Incredibile Romagnoli! La Lazio dice si, ma il mercato è chiuso

Accordo chiuso per 10 milioni, al giocatore sarebbero andati 6 milioni l'anno. I documenti non sono arrivati in Qatar entro le ore 22 italiane, mercato chiuso e tutti scontenti

ROME, ITALY - NOVEMBER 07: Alessio Romagnoli of Lazio warms up prior to the UEFA Europa League 2024/25 League Phase MD4 match between S.S. Lazio and FC Porto at Stadio Olimpico on November 07, 2024 in Rome, Italy. (Photo by Tullio Puglia - UEFA/UEFA via Getty Images)

Cronache dell’Assurdistan più goffo e improbabile sulla strada che porta a Formello. La telenovela di Alessio Romagnoli e il suo mancato approdo in terra qatariota si è conclusa con un finale degno di una commedia all’italiana: tanto rumore per nulla, o quasi, e la burocrazia a fagocitare tutto e tutti.

Tutto era pronto per il gran finale dove c’è gloria per tutti: l’esperto centrale della Lazio, stanco di promesse non mantenute e di un rapporto logoro con la dirigenza biancoceleste, aveva già dato il via libera personale all’Al-Sadd di Roberto Mancini. Contratto firmato dal giocatore, valigie pronte, saluti commossi ai tifosi laziali dopo il match contro il Lecce (con tanto di arrivederci che sembrava addio), e un’offerta sul tavolo che – tra base e bonus – girava intorno ai 9-10 milioni di euro. All’ex capitano del Milan un ricco e soddisfacente contratto per svernare a 6 milioni di petrodollari l’anno. La società, inizialmente barricata dietro un “non si muove nessuno”, sembrava aver ceduto all’ultimo miglio: Lotito si era convinto, aumento della richiesta iniziale superato, intesa trovata. Tutto pronto, biglietto aereo Roma-Doha in tasca. Biancocelesti già sul mercato, intavolate trattative per sostituirlo. Mancava solo il deposito dell’atto.

Peccato che il tempo, crudele come un arbitro al 95’, abbia deciso diversamente. Il mercato in Qatar chiudeva il 31 gennaio alle 19:00 (le 22 italiane), e la burocrazia (quella nemica eterna del calcio) ha fatto il resto. Troppo tardi: il trasferimento non è stato registrato in tempo, nonostante la corsa contro il cronometro nelle ultime ore. Risultato? Romagnoli resta a Formello da scontento, con un contratto fino al 2027, un rapporto con Lotito e la società che ora assomiglia a una convivenza forzata dopo una litigata epica, e un’occasione d’oro sfumata per un pugno di ore (o di firme digitali mancanti). Sarri, oltre che scontento e furioso, non è esattamente famoso per la sua abilità nel ricucire il rapporto umano con giocatori, tifosi o colleghi, e dopo l’esplicita protesta per il mercato in entrata svolto a sua insaputa, si trova l’ennesima bomba a orologeria da gestire. La beffa è doppia: da un lato il giocatore che sognava lo stipendio faraonico e la reunion con Mancini, dall’altro i tifosi laziali che si ritrovano un capitano (o ex tale) motivato quanto un impiegato post-ponte natalizio, e la consapevolezza di una trattativa saltata per goffaggini burocratiche. E la Lazio? Ha vinto la battaglia di testardaggine, ma forse perso la guerra dello spogliatoio. In fondo, nell’arena del calciomercato, a volte non serve un colpo di scena: basta un ritardo di 10 minuti per trasformare un addio in un “bentornato… nostro malgrado”.