di Davide PITEO
Ci siamo, poco più di mese ed i tanto attesi Mondiali illumineranno non solo il Brasile ma anche il resto del Mondo, ovviamente non solo lo svolgimento ma anche la vigilia di un evento cosi importante è senza dubbio molto interessante. Infatti riviste, giornali, tv e siti web sportivi, realizzano speciali dedicati a tale evento, con cui avvicinarsi al tanto atteso calcio d’inizio. Cosi anche noi non volendo essere da meno, abbiamo deciso di avvicinarci ed avvicinarvi con il nostro speciale dedicato ai Mondiali, nel quale storia e presente si fonderanno al fine di arrivare all’ormai prossima edizione pronti e preparati
Dal 1930 al 1970 i vincitori venivano premiati con la Coppa Rimet. Inizialmente, questo trofeo era conosciuto come Coppa della Vittoria o semplicemente Vittoria, ma nel 1946 fu rinominata con il nome del presidente della FIFA Jules Rimet, che ebbe l’idea di organizzare il primo campionato del mondo. Nel 1970, il Brasile vinse per la terza volta il torneo e, come stabilito dal regolamento, gli fu permesso di entrare definitivamente in possesso del trofeo. Tuttavia, la coppa fu rubata nel 1983, e non più ritrovata, facendo sospettare che fosse, probabilmente, stata fusa dai ladri. È da notare che questo non fu l’unico furto della coppa. Prima dell’inizio dei mondiali del 1966 in Inghilterra la Coppa, lì trasportata dal Brasile detentore in occasione del torneo, venne rubata e riapparve solo dopo alcuni giorni, trovata (a quanto si disse) da un cane poliziotto lungo la strada. Dopo il 1970 fu istituito un nuovo trofeo in sostituzione della Coppa Rimet, la Coppa del mondo FIFA.
Gli esperti della federazione mondiale visitarono sette nazioni e valutarono 53 modelli differenti; alla fine fu scelto il lavoro del designer italiano Silvio Gazzaniga. La nuova coppa è alta 36 cm, fatta di oro 18 carati e pesante 6.175 grammi. La base contiene due fasce di malachite (una pietra semi-preziosa) e nella parte inferiore sono incisi i nomi e l’anno delle nazionali che si sono imposte nel campionato dal 1974. Gazzaniga descrisse la sua creazione così. Le linee nascono dalla base, risalendo in spirali, fino a stringere il mondo. Le figure rappresentate sono due atleti che esultano nel momento della vittoria. Tale trofeo non verrà mai assegnato permanentemente ad una nazione, indipendentemente dal numero di vittorie raggiunte, tuttavia l’opera di Gazzaniga sarà sostituita quando non sarà più possibile incidervi il nome della nazionale vincitrice. Fino al 2006 i vincitori della coppa ne restavano in possesso fino all’edizione successiva: al momento del ritiro il trofeo veniva sostituito con una copia laminata in oro. Dal 2006 la FIFA ha deciso di cambiare regolamento: a causa di numerose ammaccature che l’hanno costretta ad una costosa opera di restauro, la federazione ha deciso di concedere l’originale solo per la premiazione e per le due ore successive sotto stretta sorveglianza. Subito dopo l’originale viene ritirato e custodito in Svizzera, nella sede della FIFA e alla nazionale vincitrice viene attribuita la copia laminata in oro.
Dal settembre 2008, alla nazionale vincitrice del torneo è concessa la possibilità di esibire sulla propria maglia il FIFA Champions Badge recante una versione stilizzata della Coppa del Mondo e sotto la scritta FIFA WORLD CHAMPIONS e l’anno in cui la nazionale ha vinto la competizione. Dalla prima edizione, quando ancora era Coppa Rimet, ad oggi è il Brasile la nazionale che ha vinto il trofeo per il maggior numero di volte (5); segue l’Italia con 4, la Germania (prima Germania Ovest) con 3, l’Argentina e l’Uruguay con 2, Francia, Inghilterra e Spagna 1 sola volta (le prime due nelle edizioni in cui furono i paesi ospitanti della manifestazione stessa). Dalla seconda edizione (1934), prima della fase finale si tengono le qualificazioni per restringere il campo delle nazionali che si giocheranno la coppa. Questa fase preliminare si tiene nelle sei diverse zone scelte dalla FIFA (Africa, Asia, Centro-Nord America e Caraibi, Sud America, Oceania, Europa), e organizzati e supervisionati dalle rispettive confederazioni. Per ogni zona l’organismo mondiale decide il numero di posti iridati messi in palio generalmente basandosi sulla forza delle squadre partecipanti (in considerazione dei risultati ottenuti), tenendo sempre in considerazione che anche continenti non storicamente competitivissimi abbiano il diritto di vedere loro rappresentanti al mondiale, anche se spesso le confederazioni fanno pressione sulla FIFA per avere qualche posto in più. Il lunghissimo torneo di qualificazione inizia tre anni prima della fase finale e dura per più di due anni. Lo svolgimento di questa fase varia a seconda della confederazione.
Di solito uno o due dei posti da assegnare vengono decisi da partite ad eliminazione diretta che coinvolgono nazioni di zone diverse. Per esempio, la vincitrice della zona dell’ Oceania giocò contro la quinta del girone unico del Sud America per potersi qualificare al Campionato mondiale di calcio 2006. Dal 1938, il paese ospitante riceve la partecipazione automatica alla fase finale. Questo diritto era garantito anche ai campioni in carica, ma dal 2002 la qualificazione automatica è stata ritirata e i detentori dovranno ottenere il pass attraverso i turni preliminari. L’attuale formula della fase finale della coppa del mondo, adottata dal mondiale 1998, prevede la partecipazione di 32 squadre che si affrontano in un torneo della durata di circa un mese in un paese ospitante. Ci sono due parti: una fase a gironi seguita da una griglia ad eliminazione diretta. Nella fase a gironi le squadre vengono suddivise in otto gruppi di quattro formazioni ciascuno. Il sorteggio avviene approssimativamente sei mesi prima dell’evento e viene effettuato nella nazione ospitante. Otto squadre (tra cui i padroni di casa e, se qualificati, i campioni del mondo) vengono poste come teste di serie, con una formula basata su urne in cui vengono suddivise le squadre restanti in base al Ranking FIFA e alle prestazioni nelle edizioni precedenti. L’assegnazione nelle urne tiene anche conto di criteri geografici, a questo punto avviene l’estrazione e ad ogni squadra viene assegnato un gruppo.
In ogni raggruppamento ogni squadra gioca tre partite. Il turno successivo prevede la creazione di un tabellone, a cui accedono le prime due di ogni girone, basato sul piazzamento nel gruppo. Dal 1994, tre punti vengono assegnati alla squadra vincitrice, uno in caso di pareggio e zero per la sconfitta (precedentemente alla vittoria spettavano due punti). Il piazzamento in classifica è determinato nell’ordine da: numero di punti, differenza reti e numero di reti segnate. Se due o più squadre, alla fine delle tre partite, risultano in parità sulla base dei precedenti criteri si procede a valutare la classifica avulsa, ovvero ancora: numero di punti, differenza reti e numero di reti segnate ma limitatamente ai match che riguardano le squadre interessate. Se la situazione di parità permane, si ricorre al sorteggio. La fase ad eliminazione diretta prevede match di sola andata con la possibilità, in caso di pareggio dopo i tempi regolamentari, di tempi supplementari ed, eventualmente, calci di rigore. Le partite iniziano dagli ottavi di finale dove la vincitrice di ogni gruppo incontra la seconda classificata di un altro girone. Successivamente seguono i quarti, le semifinali, la finale per il terzo posto (nella quale si affrontano le perdenti delle due semifinali) e la finale. Le recenti coppe del mondo vengono assegnate a uno stato durante i congressi della FIFA. La scelta della nazione organizzatrice è sempre stata oggetto di controversie, specialmente tra Europa e Sud America, i due centri di potere del calcio mondiale. La decisione di tenere la prima coppa del mondo in Uruguay, per esempio, permise a sole quattro nazionali europee di parteciparvi. I due successivi mondiali furono disputati in Europa.
La scelta della Francia per l’edizione del1938 fu molto criticata in quanto le nazioni sudamericane erano convinte che dovesse valere il principio dell’alternanza tra i due continenti. Sia l’Argentina che l’Uruguay boicottarono il torneo. Dopo il 1958, per evitare futuri boicottaggi e polemiche, l’organizzazione della manifestazione fu alternata tra America ed Europa, seguendo questa linea fino al1998. Nel 2002 il mondiale, ospitato congiuntamente da Giappone e Corea del Sud, fu il primo ad essere giocato in Asia (e l’unico con più di uno stato impegnato nell’organizzazione) mentre nel 2010 il Sudafrica divenne la prima nazione africana a ospitare il torneo. La nazione ospitante viene attualmente scelta dal comitato esecutivo della FIFA. L’assegnazione diventa definitiva dopo che le candidate vengono sottoposte a votazione. La federazione calcistica della nazione che desidera ospitare un mondiale riceve il cosiddetto Hosting Agreement, una guida in cui vengono spiegati i passi necessari per offrire una candidatura forte. Questo documento sancisce l’ufficiale conferma della richiesta di organizzazione. Successivamente, un gruppo di ispettori designati dalla FIFA visita gli Stati per constatare il rispetto dei requisiti.
La decisione viene presa, di solito, circa sei anni prima della manifestazione. Per le edizioni del 2010 e del 2014 la decisione è stata presa tenendo conto della rotazione tra i continenti affiliati alla FIFA e solo le nazioni appartenenti al continente prescelto (rispettivamente Africa e America del sud) hanno avuto il diritto di presentare la candidatura. L’edizione del 2010 è stata la prima che si è tenuta in Africa mentre quella del 2014, assegnata al Brasile, segnerà il ritorno in Sudamerica dopo quella del 1978 e in Brasile dopo il mondiale del 1950. Alla Colombia era stata assegnata l’organizzazione del Campionato mondiale di calcio 1986 a cui di seguito rinunciò: l’organizzazione di quel mondiale passò successivamente al Messico. Il 2 dicembre 2010 la FIFA ha assegnato l’organizzazione dei mondiali del 2018 alla Russia e quella del 2022 al Qatar. La Coppa del Mondo del 1954 fu la prima ad essere trasmessa in televisione e adesso l’evento costituisce la seconda competizione sportiva per potenziale audience, subito dopo i Giochi olimpici. Gli spettatori totali della Coppa del Mondo del 2002 sono stati 300 milioni.







