Tutti a caccia di un posto in Europa League

di Raniero MERCURI | 16 aprile 2014

Lotta serrata in Serie A per ottenere il sospirato pass per la prossima Europa League. Almeno sette squadre, racchiuse in sette punti, si daranno battaglia fino a maggio per accedere alla seconda vetrina europea. Per alcuni un sogno, per altri l’obiettivo stagionale, per altri ancora il modo di evitare un fallimento.E arrivano gli scontri diretti…

Cinque giornate. Così poco manca ai verdetti finali del campionato, alle sentenze che non ammettono replica. Quando ormai per lo scudetto e la lotta Champions i giochi sembrano davvero fatti, non resta che concentrare l’attenzione, oltre che sulla lotta per non retrocedere, anche sulla grande bagarre per accaparrarsi gli ultimi posti che garantiscono nella prossima stagione la partecipazione all’Europa League.

Quinto e sesto posto in palio, sette squadre a darsi battaglia e racchiuse in sette punti. La classifica recita: Inter punti 53, Parma 51, Torino, Lazio e Milan punti 48, Atalanta e Verona 46. Ad oggi toccherebbe a Mazzarri e Donadoni fare festa. Tuttavia le ultime giornate insegnano che le sorprese sono sempre dietro l’angolo, prendete l’Inter: pareggia due a due a San Siro contro il più che modesto Bologna e poi va a servire un poker a domicilio alla Samp di Mihajlovic; oppure il Parma: stende il Napoli uno a zero, piattone di Parolo al Tardini. Poi che fa? Uno a uno al Dall’Ara con pari di Palladino a soli dieci minuti dal termine.

Basta ed avanza questo, crediamo, per affermare che tutto ancora può accadere. D’altronde basta guardare il prossimo turno in programma tra le festività di Pasqua per rendersene conto: all’Olimpico di Roma c’è Lazio-Torino, a Bergamo va in scena Atalanta-Verona, mentre al Tardini si affrontano indovinate chi? Esatto, proprio loro, Parma e Inter, rispettivamente sesta e quinta in classifica. L’unica a non dover imbattersi in uno scontro diretto è il Milan, che potrà quindi approfittarne, e che attende la visita del Livorno, che ormai aspetta solo che esca il calendario della prossima Serie B.

Come accennato, il raggiungimento di un posto nell’Europa di seconda fascia, non ha per tutte le pretendenti lo stesso significato. Per l’Inter della neonata presidenza Thohir rappresenterebbe il primo passo verso la ricostruzione totale o quasi della nuova società, la prima (seppur piccola) pietra per tentare di ricreare nei prossimi anni una squadra sempre più competitiva in ambito internazionale e al livello, perché no, di quella leggendaria del Triplete; ma per far questo mantenere una vetrina europea è essenziale. Per i crociati del Parma invece, partiti non di certo con velleità d’alta classifica, un posto in Europa avrebbe quasi del miracoloso, in una stagione segnata dall’ottimo rendimento di quel “geniaccio” che risponde al nome di Antonio Cassano. Porterebbe inoltre la mente di tutti i tifosi parmigiani ai fasti dell’era Tanzi, chiudendo gli occhi per un momento sul finale di quella triste storia.

Per Atalanta e Verona si parlerebbe di molto più di un miracolo. Dalla salvezza all’Europa, il titolo già sarebbe pronto. I bergamaschi grazie alle reti del bomber Denis (forse snobbato ingiustamente dai grandi club), ma soprattutto al lavoro incredibile di mister Colantuono, sognano quell’Europa che manca dalla stagione ‘90/’91, dove a guidare i nerazzurri c’era Glenn Peter Stromberg, ex capitano della nazionale svedese. La stessa speranza alberga nei cuori scaligeri. Mandorlini e i suoi, protagonisti da neopromossi di una stagione fantastica, pagherebbero di tasca loro per riportare il profumo d’Europa al Bentegodi, che manca dalla fine dei mitici anni Ottanta. Simile il discorso per il brillante Torino di Ventura, con Immobile e Cerci sugli scudi dopo i due eurogol messi a segno contro il Genoa nei minuti di recupero.

Diverse infine le situazioni di Milan e Lazio. I rossoneri con un piazzamento europeo last minute salverebbero in parte una stagione fallimentare, mentre per i biancocelesti sarebbe sì un ottimo traguardo, ma che passerebbe in secondo piano rispetto al difficile rapporto della maggioranza della tifoseria con il presidente Lotito.

Non resta che metterci comodi e goderci la cavalcata finale, certi che sarà uno spettacolo, se non di gioco almeno di emozioni.

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Redazione

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