda società italiana, dopo la Roma, ad essere guidata da un imprenditore americano e pone le basi per un futuro radioso. Un futuro che per essere tale in fondo deve semplicemente essere all’altezza del passato di uno dei club che hanno fatto la storia del calcio italiano ed europeo.

PALMARÈS

CAMPIONATO ITALIANO: 7
1924-25; 1928-29; 1935-36; 1936-37; 1937-38; 1938-39; 1940-41; 1963-64

COPPA ITALIA: 2
1969-70; 1973-74

COPPA MITROPA/COPPA DELL’EUROPA CENTRALE: 3
1932, 1934, 1961

TORNEO INTERNAZIONALE DELL’EXPO UNIVERSALE DI PARIGI 1937: 1
1937

COPPA INTERTOTO: 1
1998

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