di Pierluigi DE ASCENTIIS
L’intera storia della Pro Vercelli è una delle più belle e vive testimonianze di quanto il calcio possa essere magico. Sette Scudetti e più di centoventi anni di vita fanno della Pro una meravigliosa realtà che non può di certo mancare nella nostra rubrica Grandi Storie.
La sezione calcistica della Società Ginnastica Pro Vercelli vede la luce nel 1903; denominata Football Club Pro Vercelli, e guidata dal carismatico patron Luigi Bozino, si fa strada immediatamente ai vertici del neonato campionato italiano, ottenendo già nel 1908, la sua prima promozione nella massima serie dell’epoca, la Prima Categoria. Al debutto in massima divisione la Pro Vercelli si rende protagonista di un’impresa, ancora oggi, eguagliata, nel corso della storia, solo dalla Novese: si laurea Campione d’Italia da neopromossa! Si conferma, poi, anche nella stagione successiva, bissando il successo tricolore dopo aver sconfitto in successione, il Torino, il Genoa e la Milanese. Della rosa della Pro, fanno parte alcuni dei primi giocatori simbolo del calcio italiano, come Ara, Leone, Rampini, autentiche bandiere del sodalizio piemontese e punte di diamante delle prime selezioni della neonata Nazionale Italiana. Superata la cocente delusione dell’annata 1909-10, passata agli storia per la clamorosa decisione del Presidente Bozino di schierare i ragazzini della Squadra Ragazzi nella finale per l’assegnazione del titolo nazionale (a seguito di un’accesa polemica con la Federazione sulla data in cui la gara avrebbe dovuto disputarsi), la Pro Vercelli si riscatta alla grande nelle stagioni successive; lo fa portandosi a casa ben tre Scudetti consecutivi, nel 1911, nel 1912 e nel 1913.
L’epopea delle Bianche Casacche (soprannome con cui si fa riferimento alla squadra per il colore storico della sua divisa) si arricchisce poi in quegli anni di un ulteriore capitolo, quando, sulla scena calcistica italiana, si affaccia un altro club piemontese di grande ambizione: il Casale di Monferrato. Fondato da Raffaele Jaffe, il Casale, nasce con il dichiarato scopo di arginare i successi della Pro e diventa il suo principale antagonista; ne scaturisce un’accessisima rivalità che non verrà mai meno e che rimane anche ai giorni nostri, come una delle più sentite nell’intero panorama calcistico della penisola. Le due squadre si danno battaglia sul campo, e si rendono protagoniste di diverse sfide che assegnano titoli e trofei vari. Lasciata alle spalle la triste parentesi del primo conflitto bellico mondiale, la Pro Vercelli si conferma nel primo dopoguerra, ancora una volta come una delle più belle realtà sportive del paese. Vince nel 1921 e nel 1922 il suo sesto e settimo Scudetto e si distingue anche per la floridità del suo settore giovanile, che lancia, tra gli altri anche Virginio Rosetta e qualche anno più tardi, all’inizio degli anni Trenta, una vera e propria leggenda del calcio italiano, il fenomenale attaccante Silvio Piola.
Quello del ’22 è l’ultimo Scudetto per la Pro, che nei decenni che seguono deve barcamenarsi nel limbo delle serie minori; retrocede al termine della stagione 1934-35 in Serie B; poi, qualche anno più tardi (nel 1941) scivola perfino in Serie C; tuttavia non mancano nel corso degli anni degli episodi particolari che la fanno balzare agli onori delle cronache; come, ad esempio, nella stagione 1970-71; la Pro Vercelli è impegnata durante tutto il corso della stagione in un acceso duello per la promozione in Serie C con la Biellese; le due compagini si equivalgono e concludono il torneo con lo stesso numero di punti; è necessario, quindi, ricorrere allo spareggio: si gioca in gara doppia, l’andata a Novara, il ritorno a Torino; entrambi i match terminano in parità (4 a 4 e 2 a 2) e alla fine per decretare la squadra promossa si deve ricorrere al lancio della monetina, che nell’occasione premia i bianchi di Vercelli.
L’attesa per il ritorno in Serie B è, a dir poco, infinita: è solo, infatti, al termine della stagione 2011-2012, grazie alla vittoria nella finale playoff col Carpi, che le Bianche Casacche possono, dopo 64 lunghi anni, festeggiare l’agognata promozione nel campionato cadetto. Nel frattempo, le sue vicissitudini economiche hanno portato ad una totale revisione della struttura societaria che ha permesso alla fine di salvare dal fallimento i sette Scudetti e la gloriosa denominazione. Oggi, dopo la retrocessione in Lega Pro del 2013 e la pronta risalita della scorsa stagione, la Pro milita nel campionato di B e disputa le sue gare interne al Silvio Piola, un piccolo gioiellino da 5000 posti, ristrutturato nella sua totalità nel 2012.
PALMARÈS
Campionato Italiano: 7
1908, 1909, 1910/1911, 1911/1912, 1912/1913, 1920/1921, 1921/1922
Seconda Categoria: 1
1907
Serie D: 1
1970/1971
Scudetto Dilettanti: 1
1994







