Road to Brasil: Olanda

In terra brasiliana gli orange cercano il primo mondiale della propria storia

Il cammino verso l’ormai imminente mondiale brasiliano, continua in suolo europeo, tappa di quest’oggi è l’Olanda, patria di una delle selezioni più forti al Mondo, anche se nel suo palmares fino ad oggi spicca solo la conquista dell’Europeo nel 1988. Pur possedendo da sempre ottimi roster, la Nazionale orange ad oggi non hai mai conquistato il titolo mondiale, pur giocando ben 3 finali, di cui due consecutive.

L’Olanda fece la sua prima apparizione ai Campionato mondiale di calcio nell’edizione del 1934 in Italia, qualificandosi per la fase finale anche nel 1938 in Francia. Infatti dopo questi anni difficili bisognerà aspettare gli anni ’70 per vedere gli Oranje riaffacciarsi sul palcoscenico dell’élite mondiale, un’attesa durata fino al Mondiale 1974, disputatosi in Germania Ovest.

Da qualche anno emblema del calcio totale, con Ajax e Feyenoord vincitori di molti trofei nelle coppe europee, condotta dal creativo genio di Johan Cruijff, la Nazionale olandese fu la rivelazione dei Mondiali tedeschi del 1974, vincendo agevolmente il girone eliminatorio battendo all’esordio l’Uruguay per 2-0, pareggiando 0-0 contro la Svezia la seconda gara e battendo 4-1 la Bulgaria nell’ultima.

Al secondo turno, anch’esso a gironi, gli arancioni sconfissero per 4-0 l’Argentina, per 2-0 la Germania Est e per 2-0 il Brasile campione del mondo uscente. n finale l’Olanda si trovò di fronte i padroni di casa della Germania Ovest. Passati in vantaggio dopo un minuto grazie a un rigore trasformato da Neeskens (senza che i tedeschi toccassero palla), gli olandesi subirono la veemente reazione della Germania (altrettanto ricca di talenti) che con un micidiale uno-due ribaltò la situazione, prima con Breitner su rigore, e poi con il bomber Gerd Müller. Nella ripresa, dopo aver in due occasioni rischiato il terzo gol, gli olandesi imposero il loro forcing offensivo, sfiorando in varie occasioni il pareggio.

Ciononostante fu tutto inutile e gli Oranje persero il “loro” mondiale, proprio come lo perse vent’anni prima l’Ungheria contro la stessa Germania Ovest. A partire dalla metà degli anni ottanta una nuova generazione di campioni si affacciò sulla scena internazionale. Quell’Olanda, allenata dallo stesso Rinus Michels, già timoniere al tempo delle finale 1974, conquistò il suo primo alloro europeo vincendo il campionato d’Europa 1988, disputatosi in Germania Ovest.

Inseriti nel Gruppo B insieme a Inghilterra, Irlanda e URSS, gli olandesi partirono subito male, perdendo 1-0 con i sovietici di Lobanovs’kyj. Le due vittorie successive con Inghilterra ed Irlanda permisero comunque al gruppo di Michels di passare in semifinale come seconda classificata nel girone. In semifinale si trovò di fronte alla Germania Ovest padrona di casa. Dopo un combattuto match, risoltosi solo all’88’ con una rete di Marco van Basten, gli Oranje poterono accedere alla finale contro l’Unione Sovietica, Nazionale da cui erano stati battuti nella gara d’esordio.

Il 25 giugno, a Monaco di Baviera, la vittoria arrivò grazie ad un 2-0 firmato da Ruud Gullit e da Marco van Basten (memorabile il suo gol con tiro al volo). Di quella squadra vincente facevano parte campioni del calibro di van Basten, Gullit, Frank Rijkaard (il trio olandese del Milan di Sacchi), Ronald Koeman, Gerald Vanenburg e il portiere Hans van Breukelen. Negli anni novanta il miglior risultato dell’Olanda fu il raggiungimento della semifinale a Euro 92, mentre l’avventura agli Europei 1996 si concluse ai quarti di finale.

Nel 2000 l’Olanda organizzò il Campionato europeo insieme al Belgio, così la squadra si qualificò automaticamente per la competizione in quanto selezione del paese ospitante. Il cammino dell’Olanda di Frank Rijkaard, diventato commissario tecnico, verso il titolo europeo terminò in semifinale contro l’Italia, vittoriosa ai calci di rigore dopo che i padroni di casa avevano fallito due tiri dal dischetto nel corso dei novanta minuti regolamentari (con Frank de Boer e Patrick Kluivert) e dopo che avevano giocato quasi tutto l’incontro in superiorità numerica, dovuta all’espulsione di Gianluca Zambrotta avvenuta al 34′ per doppia ammonizione.

Nel 2001 l’Olanda di Louis van Gaal mancò clamorosamente la qualificazione al campionato del mondo 2002 in Giappone e Corea del Sud. In seguito al fallimento, sulla panchina degli oranje fu richiamato Dick Advocaat, che centrò la qualificazione al campionato d’Europa 2004 superando agli spareggi la Scozia (sconfitta per 1-0 in trasferta e vittoria per 6-0 all’Amsterdam ArenA). Guidata da Marco van Basten, la selezione arancione si qualificò con grande facilità al campionato del mondo 2006, dominando il girone con 10 vittorie, 2 pareggi e nessuna sconfitta.

Va ricordata però, in quel clima di ottimismo, la parentesi negativa dell’amichevole giocata il 12 novembre 2005 ad Amsterdam, nella quale l’Olanda fu sconfitta per 3-1 dall’Italia. Ma anche con l’ex milanista in casa olandese non arrivano altri trofei, nelle qualificazioni al campionato del mondo 2014 l’Olanda è inserita in un girone con Turchia, Ungheria, Andorra, Estonia e Romania.

La Nazionale oranje totalizza sei vittorie consecutive (segnando venti gol, e subendone due) prima di pareggiare contro l’Estonia e battere l’Andorra: con questi risultati la squadra ottiene la qualificazione ai Mondiali con due turni di anticipo. Ora la speranza per il popolo olandese si chiama: Brasile 2014, rassegna mondiale in cui sperano di poter alzare al cielo il primo titolo mondiale.

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