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La crisi ha colpito anche il nostro calcio, la nostra Serie A non piace più a nessuno

La crisi del nostro calcio

di Cristiano PECONI
@PeconiCristiano 

Un viaggio alla scoperta dei numeri inquietanti che stanno colpendo il nostro calcio, abbonamenti in calo diritti tv sempre più poveri, top player che emigrano altrove…

La crisi del nostro calcio

Sono finiti i tempi in cui il nostro campionato era considerato da tutti il campionato più bello del mondo. Stiamo attraversando un momento critico che non riguarda solamente il calcio, ma se prima questo poteva rappresentare un’oasi di felicità, ora non lo è più. I numeri sono inquietanti, calo di abbonamenti negli stadi, e diritti tv sempre più poveri. In Italia, questa potrebbe rappresentare la stagione della mazzata definitiva per i nostri stadi. Se l’anno scorso si era evidenziato un calo ulteriore rispetto alla stagione precedente, in questi primi tre mesi siamo scesi da 22mila a 18581 spettatori di media. Addirittura meno della Ligue 1, ovviamente numeri inferiori ai 30mila della Liga e agli strabilianti 42368 della Bundesliga. E, soltanto per poche centinaia, superiori ai 18411 della Eredivisie olandese.

I primi dati sugli abbonamenti di questa stagione indicano un vero e proprio crollo di abbonati. Da Milano arrivano numeri da “squadre provinciali”. Sponda rossonera: 20.000 abbonati circa, persi in due anni oltre la meta’ degli abbonamenti, stesso discorso sulla sponda nerazzurra. Se la ride la Juve, nonostante l’incredibile aumento dei prezzi, al momento è la squadra con più’ abbonati, 24.531, stesso numero della scorsa stagione. Bene anche la Roma, 5.000 abbonamenti staccati in più’ rispetto allo scorso campionato, stiamo comunque parlando di una tifoseria che riusciva ad avere anche 50.000 abbonati, contro i 23.000 attuali. Sempre rispetto alla scorsa stagione saldo negativo per Genoa, Palermo, Lazio, Catania, Bologna, Atalanta, Napoli, Parma. Stabile l’Udinese, 8.000 gli abbonati del Toro. Lo scorso anno in serie A, furono sottoscritti circa 292.000 abbonamenti. Quest’anno, nonostante sia possibile abbonarsi anche senza tessera, si ipotizza una forbice dai 30.000 ai 50.000 abbonati in meno.

Per quanto riguarda i diritti tv, quanto può’ continuare il giochino di sopravvivere solo grazie ai soldi delle tv?  Ad inizio stagione festeggiavano perché la Lega Serie A era riuscita a vendere i diritti televisivi per il triennio 2012-15 alla cifra da record di 3 miliardi e 12 milioni di euro, ben 180 milioni in più rispetto alla fase 2009-2012.  La Premier League però ha piazzato i diritti del campionato, il più seguito al mondo, per una cifra pari a 6 miliardi e 257 milioni di euro.

Stiamo perdendo di credibilità, abbiamo bisogno di stadi nuovi, una sola società in Italia ha il suo stadio di proprietà, perdiamo ogni anno 4-5 top player che preferiscono giocare altrove, per guadagni e per competitività, dobbiamo cercare di cambiare qualcosa, altrimenti anche il nostro calcio finirà di essere quello che per molti era considerato il campionato più bello del mondo.

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