Europei Under 21: La Danimarca torna in corsa, la Germania travolge la Serbia

Nella partita delle 18.30, la Danimarca, trascinata da un super Maehle, stende l’Austria e sale al secondo posto, momentaneamente, in classifica. I talenti danesi riescono ad indirizzare la partita in un certo modo, riuscendo a gestire gioco e occasioni, interpretando la gara in maniera pressochè perfetta, aggredendo ferocemente in una gara da dentro o fuori. Se la squadra nordeuropea avesse perso nella gara di Udine, avrebbe sicuramente dovuto lasciare anticipatamente l’Europeo con tanto rammarico e tanta, tantissima delusione. La gara si concluderà sul risultato di 3-1 che è uno specchio fedele del gioco e delle azioni prodotte in partita.

Nel primo tempo, parte meglio la Danimarca. Infatti la nazionale biancorossa propone un gioco efficace nel contenere gli attacchi austriaci. Il jolly del Nordsjaelland Victor Nelsson si sacrifica anche dietro ed è attento a ripiegare in fase di non possesso creando una linea a 5 nella fase difensiva, per poi ripartire con pericolosità. Alle due occasioni d’oro di Robert Skov ( autentico gioiellino che milita nel Copenhagen, che ha segnato addirittura 24 gol in 26 presenze quest’anno in Superliga), risponde Ingolitsch che dal limite dell’area impensierisce Iversen. Ma a spezzare la parità ci pensa Joakim Maehle, che con una grande sterzata manda fuori tempo Danso e supera Schlager portando la Danimarca sull’1-0. 
Nel secondo tempo, nei primi minuti, il vantaggio ottenuto dai ragazzi allenati da Frederiksen viene cancellato dal gol del pareggio di Lienhart, che di testa sorprende Iversen, autore di una papera, non proprio clamorosa, ma quasi. Il portiere, infatti, si lascia scappare la palla sotto le gambe. L’Austria sembra crescere, ma fatica a creare con continuità. La Danimarca assorbe i colpi e riparte arginando i tentativi austriaci. L’occasione per imprimere una svolta al match, arriva poco dopo, grazie ad un intervento scomposto di Nelsson che regala un penalty che può cambiare definitivamente le sorti del match.

Dal dischetto si presenta Baumgartner che calcia angolato, ma non abbastanza da superare Iversen. L’estremo difensore riesce a neutralizzare il penalty e congela il risultato sull’1-1. Al 77′ minuto, è ancora Joakim Maehle a punire Schlager: cross dalla destra e inserimento perfetto del terzino del Genk. A chiudere i giochi ci pensa poi il talentino del Nordsjaelland Skov Olsen, che con una gran pennellata conclude alla perfezione un contropiede da manuale orchestrato dalla Danimarca.

La Germania, nella partita delle 21.00, demolisce letteralmente la Serbia e la fa fuori dalla competizione. La Nazionale teutonica, segna ben 3 gol nel giro di 37 minuti. La squadra di Kuntz punisce praticamente subito uno sbaglio in uscita di Racic: Oztunali verticalizza per Richter che con un tocco soffice, segna il suo terzo gol in questo torneo. Il raddoppio è quasi simile: stavolta è Lukic a perdere palla e la Germania giunge velocemente davanti alla porta, tocca a Waldschimdt far centro su assist di Richter. Il tris arriva già al 37’: ripartenza sempre di Waldschmidt, con un serbo a terra, e mezzo campo libero per sprintare e battere Radunovic.

La Serbia, anche se con tantissimi giocatori talentuosi che mil itano nel campionato italiano, da Milenkovic a Lukic al portiere Radunovic, non riesce ad evitare il disastro. Jovic, nonostante lo sforzo fatto per comprarlo (il Real Madrid lo ha pagato ben 60 milioni di euro), risulta evanescente, non entra mai in partita e dopo il gol del 4-0 ad opera di Dahoud, ma su errore di Racic, viene addirittura sostituito. Con Waldschmidt, che alla fine segnerà una tripletta e Maier, la Germania dilaga. Il rigore, nel finale, di Zivkovic non basta come consolazione alla Serbia, mestamente ferma a quota zero punti. Alla Germania, basterà un solo punto per passare alla fase successiva.

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Nello Paolo Pignalosa

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