di Gianluca IMPROTA | 11 marzo 2014
Primeira Liga: Il Porto liquida l’Arouca affermandosi in casa per 4-1. A bersaglio Quaresma (con una doppietta), Carlos Eduardo e Jackson Martínez. La vetta della classifica resta però distante per i Dragões (-9 dal Benfica). Giovedì allo Stadio do Dragão arriva il Napoli per l’andata degli Ottavi di “Europa League”.
PORTO – Occorreva assolutamente una vittoria al Porto – prossimo avversario del Napoli in “Europa League” – nel match del 22° turno del Campionato Portoghese andato in scena domenica scorsa “sulle rive del Douro”, tenuto contro la compagine di bassa classifica dell’Arouca, dopo gli ultimi deludenti risultati collezionati – sia in patria che all’estero – ed in seguito all’esonero del tecnico Paulo Fonseca, rimpiazzato alla guida tecnica dall’allenatore della “Squadra B” Luìs Castro.
Ed in effetti, nell’attesa di reimmergersi nel clima delle grandi sfide europee che si respirerà giovedì prossimo, il Porto ha saputo guadagnare il plauso finale dei propri “supporters” trionfando per 4-1 ed archiviando ampiamente la “pratica arouquenses” all’Estádio do Dragão.
Un successo altresì utile ai “Draghi” – terza forza della “Primeira Liga” – per non perdere contatto col “secondo gradino” della graduatoria occupato – grazie a due lunghezze di vantaggio – dallo Sporting Lisbona, maturato al termine di un match dal “canovaccio” quasi esclusivamente tinteggiato di “Bianco-Blu”. E non c’è da meravigliarsi se in poco più di 20 minuti, il punteggio s’è presentato già piuttosto rassicurante per i padroni di casa, in vantaggio sul 2-0 per via delle marcature di Ricardo Quaresma su rigore – il quale più tardi ha fallito una nuova opportunità dal “dischetto” – e di Carlos Eduardo, a coronamento di una partenza autoritaria per i ragazzi di Castro, immediatamente padroni del gioco ed ugualmente apprezzabili, sia per la spinta offensiva – comprovata in maniera costante in tutto l’arco della partita – operata sull’out di destra dal ventiduenne “terzino” brasiliano Danilo, che per la mobilità e la pericolosità in avanti del “centravanti” Jackson Martínez.
Incassata la “doppia sberla”, l’Arouca ha avuto comunque il merito di “riaprire i giochi” dopo soli 6 “giri di lancetta”, trovando la via del goal con il “centrocampista” Rui Sampaio e regalandosi dunque, piccole speranze da coltivare per il prosieguo dell’incontro, malgrado alcuni limiti mostrati pure nel mantenimento del possesso palla – perdendolo spesso – in zona d’attacco. Nella sostanza, l’inizio della ripresa è stata costellata, di contro, dalla maggior audacia messa in campo dagli uomini di Pedro Emanuel, minacciosi in “contropiede” ma, tuttavia, “non raccoglitori di buoni frutti” e giunti rarissimamente alla conclusione in porta con la punta centrale Salim Cissé. E per tanto, negli ultimi minuti, il “passivo arouquenses” ha assunto i contorni della disfatta, accresciuta dalle reti siglate nuovamente da Quaresma – positiva la sua prova nel complesso – per la doppietta personale e da Jackson Martínez, capocannoniere del torneo e salito così a quota 15. Ha inoltre contribuito all’affermazione dei “Draghi”, l’opera offerta da Dafour in mediana nella “fase di possesso/non possesso”.
LA PARTITA
Arbitro: Miguel Hugo
Moduli Tattici: Futebol Clube do Porto “4-3-3” – Futebol Clube de Arouca “4-3-3”
Primo Tempo – E’ stato subito il Porto a rendersi minaccioso dalle parti di Càssio: battuta da fermo di Carlos Eduardo neutralizzata dal portiere ospite, e colpo di testa di Martìnez spentosi sulla parte esterna del palo. Subito dopo, all’11°, i “Bianco-Blu” hanno conseguito la rete dell’1-0 firmata dall’ex interista Ricardo Quaresma, abile a trasformare un calcio di rigore procurato in precedenza per un fallo commesso in area da Claro su Varela. Nelle fasi seguenti della frazione, il “team” di casa ha consolidato il risultato positivo offendendo, sempre con Martìnez, in due circostanze – deviazione aerea e tentativo dalla distanza – e con un pregevole “mancino a giro” dalla distanza sfoderato da Danilo, terminato di poco lontano dall’incrocio dei pali. Ed al minuto 23, i “Draghi” hanno piazzato anche il 2-0, violando la porta difesa da Càssio con una “mezza girata” al volo effettuata da Carlos Eduardo, il quale ha saputo sfruttare a dovere il controllo un po’ lungo compiuto anteriormente da Defour. Tuttavia, a sorpresa, al 29° l’Arouca ha accorciato le distanze col tocco da pochi passi eseguito da Rui Sampaio, il quale ha saputo impiegare al meglio la deviazione a lui favorevole della “barriera” al calcio di punizione battuto da Salim Cissé. Gli ultimi sussulti del primo tempo però, sono stati di “marca Porto”, ed attestati dal secondo “penalty” di giornata decretato, stavolta guadagnato da Martìnez e sprecato da Quaresma, e dal “siluro” da fuori area effettuato da Defour, terminato alto.
Secondo Tempo – Dopo alcuni minuti, è stato l’Arouca ad azzardare l’offensiva in azione di “ripartenza”, mal finalizzata però da fuori area con Cissé. Successivamente, è stata la volta del Porto, ma né Martìnez, né Varela hanno regalato il “tris” ai suoi. Più temibili gli ospiti, poco dopo, alla luce della punizione bassa adempiuta da David Simao e sulla cui respinta dell’estremo difensore e sul seguente traversone fornito da Rui Sampaio, hanno salvato la propria porta gli interventi provvidenziali di testa attuati da Martìnez prima e Mangala poi. Poco più avanti invece, il neo entrato Roberto “tra le fila arouquenses” s’è presentato con un tocco d’esterno fuori misura dall’interno dell’area e da posizione decentrata. A tal punto, il Porto ha cominciato a creare i presupposti per chiudere la contesa, nonostante tutto non riuscendovi ancora, grazie ai tiri sfoderati Quintero (altro nuovo entrato), da Varela, da Defour e da Quaresma. Ma è toccato proprio a quest’ultimo – che ha proposto diverse volte la sua proverbiale “trivela” – chiudere il destino dell’incontro, “griffando” il 3-1 con una bella voilée dall’interno della “sedici metri” avversaria, prima di uscire dal campo, più avanti, tra l’ovazione della folla. Ad ogni buon conto, non apparsi ancora “sazi”, i “Bianco-Blu” hanno raccolto finanche il 4-1, andando a segno anche col “bomber” Jackson Martínez, artefice di un destro corretto involontariamente in porta dalla deviazione di Tinoco.







