Il pagellone della 14° giornata di Serie A

I voti da 10 a 1 della 11° giornata di Serie A di Marco Martelloni

VOTO 10 AL RE DEI BOMBER. Se 25 anni fa era Diego Maradona a trascinare il Napoli in vetta alla classifica, oggi ci pensa Gonzalo Higuain. Il numero 9 è stato letale e decisivo nella vittoria sull’Inter con una doppietta che sintetizza il suo modo di giocare: furia e implacabilità. All’ombra del Vesuvio sognano, Sarri ha sistemato difesa e centrocampo per il resto ci pensa Gonzalo.

VOTO 9 ALLA QUARTA DI ALLEGRI. Merita più di una scusa Massimiliano Allegri. L’ex tecnico milanista, dopo un inizio traumatico, ha ripreso la guida della Juventus portandola al quinto posto dopo quattro vittorie consecutive. Le pesanti critiche oggi lasciano il tempo che trovano, con pazienza e dedizione il tecnico juventino ha inserito negli schemi i vari Dybala, Mandzukic, Cuadrado e, dopo un naturale ambientamento, sembra che la macchina bianconera abbia finalmente inserito la quinta.

VOTO 8 ALLE MATRICOLE TERRIBILI. Empoli, Carpi, Frosinone. Sono loro le sorprese di giornata, tre matricole che tra le difficoltà stanno tirando fuori il meglio. L’Empoli del dopo Sarri si conferma un giocattolino niente male, con picchi di classe dei vari Saponara, Paredes, Pucciarelli. Il Frosinone sta facendo del Matusa un fortino inespugnabile. Con la quarta vittoria su sette disputate in casa, i ciociari sono fuori dalla zona rossa. Infine il Carpi che, trascinato da un Borriello in formato Superman, batte il Genoa e accorcia sulla soglia salvezza.

VOTO 7 ALLA NUOVA FORMULA MILANISTA. Mihajlovic fa bene ad insistere con il 4-3-3. Ed i risultati pian piano arrivano, come dimostra il rotondo successo sulla Sampdoria per 4-1. Protagonista assoluto il giovane Niang, autore di una doppietta e di giocate acchiappa-applausi. Buone notizie anche dalla difesa, dove Romagnoli comincia a far intravedere il valore per cui è stato acquistato e dal centrocampo sempre più in mano a Montolivo. Ora si attende la continuità, quella mancata in questa parte iniziale di stagione.

VOTO 6 AL CARATTERE INTERISTA. Giocare in dieci nella bolgia del San Paolo per un intero tempo è impresa ardua, ma l’Inter di Mancini ha mostrato un carattere ed una determinazione degna dell’epoca mourinhana. Nonostante la sconfitta, l’ex tecnico laziale ha avuto la conferma di guidare una squadra pronta per lottare per lo scudetto, se poi si mette in moto il duo Icardi-Jovetic son preoccupazioni per le altre.

VOTO 5 AL TURN-OVER DI PAULO SOUSA. La Fiorentina butta un’altra partita soprattutto per le singolari scelte di formazione di Paulo Sousa. Il tecnico portoghese ha senza dubbio responsabilità nel pareggio di Reggio Emilia, dove ancora una volta è partito dalla panchina il centravanti Kalinic per un Rossi lontano parente del campione che fu. Gli elogi al mister per l’impronta di gioco data, non possono ripetersi per alcune situazioni forse dettate dalla presunzione.

VOTO 4 AD UNA SAMP CHE NON VINCE PIU’. Il cambio di tecnico non è servito a molto in casa Samp, dove la vittoria manca dal 25 Ottobre. Montella avrà bisogno del tempo naturale per far vedere la sua mano, ma è indubbio che della sconfitta di Milano è balzato agli occhi la confusione nell’undici doriano. La squadra strutturalmente vale, sta all’ex aereoplanino ridargli voglia e idee.

VOTO 3 AL MOMENTO LAZIALE. 1 punto in 5 partite è il misero bottino laziale raccolto nelle ultime giornate. Una crisi dettata soprattutto dalla testa, che si oppone al buon cammino europeo. Nella sconfitta di Empoli ci si è messa anche la sfortuna, ma è chiaro che qualcosa si sia rotto nel rapporto tra giocatori e tecnico.

VOTO 2 AD UN VERONA IN PICCHIATA. Chissà se il cambio in panchina darà una scossa al Verona. L’arrivo di Del Neri per un Mandorlini che aveva perso la bussola, è il modo voluto dalla società per cercare di raddrizzare una situazione delicata che vede il club veneto a meno nove dalla salvezza. Il campionato è lungo ed il rientro di Toni fa sperare la tifoseria gialloblù.

VOTO 1 PER UNA ROMA NULLA. Una squadra senza anima. Questo il ritratto della Roma nella sconfitta interna contro l’Atalanta. Dopo le sei sberle di mercoledì in coppa, era lecito attendere una reazione.La sconcertante prova offerta domenica invece ha sancito forse la rottura tra Garcia e la squadra. La società da l’impressione di essere quasi ostaggio del tecnico francese, lui di contro sta facendo del tutto per complicarsi la vita. La dilettantistica impostazione difensiva, ha fatto della Roma una delle peggiori retroguardie europee con 33 reti subite in 19 gare. Il momento è negativo ma la cosa più allarmante è che non si intravede una luce.

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Redazione

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