di Pierluigi DE ASCENTIIS
Questa settimana la nostra rubrica vi porta alla scoperta della straordinaria storia del Parma; un club davvero glorioso quello emiliano, le cui recenti vicissitudini societarie, non possono e non devono in nessun modo macchiare un passato da vera grande del calcio europeo.
Il Parma Foot Ball Club nasce il 16 dicembre del 1913 come naturale evoluzione del Verdi Foot Ball Club, la società calcistica nata in città qualche mese prima, il cui nome, evidentemente, voleva omaggiare il grande compositore Giuseppe Verdi, originario della zona. Nel corso della sua esistenza, la società cambia diverse volte denominazione fin quando il primo gennaio del 1970 assume quella di Parma Associazione Calcio, con la quale è conosciuta fino al 2004, quando, dopo il rischio fallimento, diventa Parma FC. Durante i primi decenni della sua storia, il club passa la maggior parte del tempo tra la Serie B e la Serie C; l’unica, fugace, apparizione in Prima Divisione, è quella della stagione 1925/26 conclusasi con l’immediata retrocessione nella Seconda Divisione. Sembra davvero clamoroso, ma i ducali raggiungono la promozione in Serie A soltanto nella stagione 1989/90. Quella è la stagione della svolta: il Presidente Ceresini chiama in panchina il talentuoso allenatore Nevio Scala; in campo la squadra è una macchina quasi perfetta: nel girone di ritorno scala posizioni su posizioni in classifica e il 27 maggio del 1990, dopo aver battuto la Reggiana per 2 a 0, può finalmente festeggiare la tanto attesa promozione in massima serie.
Alla fine di quell’annata la società viene acquistata dalla Parmalat e da lì in avanti inizia una scalata ai vertici del calcio nazionale e continentale che ha pochi eguali in Europa. La stagione successiva, infatti, il Parma chiude il suo primo campionato in Serie A al sesto posto e si qualifica per la Coppa Uefa 1991/92; è un anno magico quello: oltre al debutto europeo, la squadra si aggiudica anche il suo primo trofeo nazionale; è la Coppa Italia, vinta nel mese di maggio a spese della Juventus, battuta nella doppia finale, col punteggio complessivo di 2 a 1 (sconfitta all’andata a Torino 1-0, vittoria al Tardini, nel ritorno, 2-0). Quello che accade poi l’annata seguente è da libri di storia del calcio… La squadra partecipa alla Coppa delle Coppe e dopo aver superato senza troppi problemi tutti i turni eliminatori arriva nientemeno che alla finalissima. La partita si gioca nel leggendario stadio di Wembley, a Londra, e il Parma liquida con un secco 3 a 1 l’Anversa, alzando al cielo il primo trofeo continentale della sua storia e conquistandosi il diritto di partecipare alla Supercoppa Europea dell’anno dopo. A quell’appuntamento i ducali si presentano con una vera e propria corazzata; la Parmalat non bada a spese e regala ai tifosi gialloblù una rosa da favola; tra gli altri, nello storico undici che affronta il Milan Campione d’Europa a San Siro, nel febbraio del 1994, ci sono Faustino Asprilla, Gianfranco Zola, Massimo Crippa; è proprio Crippa, con un suo gol nei supplementari, che da il trofeo al Parma.
Un Parma sempre più internazionale, che anche quell’anno raggiunge la finale della Coppa delle Coppe; questa volta di fronte c’è l’Arsenal, che vince 1-0 e interrompe il sogno del bis europeo. Ma per un’altra grande affermazione continentale non bisogna attendere più di tanto. Nella stagione 1994/95 i gialloblù si trovano in aperta lotta con la Juventus. Con i bianconeri arrivano alla fine della stagione, a contendersi addirittura tutte e tre le competizioni cui prendono parte. Se Campionato e Coppa Italia sono appannaggio dei torinesi, in Coppa Uefa è tutta un’altra musica: il grande protagonista di quell’impresa è Dino Baggio, che segna in finale, sia all’andata che al ritorno. Per il Parma è il terzo trofeo internazionale in quattro anni! Nelle stagioni che seguono i risultati non sono gli stessi dei primi anni del decennio; tuttavia calcano il prato dello Stadio Tardini dei fuoriclasse assoluti: da Hristo Stoičov a Hernán Crespo, dal portierone Gianluigi Buffon a Lilian Thuram, passando per Enrico Chiesa e per lo straordinario difensore centrale… Fabio Cannavaro! E non sono da meno i nomi degli allenatori che si susseguono alla guida dei gialloblù; salutato Nevio Scala, arriva prima Carlo Ancelotti, e poi l’eclettico Alberto Malesani; con Malesani in panchina, nel 1999 arriva ancora un trionfo europeo; il Parma raggiunge ancora la finale della Coppa Uefa, dove demolisce il malcapitato Marsiglia con un 3 a 0 che non ammette repliche; segnano Crespo, Chiesa e Vanoli; per il club una nuova grande affermazione fuori dai confini nazionali, che gli vale il titolo di quarta squadra italiana per numero di trofei internazionali conquistati, alle spalle delle tre superpotenze Juve, Milan e Inter! Un’epopea davvero leggendaria destinata però ad una brusca fine: all’inizio del nuovo millennio infatti, la Parmalat fallisce e il club si ritrova nel bel mezzo di un inatteso, quanto difficile da gestire, crack finanziario.
Nel giugno del 2004 nasce il Parma F.C., che eredita tutti i diritti del Parma A.C.. La ricerca di un nuovo proprietario è lunga e piena di ostacoli fin quando la società non viene rilevata dal giovane imprenditore lombardo Tommaso Ghirardi, che la acquista nel gennaio del 2008. Quell’anno il club conosce l’onta della prima retrocessione in Serie B della sua storia; si tratta tuttavia di una breve esperienza, quella in cadetteria, visto che già la stagione successiva, dopo un solo anno di purgatorio, il Parma torna in Serie A sotto la guida tecnica di Francesco Guidolin. Nella stagione 2013/2014, il club festeggia il suo Centenario; una ricorrenza che la squadra onora nel migliore dei modi, conquistando sul campo la qualificazione all’Europa League; tuttavia a causa di un mancato pagamento Irpef al Parma viene negata la licenza Uefa e il provvedimento costa ai gialloblù l’esclusione dalla competizione in favore del Torino, giunto immediatamento dopo in classifica; il Presidente Ghirardi si risente molto della decisione e mette in vendita la società che viene acquistata, dopo una lunga ed estenuante trattativa, da un fondo russo-cipriota. Penalizzato di un punto in classifica, nella stagione in corso, il Parma lotta per la salvezza dopo un avvio in campionato a dir poco complicato.
PALMARÉS
Coppa Italia: 3
1991/92; 1998/99; 2001/02
Supercoppa Italiana: 1
1999
Coppa delle Coppe: 1
1992/93
Coppa UEFA: 2
1994/95; 1998/99
Supercoppa UEFA: 1
1993







