Road to Qatar 2022: Brasile 2014

Scopri con Football-Magazine l’affascinante storia dei Mondiali di calcio dalla prima edizione del 1930 fino a Qatar 2022.

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Il campionato mondiale di calcio 2014 noto anche come Brasile 2014, è stata la 20ª edizione del massimo torneo calcistico, organizzato dalla FIFA, svoltosi da giovedì 12 giugno a domenica 13 luglio 2014. Vent’anni dopo USA 94, il Mondiale fece nuovamente tappa nel continente americano, e dopo ben 36 anni tornò nuovamente in sud- America, dove l’ultima edizione organizzata fu Argentina 78, che vide proprio la Nazione organizzatrice alzare al cielo il trofeo, come accaduto alla stessa Germania nel 1974, diversamente da quanto avvenne in Spagna nel ’82, in Messico nel 1986, in Italia 90, in Usa 94, Corea e Giappone nel 2002, Germania nel 2006 ed in Sud-Africa nel 2010. Oltre alla debacle di non aver vinto il titolo,vedendo trionfare la Germania, il mondiale brasiliano è stato economicamente il più dispendioso nella storia dei mondiali, che aggiunse al danno economico, anche la beffa di non vincerlo. Il governo brasiliano stimò un costo organizzativo pari a 14 miliardi di dollari, comprendente sia i lavori di costruzione o ristrutturazione degli stadi, sia i progetti infrastrutturali. Ma al tempo stesso fu anche un’edizione innovativa, infatti fu la prima edizione in cui venne utilizzata una tecnologia sulla linea di porta, dopo il successo ottenuto nella Coppa del mondo per club FIFA 2012 in Giappone. Questa tecnologia venne installata in tutti gli stadi, al fine di sostenere gli ufficiali di gara. Viene utilizzato il sistema GoalRef, creata dall’istituto tedesco di ricerche fisiche Fraunhofer.

Viste le altre temperature e per evitare gli stessi problemi avuti durante USA 94, celebre la finale di Pasadena dove Italia e Brasile, giocarono in un’autentica fornace, per tutelare la salute dei giocatori in campo venne inserito come nel futsal il time out, ossia la possibilità di introdurre due pause di tre o quattro minuti al 30º minuto di ogni tempo delle partite,le quali vennero disputate anche in orari proibitivi come le 13:00 locali. Laterza innovazione fu lo spray evanescente dato in dotazione a tutti gli arbitri del mondiale. L’Italia vincitrice dell’edizione del 2006 e reduce dal secondo posto europeo e da una buona confederetion cup, con alla guida tecnico Cesare Prandelli, va alla ricerca di un riscatto dopo la magra figura del 2010. Gli azzurri vengono inseriti nel Gruppo D che almeno sulla carta sembra alla portata, il girone si apre con l’incontro tra Uruguay, campione d’America in carica e Costa Rica, vinto dai centroamericani, in rimonta, per 1-3. La seconda partita, tra Inghilterra e Italia, quest’ultima Vice campione d’Europa, in carica si conclude 1-2 con gol di Claudio Marchisio e Daniel Sturridge, nel primo tempo, e di Mario Balotelli nel secondo tempo. Nel secondo turno l’Uruguay batte l’Inghilterra, grazie a una doppietta di Luis Suárez, mentre la Costa Rica batte l’Italia 1-0 con il gol partita di Bryan Ruiz.

Il risultato qualifica matematicamente agli ottavi di finale i centroamericani e condanna all’eliminazione l’Inghilterra. Nel turno conclusivo l’Italia (alla quale per qualificarsi sarebbe bastato un pareggio) viene sconfitta 1-0 dall’Uruguay, che si qualifica per gli ottavi, sancendo la seconda eliminazione consecutiva degli azzurri al primo turno di un Mondiale,mentre Costa Rica e Inghilterra chiudono con un pareggio a reti inviolate, che permette ai centroamericani di chiudere il girone al primo posto. Passano Costa Rica ed Uruguay, mentre Italia ed Inghilterra sono eliminate. Gli ottavi abbinano Brasile-Cile, Colombia-Uruguay, Paesi Bassi-Messico, Costa Rica-Grecia, Francia-Nigeria, Germania-Algeria, Argentina-Svizzera, Belgio-Stati Uniti. Nel primo ottavo il Brasile batte il Cile 4-3 ai calci di rigore grazie all’errore decisivo di Gonzalo Jara, dopo che i tempi regolamentari e quelli supplementari si erano chiusi sull’1-1, frutto delle reti di David Luiz per i brasiliani e di Alexis Sánchez per i cileni. Nel secondo ottavo la Colombia prevale per 2-0 sull’Uruguay con una doppietta di James Rodríguez. Grazie a questa vittoria la squadra colombiana raggiunge per la prima volta i quarti di finale della massima competizione calcistica mondiale, dove sfida i verdeoro. La sfida tra Paesi Bassi e Messico viene vinta dagli arancioni che, nonostante lo svantaggio iniziale dopo il goal di Giovani dos Santos a inizio ripresa, capovolgono il risultato grazie ai gol di Wesley Sneijder e di Klaas-Jan Huntelaar e passano il turno.

In Costa Rica-Grecia i Ticos si impongono ai rigori sulla Grecia, dopo essere passati in vantaggio a inizio ripresa con Bryan Ruiz ed essere stati raggiunti al 91′ da Sokratis Papastathopoulos. Il rigore decisivo viene messo a segno da Michael Umaña. Nel quinto ottavo di finale la Francia piega 2-0 la Nigeria grazie a due reti nel secondo tempo, la prima di Paul Pogba e la seconda grazie a una sfortunata deviazione di Joseph Yobo. Germania e Algeria vede la vittoria dei tedeschi che, benché costretti ai tempi supplementari, la spuntano grazie ai goal di André Schürrle e Mesut Özil, prima del gol della bandiera algerino, firmato da Abdelmoumene Djabou. Anche l’ottavo di finale tra Argentina e Svizzera non viene deciso nei tempi regolamentari; ai supplementari i sudamericani si impongono 1-0, grazie al gol messo a segno al 118º minuto da Ángel Di María. L’ultimo match della prima fase finale vede la vittoria del Belgio sugli Stati Uniti per 2-1, anche in questo caso dopo i tempi supplementari, decisi dai gol di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku. Per la prima volta nella storia dei Mondiali si qualificarono per i quarti di finale le otto squadre che avevano vinto i rispettivi gironi. I quarti di finale propongono le sfide Brasile-Colombia, Francia-Germania, Paesi Bassi-Costa Rica e Argentina-Belgio. Nel primo quarto la Germania sconfigge la Francia 1-0 grazie al gol iniziale di Hummels, che le permette di raggiungere la tredicesima semifinale ai campionati del mondo (la quarta consecutiva).

Nel secondo quarto il Brasile, grazie ai gol dei suoi difensori Thiago Silva e David Luiz, piega la Colombia con il punteggio di 2-1, perdendo però per infortunio la sua stella Neymar. Nel terzo quarto di finale l’Argentina ha la meglio sul Belgio grazie al gol di Gonzalo Higuaín, che sancisce la vittoria per 1-0 dell’Albiceleste. L’ultimo quarto di finale tra Paesi Bassi e Costa Rica, dopo un pareggio a reti inviolate al termine sia dei tempi regolamentari che dei tempi supplementari, si decide ai calci di rigore. Il tecnico olandese van Gaal sostituisce al 120′ il portiere titolare Cillessen con Krul, che nella serie di tiri dal dischetto para due rigori, portando così i Paesi Bassi in semifinale. Le semifinali mettono di fronte Brasile-Germania e Paesi Bassi-Argentina. L’8 luglio al Mineirão di Belo Horizonte scendono in campo i padroni di casa del Brasile contro la Germania, nella quale i teutonici cercarono la rivincita dopo la riedizione della finale del Mondiale 2002. La partita assume subito una piega inaspettata: alla mezz’ora del primo tempo infatti i tedeschi sono già in vantaggio 5-0 sulla Seleçao, grazie alle reti di Müller, Klose (che nell’occasione stabilisce il nuovo record di marcature in un mondiale, giungendo a 16 reti), Khedira e alla doppietta di Kroos. È un vero e proprio dramma sportivo per i verdeoro, che nel secondo tempo subiscono altre due reti a opera di Schürrle. Il gol del definitivo 1-7 è segnato da Oscar all’ultimo minuto del tempo regolamentare. Prima di questa partita i brasiliani avevano perso con sei gol di scarto solamente contro l’Uruguay alla Copa América del 1920 e non avevano mai subito sette gol nella loro storia calcistica, mentre la Germania raggiunge così l’ottava finale mondiale nella sua storia. La debacle dei padroni di casa è stata definita con il termine Mineirazo, nome derivante dal celebre Maracanazo, la sconfitta del Brasile in finale al mondiale 1950, sempre in casa.

Il giorno seguente all’Arena Corinthians di San Paolo scendono in campo Paesi Bassi e Argentina, anche in questo caso in una riedizione di una finale di coppa del mondo, quella del Mondiale 1978. L’Argentina torna tra le prime 4 squadre ad un mondiale dopo 24 anni di assenza (l’ultima volta era stato il secondo posto ai mondiali del 1990 disputatisi in Italia). A differenza dell’altra semifinale, la partita non è altresì emozionante ma tirata, con le squadre che sembrano aver paura ad aprirsi troppo. La partita non si decide né durante i tempi regolamentari né durante i 30′ minuti aggiuntivi dei supplementari, chiudendosi sul risultato di 0-0 (lo stesso risultato dell’ultimo precedente ai mondiali tra le due nazionali risalente all’ edizione 2006). Nei tiri di rigore gran protagonista è il portiere dell’Argentina Sergio Romero, che riesce a neutralizzare i rigori calciati da Ron Vlaar e Wesley Sneijder. Gli argentini dal canto loro non sbagliano un tiro, vincendo 4-2 e accedendo alla finale. La finale, giocata il 13 luglio al Maracanã, è Germania-Argentina, una riedizione della finale più gettonata della storia dei mondiali, dopo le due finali consecutive a Messico ’86 e Italia ’90. Le due squadre si incontrano inoltre per il terzo mondiale consecutivo. Sia nel 2006 che nel 2010 la formazione argentina e quella teutonica si erano infatti affrontate ai quarti di finale (in entrambi i casi vinsero i tedeschi). La gara è avvincente, con occasioni da entrambe le parti.

Gli argentini vanno vicino al gol in almeno tre nitide circostanze nei tempi regolamentari, con Higuaín nel primo tempo (al quale viene annullato anche un gol in fuorigioco), che in seguito a un retropassaggio avventato di Kroos ha l’occasione per portare in vantaggio l’Argentina, trovandosi solo davanti a Neuer, ma calcia alla destra della porta tedesca, e con Messi in due occasioni tra primo e secondo tempo, mentre i tedeschi vanno vicino al gol nel primo tempo con Schürrle, che costringe il portiere argentino Romero ad un’impegnativa parata, e con Höwedes nel recupero del primo tempo, che colpisce di testa il palo su calcio d’angolo, e nel secondo tempo con Kroos, che di piatto calcia qualche metro al lato della porta argentina. Il punteggio rimane fissato sullo 0-0 fino al 90′. Ai supplementari sia i tedeschi che gli argentini vanno vicini alla segnatura, rispettivamente con Schürrle a pochi passi dalla porta, con parata di Romero, e con Palacio, che trovandosi a tu per tu con Neuer tenta un pallonetto che finisce di poco fuori dallo specchio della porta. La partita si decide a 7 minuti dalla fine dei tempi supplementari grazie a un gol di Götze (subentrato a Klose a pochi minuti dal termine dei tempi regolamentari) su assist di Schürrle. Gli argentini tentano un ultimo e disperato assalto che però viene fermato dalla difesa teutonica. La Germania si laurea così campione del mondo di calcio per la quarta volta nella sua storia, dopo le vittorie nel 1954, nel 1974 e nel 1990.

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Davide Piteo

Ligue 1