La discesa in B sembra ormai cosa certa, e il calendario non aiuta…

La discesa agli inferi sembra ormai cosa certa. Vero: esiste ancora la matematica, l’unica che non condanna (ancora) la Spal ai turni del sabato della prossima stagione, ma le speranze sono affievolite dal caldo estivo e da una squadra che non ha mai convinto fino in fondo.

Se una buona impressione era stata data nel 2018 con l’arrivo di Petagna alla corte dell’ormai ex Semplici (vera vittima di questa disgraziata stagione) non possiamo certo dire che il lavoro della società ferrarese quest’anno sia stato da incorniciare (e forse l’addio di Vagnati è più di una semplice fine di un rapporto professionale).
A ciò si aggiunge una scarsa convinzione in sé stessi da parte dei giocatori, una dirigenza che ha effettuato limitati investimenti e l’avvicendamento in panchina con un tecnico che non ha ancora mostrato le sue qualità di condottiero: la sintesi perfetta di una stagione maledetta che mette la parola fine (per ora) ad un bellissimo progetto di una squadra di provincia che ora avrà molto su cui riflettere, per ripartire con maggior slancio nella prossima stagione.

Ancora 8 giornate (o forse meno) per vedere il sogno svanire d’incanto, tornare al campionato della provincia, quella serie B che ha dato fasti e gloria a squadre ben più blasonate che la Spal, ma che chiede una grande tenacia, una grande forza volitiva, il giusto carattere e una buona dose di fortuna. Certo, come dicevamo all’inizio, la matematica ancora non ha sancito l’ufficialità ma la Spal vista domenica a Genova non da molte speranze di ripresa: squadra che vuole non sfigurare in campo certo, ma che nel collettivo non riesce a trovare quel mix giusto che possa essere d’aiuto a creare una cabina di comunicazione unica tra centrocampo ed attacco, attacco sempre più bulimico ed anche sfortunato (vedasi il palo di Petagna), insomma la media del 5 riportata nei voti in tutte le pagelle sportive è ampiamente giustificata.

E il calendario, sicuramente, non gioca a loro favore: tralasciate le sfide ‘quasi’ impossibili con Inter, Roma e Fiorentina, anche le avversarie dirette per la salvezza (su tutte Genoa e Udinese) sembrano meglio attrezzate per una chiusura felice del campionato, senza contare le partite con la sorpresa Verona e l’imprevedibile Torino, mentre l’unica eccezione la possiamo riservare al Brescia, anche se la potenza d’attacco è superiore per numero di gol. Siamo convinti che, se la Spal tornerà ad un progetto forte e credibile, il purgatorio non sarà poi così male, anzi sarà utile per ripulirsi un po’ dal fango e tornare in grande spolvero nello scenario che conta.

di Manuel Berengan

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Redazione

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