Road to Qatar 2022: Svezia 1958

Scopri con Football-Magazine l’affascinante storia dei Mondiali di calcio dalla prima edizione del 1930 fino a Qatar 2022.

La sesta edizione del campionato mondiale di calcio si disputò in Svezia dall’8 al 28 giugno 1958, e fu vinto dal Brasile. Fu la prima edizione a cui l’Italia non riuscì a qualificarsi (prima del 2018), la prima ad essere trasmessa in televisione in paesi anche non confinanti, e quella ad aver prodotto il marcatore più prolifico per singolo torneo nella storia dei mondiali, il francese Just Fontaine, che segnò 13 reti in sei partite. Ma soprattutto fu il mondiale della consacrazione di Edson Arantes do Nascimento,d etto Pelé, numero 10 brasiliano. O Rei conquistò i primati di più giovane marcatore (contro il Galles) in un mondiale e più giovane campione del mondo della storia, a 17 anni. Un totale di dodici città in tutta la parte centrale e meridionale della Svezia hanno ospitato il torneo, i regolamenti FIFA richiedevano almeno sei stadi per avere una capacità di almeno 20.000 posti. Se la Danimarca si fosse qualificata, gli organizzatori avevano pianificato di utilizzare l’Idrætsparken a Copenaghen per le partite del girone della Danimarca. L’Idrætsparken fu rinnovato nel 1956 con questo progetto, ma la Danimarca perse contro l’Inghilterra. Quando sorgono dubbi sull’opportunità di finanziamenti per la ricostruzione dell’Ullevi e del Malmö Stadion, gli organizzatori considerarono gli stadi di Copenaghen e Oslo come misure di emergenza. Lo Råsundastadion venne ampliato da 38.000 posti per la Coppa del Mondo, costruendo banchi di testa. La legenda vuole che il presidente del comitato organizzatore Holger Bergérus, ipotecò casa per poter pagare. Il nuovo stadio di Malmö fu costruito per la Coppa del Mondo, sostituendo il 1896 Malmö Stadion in un nuovo sito. L’Idrottsparken aveva 4.709 posti aggiunti per la Coppa del Mondo, il governo municipale socialdemocratico si rifiuto di pagare per questo fino a quando gli organizzatori non minacciarono di selezionare Folkungavallen a Linköping. Al Rimnersvallen, uno stand dal piccolo stadio Oddevallen venne trasferito a Rimnersvallen per la Coppa del Mondo.

La folla in Brasile contro l’Austria era stimata a 21.000, con più attenzione dal fianco della collina adiacente. Lo stadio più utilizzato fu il Råsundastadion di Stoccolma, che ha ospitato 8 partite tra cui la finale, seguita dallo stadio Ullevi di Göteborg (il più grande stadio utilizzato durante il torneo), che ha ospitato 7 partite. Le eliminatorie videro le mancate qualificazioni di varie favorite, tra queste l’Italia, in piena crisi, estromessa dall’Irlanda del Nord(alla sua prima partecipazione ad una fase finale). Rimasero a casa anche l’Uruguay, i Paesi Bassi e la Spagna, si qualificò invece l’Ungheria, ancora provata dalla recente rivoluzione. Il torneo segnò l’esordio dell’Unione Sovietica e la contemporanea presenza delle cosiddette “Home Nations” (squadre dell’intero Regno Unito). La Nazionale brasiliana, trascinata dal diciassettenne Pelé, vinse per la prima volta, l’altra finalista fu la padrona di casa Svezia, avente in Skoglund, Gren e Liedholm i propri uomini chiave. Terza fu la Francia, che piazzò Just Fontaine in vetta alla classifica dei marcatori con 13 reti, a tutt’oggi record di reti per la fase finale di un mondiale. Dopo la vittoriosa semifinale contro la Germania Ovest, per una scommessa legata all’accesso alla finale, i giocatori scandinavi si rasarono i capelli a zero. In Brasile la notizia della vittoria arrivò via radio dove Leonidas, ormai ex giocatore, commentava. Al quinto gol Leonidas svenne in diretta, i tifosi impazzirono e 7 persone morirono d’infarto, ci fu festa nazionale per una settimana. Con questa affermazione, i verdeoro furono la prima selezione sudamericana e l’unica,che seppe conquistare il titolo nel Vecchio Continente.

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Davide Piteo
Davide Piteo

Nato a Foggia un caldo 9 Luglio del 1981, sono cresciuto con la passione per il calcio e ciclismo, amando la Nazionale degli anni 90 particolarmente quella del Mondiale 90 ossia dell Notti Magiche, mondiale che per tanti si aprii con il Giro d'Italia dello stesso anno vinto da Gianni Bugno. Nel corso degli anni la voglia di raccontare mi ha spinto al giornalismo cominciando con il Giornalino della Parrocchia di San Michele e proseguito con tante esperienze locali e Nazionali,fino ad arrivare al mio approdo in Football Magazine nel 2012. Da quel momento in poi sono rimasto legato solo e soltanto a FM dove mi occupo di Ligue 1, ma nel corso degli anni ho seguito anche la MLS, Gold Cup, Europei e Mondiali. Obiettivi? continuare la mia crescita con FM dove occuparmi anche di altri campionati.