Notizie in tempo reale, Calcio, Serie A, Serie B, Premier League, Liga, Bundesliga, Ligue 1, Champions League, Calciomercato, F1, MotoGp, Tennis e Golf

Road to Brasil: Francia 98

Tra le mura amiche la Francia conquista il primo titolo mondiale

Mentre il Mondiale 2014 bussa alle porte, il nostro viaggio continua e quest’oggi facciamo tappa in Francia, dove nel 98 andò in scena la sedicesima edizione dei campionati mondiali, nonché seconda edizione ospitata nel paese transalpino dopo quella del 1938,nona edizione ospitata in Europa. Il secondo Mondiale di Francia inizia il 10 giugno 1998. Il luogo scelto per la cerimonia di inaugurazione è un nuovo impianto costruito a Saint-Denis, alla periferia di Parigi: lo Stade de France. Con i suoi 80.000 posti, il campo verrà scelto anche per ospitare la finale per il 1º posto. La gara inaugurale vede scontrarsi il Brasile (detentore del titolo mondiale) e la Scozia.

I sudamericani, benché forti di un allenatore come Mário Zagallo (già campione, come calciatore, nel 1958 e nel 1962 e, come commissario tecnico, nel 1970), non si mettono particolarmente in mostra: alla fine del primo tempo, infatti, il risultato è di 1-1, grazie al goal di testa nei primi minuti di César Sampaio e un rigore al 38º del fantasista scozzese John Collins, tra i migliori. I brasiliani soffrono nella ripresa, ma a 20′ dalla fine, un autogol di Tom Boyd regala loro i primi 3 punti del Mondiale. In serata, va in scena il secondo incontro della prima giornata: di fronte, Norvegia e Marocco: la partita si conclude con un pari ricco di gol (2-2). Si mette in buona mostra il giocatore africano Mustapha Hadji, autore di una rete.

Il 16 giugno, a Bordeaux, Scozia e Norvegia pareggiano 1-1; i norvegesi sbloccano al 46º con Håvard Flo, la Scozia stenta a reagire, ma, al 66º minuto, pareggia con Craig Burley. Il Brasile, intanto, forte del trio Ronaldo (in ombra contro la Scozia), Rivaldo e Bebeto di nuovo nella giusta condizione fisica, a Nantes, batte i marocchini per 3-0, mettendo in cassaforte la qualificazione agli ottavi. I verdeoro si dimostrano superiori ai giocatori nordafricani, che talvolta esagerano con gli interventi sugli avversari, come nel caso di un pericoloso fallo di Said Chiba ai danni del “Fenomeno”.

Il 23 giugno va in scena terza e ultima giornata: la situazione è difficile per le due europee. La Norvegia è costretta a battere il Brasile capolista per superare il turno. Anche gli scozzesi – con un solo punto all’attivo – sono costretti a centrare l’intera posta per accedere al turno successivo; hanno, però, di fronte l’avversario più semplice, il Marocco. Tuttavia, gli africani battono gli scozzesi per 3-0, estromettendoli dal Mondiale. Anche nella contemporanea gara di Marsiglia, i norvegesi ribaltano il pronostico: i carioca infatti passano in vantaggio con Bebeto al 78º minuto, ma all’83º risponde Tore Andre Flo mentre cinque minuti dopo l’arbitro concede un rigore agli scandinavi, per fallo su Flo, che Rekdal trasforma mandando agli ottavi i norvegesi.

L’11 giugno, all’esordio del Gruppo B, l’Italia, vice-campione del mondo in carica, affronta a Bordeaux il Cile. La formazione andina si presenta con la coppia d’attacco Sa-Za (composta da Salas – fresco acquisto della Lazio – e l’interista Zamorano). Al 10º gli azzurri, che schierano Roberto Baggio in luogo dell’acciaccato Del Piero, passano in vantaggio: proprio Baggio compie un assist al volo per Vieri e il centravanti ex-Atletico Madrid è lesto a battere il portiere Nelson Tapia: è 1-0.

Il Cile però si riorganizza e prende a controllare la gara: alla fine del primo tempo, Salas anticipa Cannavaro su calcio da fermo e mette in rete il pallone dell’1-1. Si va al riposo in situazione di parità; ma al ritorno in campo è di nuovo Salas, con un nuovo stacco aereo, a siglare il 2-1. A 5′ dalla fine l’arbitro nigerino Lucien Bouchardeau concede un rigore per l’Italia: sul dischetto si presenta Roberto Baggio, autore dell’errore che era costato alla Nazionale italiana il campionato del mondo precedente; stavolta però il “Codino” segna e regala all’Italia il 2-2.

L’altra gara, tra Austria e Camerun a Tolosa, termina 1-1. La squadra africana passa in vantaggio con gol di Njanka Beaka al 77º minuto; viene poi superata Polster per l’Austria, nel recupero. Il 17 giugno, a Saint-Etienne, l’Austria replica contro il Cile, mettendo a segno un secondo pareggio in extremis, con una rete di Vastic al 90º minuto: per i ragazzi del CT Acosta, aveva sbloccato il match Marcelo Salas al 70º.

In serata gli Azzurri affrontarono a Montpellier il Camerun. L’Italia passa in vantaggio al 7º con un colpo di testa di Di Biagio su cross di Baggio, di nuovo preferito a Del Piero, che entrerà nella ripresa (Cesare Maldini, infatti, aveva bocciato la proposta, a lungo caldeggiata in patria, del tandem di fantasisti). Sul finire del primo tempo, Il camerunense Kalla si rende protagonista di un’entrata pericolosa su Di Biagio e viene espulso; nonostante la superiorità numerica, l’Italia continua a soffrire fino al quarto d’ora finale, quando Vieri mette a segno una doppietta. La partita termina Italia-Camerun 3-0.

Nel pomeriggio di martedì 23 giugno vanno in scena le ultime due gare: Austria contro Italia e Cile contro Camerun. Nel primo incontro, è ancora Vieri a portare l’Italia in vantaggio, indirizzando di testa in rete un calcio di punizione di Del Piero. Nel finale, il tandem d’attacco Baggio-Inzaghi, subentrato nella ripresa, confeziona il raddoppio al minuto 89: Baggio, servito proprio da Inzaghi segna il suo 9º gol ai Mondiali. Inutile il gol finale austriaco, maturato grazie ad un rigore messo a segno da Herzog: Italia-Austria 2 a 1. Cile-Camerun, invece, termina 1-1: passano il turno gli italiani – primi con 7 punti – e il Cile, che pur si ferma a quota 3.

Il 12 giugno apre i battenti il Gruppo C: la gara iniziale vede la vittoria della Danimarca per 1-0 sull’Arabia Saudita, con decisivo gol di Marc Rieper al 69º. I padroni di casa esordiscono il 13 giugno a Marsiglia, contro il Sudafrica, vincendo 3-0 con reti di Dugarry, un’autorete di Issa e un’ultima segnatura del giovane Thierry Henry, anche questa propiziata da un errore del sopracitato difensore sudafricano.

Dopo l’1-1 tra danesi e sudafricani, maturato nella seconda giornata, la Francia ottiene la qualificazione con un turno d’anticipo battendo l’Arabia Saudita 4-0, con reti di Trezeguet e Henry. Zidane, colpevole di un fallo di reazione a risultato già fissato, viene espulso dall’arbitro e squalificato per due giornate. Nel terzo turno la Francia già qualificata passa 2-1 con la Danimarca, vincendo il girone a punteggio pieno; grazie, però, al 2-2 tra Sudafrica e Arabia Saudita, anche gli scandinavi riescono ad ottenere un posto agli ottavi.

Un incontro a reti bianche tra Paraguay e Bulgaria apre il sipario sul Gruppo D. Nella seconda gara del primo turno, invece, la Nigeria, dopo l’ottima figura di USA ’94, rimonta due volte lo svantaggio iniziale e vince 3-2 contro la Spagna in una partita considerata tra le più avvincenti del torneo. Gli africani completano l’opera il 19 giugno, battendo di misura una Bulgaria lontana dai fasti del 1994 e qualificandosi con un turno d’anticipo: il gol è opera di Victor Ikpeba al 27º. Sull’altro campo di giornata, quello di Saint-Étienne, il Paraguay blocca sullo 0-0 gli iberici, complicandone la marcia verso gli ottavi.

La Spagna è così costretta a vincere contro la Bulgaria, nel terzo e decisivo turno: ne viene fuori un largo successo (6-1), che però è vanificato dalla vittoria per 3-1 del Paraguay sulla Nigeria. Eliminate, perciò, le due europee (entrambe protagoniste a USA ’94), accedono ai play-off per la finale gli africani e i latinoamericani.

Nel Gruppo E, il Messico batte per 3-1 la Corea del Sud, rimasta in 10 per l’espulsione di Ha Seok-Ju. I messicani, sotto di un gol a causa dell’autorete di Davino al 28º, ribaltano il risultato con Pelaez al 51º e con una doppietta di Hernández, al 74º e all’84º. Il derby delle Fiandre tra Olanda e Belgio termina 0-0.

Il 20 giugno si gioca la seconda giornata: Belgio contro Messico è la prima gara. Finisce 2-2, dopo che i belgi erano passati in doppio vantaggio. L’Olanda di Guus Hiddink, dopo il passo falso iniziale, vince con una cinquina a spese della Corea del Sud, che abbandona ogni speranza di accedere al turno successivo. I gol “arancioni” portarono la firma di Philip Cocu al 37º, Marc Overmars al 41º, Dennis Bergkamp al 67º, Pierre van Hooijdonk al 79º e Ronald de Boer all’83º.

Cinque giorni più tardi, l’Olanda prova a ripetersi contro il Messico: è 2-0 dopo venti minuti, con reti di Philip Cocu e Ronald de Boer. Nel finale, però, prima Peláez e poi Luis Hernández mettono a segno i gol della rimonta: è 2-2. Nell’altra sfida, si scontrano Belgio e Corea del Sud: i favoriti si portano subito in vantaggio con Luc Nilis|Nilis al 7º ma gli asiatici, seppur già eliminati, si impegnano fino alla fine e pareggiano con Yoo Sang-Chul al 75º

Il 14 giugno, nella gara d’esordio del gruppo F, la Jugoslavia sconfigge un ordinato Iran, matricola del mondiale, per 1-0, con un gol di Mihajlović al 73°. Nel secondo incontro di giornata, la Germania di Berti Vogts fa fuori 2-0 gli Stati Uniti: segnano Möller al 9º e Klinsmann al 65º. Nella seconda giornata, le favorite Germania e Jugoslavia si spartiscono equamente la posta: dopo le due reti slave di Predrag Mijatović al 13º e Dragan Stojković al 54º, proprio Mihajlović – ancora al 73º – fa autogol e Bierhoff pareggia definitivamente all’80º.

In un match carico di tensioni geopolitiche (i due Stati non avevano infatti relazioni diplomatiche ufficiali da vent’anni), l’Iran conferma l’ottima impressione con un 2-1 a spese degli statunitensi: segnano Estili al 40º, Mehdi Mahdavikia al 79º e Brian McBride all’87º[4]. Nell’ultimo turno, il 25 giugno, tedeschi e jugoslavi, senz’affanni eccessivi, battono le rispettive avversarie di giornata e ottengono la qualificazione agli ottavi.

Nel gruppo G, l’Inghilterra – vincitrice del suo girone di qualificazione e tra le favorite del torneo[5] – si trova dinanzi Romania, Tunisia e la Colombia. Nella gara d’esordio, i britannici sconfiggono 2-0 gli africani: segnano Shearer e Scholes. Nella seconda gara di gioranta, Ilie risolve l’incontro tra Romania e Colombia.

Nella seconda giornata, arriva una sorpresa: dopo la vittoria della Colombia sulla Tunisia per 1-0, la Romania batte l’Inghilterra 2-1, con gol partita di Dan Petrescu al 90º, che permette ai romeni di qualificarsi con una giornata d’anticipo. In questa partita inizia a mettersi in luce un giovane calciatore della Nazionale inglese: si tratta di Michael Owen, che sigla il gol per i Tre Leoni, se pur inutile ai fini del risultato.

Nell’ultima giornata l’Inghilterra, costretta a vincere, sconfigge la Colombia per 2-0. La Romania controlla il match con la Tunisia e chiude 1-1, cosicché i britannici si accontentano del secondo posto e passano il turno.

Il Gruppo H è il girone meno equilibrato. Argentina e Croazia si qualificano per gli ottavi di finale, mentre Giamaica e Giappone si limitano al ruolo di debuttanti. L’Argentina conclude prima a punteggio pieno (solo la Francia era riuscita a fare altrettanto), con 7 goal all’attivo e difesa inviolata: da segnalare la unica tripletta del torneo, realizzata da Gabriel Batistuta contro i caraibici. La Nazionale croata conferma la buona impressione di Euro ’96 e arriva seconda, con 6 punti. La vittoria dei giamaicani contro il Giappone regala infine il terzo posto nel girone ai “Reggae boys”.

Apre la fase ad eliminazione la sfida tra Italia e Norvegia. Gli “azzurri” risolvono una gara abbastanza sofferta con un gol al 18º di Christian Vieri, al quinto centro, e grazie alla parata sulla linea di Pagliuca sul colpo di testa di Flo: Italia-Norvegia termina 1-0. In serata, nel derby sudamericano tra Brasile e Cile, i gialloverdi dilagano 4-1 con doppiette di Ronaldo e César Sampaio e la rete della bandiera cilena con il solito Salas.

Il 28 giugno, nel pomeriggio, la Francia affronta a Lens il Paraguay che, galvanizzato dalle prestazioni precedenti che erano costate la qualificazione alla Spagna, costringe anche i “Bleus” ai tempi supplementari.Al 113º Laurent Blanc mette a segno il primo golden gol della storia dei mondiali di calcio, che qualifica i padroni di casa ai quarti. In serata acuto della Danimarca, che supera per 4-1 la Nigeria, fermatasi per la seconda edizione di fila agli ottavi.

Terzo giorno di gare: la Germania supera il Messico con molte difficoltà, dopo che i messicani erano passati in vantaggio con un Hernandez in gran forma, ad inizio ripresa. Sullo 0-1, peraltro, Arellano aveva sprecato la palla del raddoppio tirando sul palo; decisive risulteranno invece le reti di Klinsmann e Bierhoff per la vittoria finale. Nell’altro incontro di giornata, tra Olanda e Jugoslavia, è Edgar Davids ad estromettere la compagine balcanica dal torneo, con un gol allo scadere. Nelle ultime due gare degli ottavi, giocate il 30 giugno, Croazia e Romania disputano un incontro in sostanziale equilibrio. A spuntarla sono però i balcanici, che vincono 1-0 grazie al rigore trasformato da Davor Šuker al 45º ed iniziando a candidiarsi come rivelazione del torneo.

In quello che si preannuncia l’incontro più interessante degli ottavi, Argentina e Inghilterra si affrontano 16 anni dopo la guerra delle Falkland. Nelle fasi iniziali però è il nervosismo a dominare in campo: dopo sei minuti infatti gli albicelesti ottengono un rigore che Batistuta realizza portando in vantaggio la propria Nazionale. Al 10º minuto però il favore viene ricambiato da Shearer che pareggia i conti anch’egli dal dischetto. Al 16º minuto Owen realizza quello che sarà considerato il più bel gol del torneo; sullo scadere del primo tempo però l’Argentina concretizza uno schema su punizione con Zanetti che riporta il punteggio in parità.

Nella ripresa Beckham viene espulso per un fallo su Simeone e l’Inghilterra è costretta a difendersi. Dopo il 2-2 dei 120 minuti di gioco, ed evitato il golden gol, le due squadre vanno ai rigori: vince l’Argentina, grazie al decisivo errore di David Batty.

I quarti di finale cominciano il 3 luglio: è l’Italia ad aprire, contro i padroni di casa della Francia. Cesare Maldini non rischia, lasciando così Roberto Baggio in panchina e predisponendo una marcatura ferrea per il rientrante Zinédine Zidane: Gianluca Pessotto viene incaricato di marcare a uomo il temibile giocatore francese. Più volte il portiere Pagliuca deve salvare la porta azzurra dai tentativi degli avversari; poi è Christian Vieri a mancare il gol con la testa. Baggio sostituisce Alessandro Del Piero al 67º e, nei supplementari, sfiora il golden gol. Al 120º Pagliuca salva nuovamente il risultato su un tiro di Djorkaeff.

Si va ai rigori. Nonostante sia la Francia a sbagliare per prima, gli errori decisivi sono quelli di Albertini e Di Biagio, che colpisce la traversa: dopo 12 anni, la Francia, si qualifica per le semifinali della Coppa del mondo, mentre l’Italia viene eliminata ai rigori per la terza edizione consecutiva. In serata, il Brasile elimina 3-2 la Danimarca. Al 2º minuto i danesi si portano in vantaggio con Martin Jørgensen; pareggia Bebeto, poi Ronaldo serve l’assist per il gol di Rivaldo (2-1). Nella ripresa, un errore di Roberto Carlos consente a Brian Laudrup di pareggiare, ma Rivaldo trova la definitiva rete del 3-2.

Il 4 luglio l’Olanda sfida l’Argentina. Al 12º Kluivert porta in vantaggio gli Orange, ma al 17º Claudio Lopez riequilibra il risultato sull’1-1. Nel secondo tempo Batistuta colpisce il palo e tra il 76º e l’87º vengono espulsi Numan e il “Burrito” Ortega. All’89º Bergkamp riesce a realizzare il gol che qualifica l’Olanda ed elimina i sudamericani.

Alle ore 21 dello stesso giorno, la Croazia affronta la Germania: per i croati questa è un’occasione di rivincita sui tedeschi dopo la sconfitta nel Campionato europeo 1996. Alla fine i balcanici vincono per 3-0, vendicando l’eliminazione di due anni prima. I tedeschi, dal 40º in dieci per l’espulsione di Wörns, subiscono infatti tre gol da Jarni, Vlaović e Šuker (già in goal nel 1996). La Croazia, così, raggiunge la semifinale al suo esordio al mondiale.

l 7 luglio Brasile e Olanda si fronteggiarono a Marsiglia, nella prima semifinale. Ad un primo tempo tattico risponde una seconda frazione di gioco più vivace: dopo il gol di Ronaldo al 46º Kluivert, di testa, riequilibra il risultato all’87º. Non bastano i supplementari a dare un vincitore alla gara e si va alla lotteria dei rigori. Dal dischetto, i brasiliani non sbagliano, mentre Taffarel si rivela decisivo su Phillip Cocu e Ronald de Boer: il Brasile torna a giocarsi la vittoria finale, dopo quattro anni dalla “quarta stella”.

L’8 luglio la Francia si trova dinanzi la sorprendente Croazia: sono proprio gli ospiti a passare con Šuker, al 47esimo, che sorprende la difesa transalpina e sblocca il risultato. Immediata la reazione dei francesi che, due minuti più tardi, sfruttano un errore di Boban e portano in rete Thuram. Il centrale del Parma torna a segnare poco più tardi, con un tiro da fuori area: è il gol che regala la finale alla sua Nazionale. I transalpini, infatti, pur in affanno nel finale per il forcing slavo e l’espulsione di Blanc, riescono a non perdere le redini della partita e a qualificarsi per la finale.

La finale per il 3º e 4º posto giocata l’11 luglio è vinta dalla Croazia, che raggiunge uno storico terzo posto battendo 2-1 l’Olanda: i gol sono di Prosinečki, Zenden e Šuker, che si laurea capocannoniere con 6 gol.

Il 12 luglio, poche ore prima della finale, Ronaldo accusa un malore mentre si trova nella sua stanza d’albergo: il suo compagno di stanza Roberto Carlos, allarmato, chiama i soccorsi e il Fenomeno viene trasportato in un ospedale vicino per accertamenti. Nell’occasione i medici pensano che il calciatore sia in preda ad una crisi epilettica e gli prescrivono dei farmaci: in realtà, come svelerà in un’intervista del 2012 il cardiologo Bruno Carù, Ronaldo ha sofferto nell’occasione di un problema cardiaco e i farmaci lui somministratigli hanno rischiato di ucciderlo.

Ronaldo scende in campo lo stesso e in uno Stade de France tutto esaurito la Francia domina, segnando due gol quasi identici con Zidane: calcio d’angolo, colpo di testa del fantasista, palla in rete. La Francia rimane in 10 per l’espulsione di Desailly a metà ripresa, ma controlla la partita e al 90º un contropiede di Emmanuel Petit porta al gol del 3-0 che chiude la partita. Per i francesi è il primo titolo e, due giorni dopo, la Nazionale verrà fatta sfilare agli Champs-Elysées, in occasione della festa nazionale.

Potrebbe interessarti