Caso Insigne, il pentito:“Al Napoli rapine punitive”

Sembra che le continue rapine ai calciatori della squadra partenopea siano parte di un preciso piano della malavita.

La settimana scorsa Lorenzo Insigne e sua moglie sono stati vittima di una rapina. Secondo le indagini, il Rolex al polso del giocatore aveva attirato dei malviventi che lo hanno minacciato con tanto di pistola, coperti da casco e passamontagna. Il colpo è avvenuto in viale Gramsci, facile da percorrere anche con lo scooter grazie alle traverse laterali, utili per fuggire velocemente e seminando un eventuale inseguitore. Dopo una cena tra amici, nella zona di Mergellina, Insigne e consorte si sono allontanati a bordo della loro auto. Avvicinatisi alla Mercedes, i due rapinatori hanno messo in atto il loro piano ad un semaforo, mentre Insigne attendeva che scattasse il verde. Oltre al Rolex, sono stati rubati 800 euro e due braccialetti di diamanti. Non contenti, prima di andare via, al calciatore un rapinatore avrebbe detto: “dedicami un goal a Firenze”. La moglie di Insigne, Jenny, ha spiegato che un rapinatore sembrava agitato e che, negando di avere nulla, è riuscita a salvare un orologio. Nonostante un elenco di potenziali colpevoli, i carabinieri sarebbero in alto mare. Di fatto, i rapinatori sono irriconoscibili, proprio per aver coperto completamente il volto. Il profilo è di due ladri di professione ed adesso si cerca di capire chi siano grazie allo scooter utilizzato per la fuga, probabilmente entrambi mettono in atto le loro azioni criminali proprio in quella zona.

Sembra che il pentito S.R. nel 2013, abbia parlato di una spedizione punitiva ai danni di quei calciatori che in campo non davano il massimo: “le rapine sono punitive, avvengono quando un calciatore gioca male, oppure non si presenta presso i circoli sportivi, oppure parla male dei tifosi.” Le rivelazioni erano state rilasciate in occasione del processo per lo scippo ai danni di Berhami. Una situazione sconcertante che ha portato la media di una rapina a stagione. Come sappiamo, Napoli è un luogo in cui spesso avvengono scippi e furti ed il fatto che anche i calciatori del Napoli, per il loro rendimento, possano essere preda di una simile punizione, getta un’ombra oscura su questo nostro calcio che a volte sembra davvero malato. Sono episodi come questo che tolgono allo sport quell’aura di festa e complicità che dovrebbe avere, portando solo un grande rammarico. Speriamo che ai calciatori del Napoli e ad Insigne non passi la voglia di portare avanti questa stagione di grande successo. E che il popolo napoletano, soprattutto quello incline a questi tipi di azioni, mostri un po’ d’amore e rispetto verso chi, ad oggi, ha riportato in alto il nome di una città che non vedeva tali fasti dagli anni del Pibe de Oro, Diego Armando Maradona.

Clara Caiola

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