Lotta salvezza: Tra speranza e disperazione

di Raniero MERCURI | 01 aprile 2014

Quando mancano sette giornate al termine del campionato, la battaglia per non retrocedere si fa sempre più delicata. Tra partite da ultima spiaggia e nervi a fior di pelle, le sei squadre impantanate nelle sabbie mobili della bassa classifica, faranno di tutto da qui a fine stagione per evitare l’incubo della B e regalarsi un altro anno nel salotto buono del calcio italiano.

Paura. Ansia. Concentrazione. E chissà in quanti altri modi i protagonisti della lotta per non abbandonare la massima serie definirebbero i loro stati d’animo in queste ultime giornate.
Ultimi sette turni infernali, che ufficializzeranno le tre squadre “dannate”, trasportate da Caronte nell’inferno cadetto della prossima stagione.  Ad oggi, la classifica nelle ultime tre posizioni dice così: Catania punti venti, Sassuolo ventuno, Livorno venticinque. Poco più su, momentaneamente e precariamente salve, troviamo il Bologna con ventisei punti, Il Chievo con ventisette e il Cagliari con trentadue, al quale manca ormai poco per la tranquillità.

Senza troppi giri di parole: ai rossoazzurri di Catania e al modesto Sassuolo di Eusebio Di Francesco servirà un’impresa. Per carità, rispettivamente sei e cinque punti di ritardo dal Bologna quart’ultimo teoricamente non rappresenterebbero un distacco enorme, ma dando un’occhiata al ruolino di marcia delle due squadre e alla media-punti a gara ,ci accorgiamo che vi dovrebbe essere un radicale cambiamento di rotta in queste ultime sette sfide rimaste. Comunque mai dire mai. Gli etnei d’altronde, potrebbero vantare una rosa sicuramente migliore rispetto alle dirette concorrenti, soprattutto alla luce delle ultime ottime stagioni disputate; in attacco gente del calibro di Bergessio, punta mobile, che ama spaziare per tutto il fronte d’attacco e che garantisce un importante aiuto anche nella fase difensiva, e Barrientos, attaccante dotato di spiccata fantasia, sono certamente due giocatori che meriterebbero ben altri palcoscenici. Diverso il discorso per quel che concerne l’undici neroverde, alla prima esperienza nella massima serie e francamente con una serie di calciatori non adatti a questi livelli, nonostante una numerosa campagna di rafforzamento conclusa a gennaio, e nonostante il giovane talento Berardi e il competente lavoro svolto dal mister Di Francesco.
Il Livorno terz’ultimo invece, è in piena bagarre con i rossoblu e il Chievo di Corini. Tre squadre in due punti: due salve, una dirà addio alla A. Ad oggi i saluti toccherebbero agli amaranto di Spinelli, contestato quest’anno a più riprese dalla tifoseria, sia per il deficitario valore della squadra costruita in estate in vista del ritorno nella massima serie, sia soprattutto per aver dato alcuni mesi fa il benservito a Nicola, l’allenatore del sospirato ritorno in A, che ad onor del vero non stava garantendo una tranquilla classifica all’undici livornese. Il cambio di rotta in panchina ha comunque dato i suoi frutti: con Di Carlo i toscani hanno acquisito indubbiamente una maggior determinazione, anche se la situazione rimane ovviamente critica.

Per quanto concerne i felsinei di Ballardini, che giocano oramai da mesi in un ambiente sempre più avverso al presidente Guaraldi, si ha sempre la sensazione che siano appesi ad un filo, ad una precarietà sinceramente inaccettabile per una gloriosa società che ha scritto in passato pagine indelebili del nostro calcio e nella quale hanno militato campioni straordinari come Giacomo Bulgarelli e Roberto Baggio, solo per citarne due. Con la cessione di Diamanti in Cina poi, la situazione si è fatta molto più difficile, soltanto un ottimo finale di campionato di Bianchi e del redivivo Acquafresca potranno salvare la squadra di cui negli anni Trenta si diceva “tremare il mondo fa”.

Per concludere Chievo e Cagliari. Paloschi e compagni sembrano aver ritrovato a tratti un buon gioco e una buona convinzione nei loro mezzi, nonostante la pesante sconfitta contro il Milan nell’ultimo turno. I sardi, ai quali come già detto manca soltanto un piccolo ultimo sforzo per guadagnarsi la salvezza, hanno un organico che probabilmente meriterebbe una posizione di centro classifica, ma considerando il pesante e perenne fardello della questione stadio, sarebbe forse ingiusto pretendere più di quello che hanno raccolto sin qui. Ad ogni modo, saranno sette giornate da batticuore. Si salvi chi può.

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Redazione

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