Il pagellone della 9° giornata di Serie A

I voti da 10 a 1 della 8° giornata di Serie A di Marco Martelloni

VOTO 10 ALLA NUOVA CAPOLISTA. La vittoria di Firenze ha fatto volare la Roma in cima alla classifica. Due guizzi di Salah e Gervinho hanno steso una Viola che a fine gara conterà il 70% del possesso palla. Ok la squadra di Garcia non entusiasma per gioco e spettacolo, ma quando si accendo i funamboli davanti le difese avversarie tremano. Se si pensa poi che un certo Dzeko, che fa un lavoro sporco notevole, ancora deve sbloccarsi definitivamente in zona gol, il livello delle ambizioni tricolore giallorosse non può che salire.

VOTO 9 ALLA NORMALITA’ PORTATA DA SARRI. C’era solo da aspettare. Dopo un inizio poco convincente, il Napoli di Sarri ha inserito la quinta ed ora vola in campionato e coppa. L’uomo della svolta è Maurizio Sarri, un ex impiegato che dopo una lunga gavetta ha coronato il sogno di una big. Nella sua normalità c’è proprio il segreto del suo successo, dopo la parentesi Benitez, fatta di formazioni che ruotavano domenica dopo domenica, la scelta dell’ex tecnico dell’Empoli di cercare un undici base si è rilevata vincente. Un blocco forte con inserimento di gente qualitativamente valida, questo Napoli fa paura.

VOTO 8 ALLA SILENZIOSA ESCALATION LAZIALE. Nel gruppone che insegue la Roma c’è anche lei, la Lazio di Pioli. Dopo i disastri delle prime giornate, è tornato il sereno in casa biancoceleste grazie soprattutto alle intuizioni del mister emiliano. Milinkovic da trequartista è un esperimento andato alla grande fin ora, Felipe Anderson si è risvegliato dal torpore e Candreva è il solito motore corsa e qualità delle ultime annate. Biglia è un metronomo instancabile e la difesa con De Vrji può solo migliorare. Insomma la Lazio è presente anche senza strillare.

VOTO 7 AL FOLLETTO DYBALA. Se vali 40 milioni qualcosa dovrà pur voler dire. Paulo Dybala, dopo le polemiche settimanali, si è preso le copertine dei giornali con una prestazione super ai danni dell’Atalanta. Un gol, un assist ed un rigore procurato, questo lo score dell’argentino che ha dimostrato di essere un elemento imprescindibile nello schieramento offensivo bianconero.

VOTO 6 ALLA COPPIA EDER-MURIEL. La settima posizione della Samp è soprattutto figlia delle giocate del duo d’attacco Eder-Muriel. Una coppia tecnicamente eccelsa che potenzialmente vale 30 reti. L’esplosione del brasiliano bene si abbraccia con il colombiano sosia di Ronaldo, che ha guizzi da campione vero. L’Europa doriana passa inevitabilmente per gli educati piedi dei due.

VOTO 5 ALLA FRAGILITA’ VIOLA. Piccolo allarme in casa gigliata. La terza sconfitta consecutiva fa scricchiolare il bel giocattolo messo su da Paulo Sousa. Nella gara con la Roma il possesso palla stile Barcellona, non ha avuto i frutti sperati in zona gol dove il solo Kalinic cerca sempre e comunque la porta. Niente di drammatico però, la Fiorentina rimane una realtà che può giocarsi posizioni d’alta classifica fino alla fine del torneo.

VOTO 4 ALL’INSTABILITA’ GENOANA. Non si fa in tempo ad elogiare il Genoa che sette giorni dopo butta via ciò che di buono aveva dimostrato nella vittoria col Chievo. La macchina di Gasperini si ferma alla seconda marcia, la terza, quella della svolta, ancora non arriva. Con una rosa qualitativamente buona ci si aspetta molto di più dal Grifone.

VOTO 3 ALLA FISCALITA’ DI ORSATO. Ha peccato di protagonismo l’arbitro Orsato di Schio, nell’espellere per proteste il romanista Salah. Le colpe dell’egiziano sono quelle di aver protestato alzando una mano alla decisione di ammonirlo. Nessuna parola o gesto sbagliato. La spiegazione del direttore di gara “Non può mandarmi a quel paese” poco c’entra con la realtà dei fatti.

VOTO 2 ALLA CAMMINO ESTERNO DEL TORO. Un Torino double-face quello che stiamo vedendo in questo campionato. Bello e spietato in casa, dove può mettere paura a chiunque,  fragile e confuso in trasferta dove perde da tre gare consecutive. Le 10 reti esterne subite evidenziano le difficoltà della squadra di Ventura lontano dall’Olimpico. La classifica è comunque buona e tempo per invertire il trend c’è.

VOTO 1 AL VERONA.  Unica squadra a non aver mai vinto. L’assenza di Toni sta pesando come un macigno, il sostituto Pazzini stenta e la difesa, vera arma in più della scorsa stagione, fa acqua. Mandorlini trema, le gare con Fiorentina e Carpi hanno il sapore dell’ultima spiaggia.

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Redazione

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