Grandi Storie: Il Nottingham Forest

di Pierluigi DE SCENTIIS

Poche squadre al mondo godono di un’aura magica e affascinante come quella del Nottingham Forest Football Club; un Club leggendario, che alla fine degli anni settanta ha dominato la scena del calcio europeo consacrando all’immortalità sportiva i suoi uomini più rappresentativi.

La storia di uno dei club calcistici più leggendari della storia del football europeo ha inizio nel 1865, quando un gruppo di giocatori di Bandy e Shinty (due antichi sport celtici, antenati dell’hockey) fondano il Nottingham Forest Football & Bandy Club, in risposta alla fondazione dell’altro club cittadino, nato tre anni prima, il Notts County Football Club. Col passare degli anni, il calcio si afferma come il principale degli sport praticati dagli iscritti e, nel 1888, il Club, che nel frattempo, in onore del condottiero italiano Giuseppe Garibaldi, ha scelto il Garibaldi Red come colore sociale, si annette alla Football Alliance e nel 1892 vince il suo primo titolo. Divenuto stabile componente della Football League, il Forest, nel 1898 vince la sua prima FA Cup dopo aver sconfitto in finale, il Derby County, club con il quale, nel tempo, nascerà una delle rivalità più accese del calcio inglese e con il quale, tutt’oggi, disputa, l’East Midlands Derby, uno dei match più caldi della stagione. Passata una prima fase di successi, i decenni che seguono sono piuttosto avari di soddisfazioni e i Tricky Trees (uno dei soprannomi del club) non riescono a liberarsi dalle sabbie mobili della Second Division, la categoria nella quale passeranno la maggior parte della prima metà del secolo. Nel 1949, arriva addirittura la retrocessione in Third, compensata, tuttavia con la pronta risalita di due anni più tardi. La prima grande gioia arriva, per le camicie rosse, nel 1959, quando dopo essere stata promossa in First Division, la squadra guidata da Billy Walker batte il Luton Town e alza al cielo di Wembley la seconda FA Cup della sua storia. Tutto questo, comunque, con tutto il rispetto del caso, è davvero nulla in confronto a ciò attende il Club di lì a qualche anno.

nottingham-forest-1979È il giorno dell’Epifania del 1975, quando, dopo una dura batosta subita in casa del Notts County, il Forest chiama alla sua guida il manager che, solo quattro anni prima, ha portato i rivali del Derby (squadra di cui era anche tifoso!) alla vittoria del titolo nazionale: è Brian Clough, l’uomo che cambierà per sempre la storia del Club. Licenziato dopo appena 44 giorni di lavoro dal Leeds United, Clough, prende il posto di Allan Brown e l’anno dopo centra subito la prima impresa: il Forest è terzo nel campionato di Second Division ed è dunque promosso nella massima serie. Quello che accade nella stagione ’77/’78 ha dell’incredibile: la squadra è protagonista di una cavalcata sensazionale in campionato e dopo aver conquistato la bellezza di 64 punti in 42 partite si laurea, da neopromossa, Campione d’Inghilterra; inoltre si porta a casa anche la prima Coppa di Lega dopo aver battuto in finale il Liverpool al replay. I due anni successivi sono da fantascienza. La truppa di Clough, composta da un gruppo di giocatori di livello mondiale, tra cui spiccano il portiere Peter Shilton, il difensore Viv Anderson, il centrale di centrocampo Martin O’Neill, l’attaccante Trevor Francis e il terribile trio scozzese Robertson-Gemmill-Burns, vince due Coppe dei Campioni consecutive battendo in finale il Malmoe nella stagione ’78/’79 e l’Amburgo in quella ’79/’80. In quegli anni il Club aggiunge alla bacheca altre tre coppe di Lega e un Charity Shield, non riuscendo tuttavia a conquistare la FA Cup, che rimarrà per sempre il cruccio di Clough, che non la vinse mai. La grande epopea di quel Nottingham termina alla fine della stagione ’92/’93, quando in seguito alla retrocessione dalla neonata Premier League alla First Division (che era intanto diventata l’equivalente della nostra Serie B), Clough lascia la guida del Forest dopo 18 anni; a raccoglierne il testimone è Frank Clark, uno dei Campioni d’Europa del 1979, che, alla prima stagione centra subito la promozione in Premier, ottenendo l’anno dopo uno splendido terzo posto e la qualificazione alla Coppa Uefa.

Nelle stagioni che seguono, comunque, il Club non riesce a tornare ai livelli degli anni d’oro: Clark a metà della stagione ’96/’97 lascia la squadra nei bassifondi della classifica; gli subentra Stuart Pierce in qualità di player-manager fino a marzo, quando l’incarico di allenatore viene affidato a Dave Bassett che non riesce però, a evitare la retrocessione. Tornato immediatamente in massima serie il Forest retrocede di nuovo nel 1999, quando disputa l’ultima stagione in Premier League della sua storia. Dopo cinque anni nelle posizioni di rincalzo della First Division, i Garibaldi Reds toccano il punto più basso della loro storia nella stagione 2004/2005, quando dopo 54 anni, retrocedono in Football League One, categoria che riescono a lasciare nel 2008, quando, guidati da Billy Davies, ottengono la promozione in Football League Championship, dove militano tutt’ora.
A fare da cornice alle imprese sensazionali di questa incredibile squadra è il City Ground, lo stadio che dal 1898, è la casa del Nottingham Forest. Un luogo magico, che in attesa di tornare protagonista nel calcio che conta, vive e pulsa di ricordi: i ricordi di un Club che è di diritto nella Storia del calcio mondiale.

PALMARÈS

CAMPIONATO INGLESE: 1
1977/78

FA CUP: 2
1897/98; 1958/59

COPPA DI LEGA INGLESE: 4
1977/78; 1978/79; 1988/89; 1989/90

CHARITY SHIELD: 1
1978

FOOTBALL LEAGUE CHAMPIONSHIP: 3
1906/7, 1921/22, 1997/98

FOOTBALL LEAGUE ONE: 1
1950/51

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