Coppa Italia: Juve pigliatutto, la Lazio cade 2-1. Matri consegna la decima!

E alla fine la “decima” è arrivata. Non sarà la stessa cosa rispetto a quanto fatto lo scorso anno dal Real Madrid, che in doppia cifra era arrivato con le Champions League, ma questa Coppa Italia, arrivata 20 anni dopo l’ultimo successo, ha un sapore veramente speciale per la Juventus che, proprio in vista della finale di Berlino con il Barcellona, ha alzato al cielo il trofeo nazionale dopo centoventi minuti vibranti e un 2-1 ricco di emozioni.

A decidere la sfida, all’inizio del secondo tempo supplementare, è stato Matri, subentrato ad uno Llorente un po ‘sotto tono e ancora una volta straordinario nel farsi trovare pronto ogni volta che mister Allegri chiama. Ma di fondamentale importanza, soprattutto a livello mentale, è stato l’immediato pareggio di Chiellini (in bella acrobazia su una perfetta sponda di Evra dopo lo spiovente da fermo di Pirlo), che poco dopo il decimo minuto ha rimesso subito in carreggiata la Vecchia Signora, stordita dalla partenza sprint della Lazio suggellata dal vantaggio lampo di Radu (perfetto colpo di testa sugli sviluppi di un calcio piazzato).

I biancocelesti infatti, schierati con una inedita difesa a tre da Pioli (che ha preferito “alzare” gli esterni Lulic e Basta in modo da contrapporsi in maniera più efficace al 3-5-2 della Juve), hanno aggredito subito la partita, portando un pressing altissimo sulla tre quarti difensiva della Juventus che, nelle fasi iniziali, non è mai riuscita ad imbastire una trama degna di questo nome. Una volta trovato l’1-0 però la Lazio non è riuscita a gestirlo nel migliore dei modi, e quando con il passare dei minuti la verve delle prime battute si è un po’ affievolita, i bianconeri sono riusciti a guadagnare un po’ di metri, ma soprattutto a stare meglio nella partita grazie quel possesso palla che Allegri “predica” fin dalla scorsa estate.

Ad inizio ripresa comunque la Lazio è ripartita forte, o almeno ci ha provato (la “furia” agonistica di inizio partita infatti era impossibile da riproporre), ma il rtimo della sfida è sceso in maniera evidente e, a parte un paio di situazioni potenzialmente pericolose da una parte e dall’altra, il secondo tempo è filato via senza troppi sussulti, se si esclude la rete annullata a Matri per fuorigioco a pochi secondi dallo scadere dei novanta regolamentari.
Che fosse la serata della Juventus però si è capito subito all’inizio del primo tempo supplemetare: il nuovo entrato Djordjevic (piazzatosi al centro dell’attacco biancoceleste al posto di un Klose “battagliero” ma poco pericoloso) ha visto il proprio mancino chirurgico accarezzare incredibilmente entrambi i pali (a Storari battuto), tanto che l’attaccante biancoceleste aveva praticamente già iniziato ad esultare. Pochi minuti dopo invece, Matri è stato un rapace nell’area di rigore della Lazio, ha raccolto la respinta della difesa avversaria sul tiro di Tevez e ha fatto esplodere i tifosi juventini con un gol che è già passato alla storia.

Complimenti alla Juventus quindi, ma onore anche alla Lazio che se l’è giocata alla pari fino in fondo. Era evidente però che anche questa serata fosse destinata a sorridere al tecnico Allegri, che al primo anno sulla panchina bianconera ha portato a casa l’en plein a livello nazionale, sotto gli occhi tra l’altro del Commissario tecnico della nazionale Antonio Conte. Dalla tribuna dell’Olimpico il Ct ha visto i suoi ex giocatori esultare ancora, e magari avrà tratto degli spunti interessanti anche per il futuro dell’Italia, su tutti il giovane centrocampista biancoceleste Cataldi, che continua a impressionare per qualità e personalità. Ora però, in casa bianconera c’è da pensare alla finale di Champions League di Berlino, e anche se la mente dei tifosi è già rivolta a quella fantastica sfida, la Juventus può godersi questo successo con la consapevolezza che la coccarda per la decima Coppa Italia (la Vecchia Singora è la prima società italiana a raggiungere questo traguardo) è assicurata.

Lorenzo Billi

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