Primera Division: Il River s’impone sul Lanùs per 2-0 tra le mura amiche

Di Gianluca IMPROTA

Dopo due vittorie consecutive, il Lanùs crolla al “Monumental” sotto i colpi di Cavenaghi e Villalba. Sfida dalla cadenza spedita, insaporita da tanti capovolgimenti di fronte. I “Granotes” colpiscono una clamorosa traversa con Acosta ad inizio secondo tempo sul punteggio di 1-0 per i “Bianco-Rossi”. Giovedì prossimo, a Lanùs, si giocherà la “Libertadores” col Cerro Porteño.

BUENOS AIRES – «Il più grande rimane River Plate», recita l’inno della squadra della Capitale dell’Argentina. Ed in effetti – anche se la vetta della classifica è occupata momentaneamente dal Colòn de Santa Fe – si direbbe di si, scorgendo il risultato finale della sfida del “Monumental”, tenutasi domenica scorsa, e che ha visto gareggiare – per la 9ᵃ giornata del “Torneo Final” – appunto il River allenato da una vecchia conoscenza del calcio italiano, Ramon Ángel Dìaz, ed il Club Atlético Lanús: 2-0 in favore dei “Milionarios”. Un successo essenziale, che ha condotto “i capitolini” al pronto riscatto in campionato, a seguito della “debacle esterna” patita nel confronto precedente con l’All Boys, ed altresì utile ai “Bianco-Rossi” – attualmente quinti in classifica – per non perdere troppo “terreno” nei confronti delle compagini di vertice che la precedono nella graduatoria della Manifestazione Nazionale.

Ad ergersi a “protagonisti del giorno” in “zona goal”, ci hanno pensato il capitano-bomber di casa Fernando Ezequiel Cavenaghi, ed il “Keko” Daniel Alberto Villalba – autore pure dell’assist in occasione della prima rete, piazzato con l’ausilio di una fantastica giocata in “sombrerito” ai danni di Izquierdoz – capaci di “matar” un Lanùs – reduce da due vittorie di fila – apparso non di meno aggressivo e “garibaldino”, e che, in definitiva, non ha assolutamente demeritato nell’economia di un match molto combattuto, giocato da subito ad “alti ritmi” e nel quale le due contendenti hanno “duellato” ribattendo “colpo su colpo” grazie a costanti ribaltamenti di fronte.

La qualità dei padroni di casa – massimamente in avanti con gli abili Lanzini e Villalba – è venuta fuori dopo un buon approccio dei “Granotes”, i quali, oltre ad aver sfiorato nei primi minuti il goal del celere “sorpasso” mediante una ghiottissima occasione goduta da Diego González, hanno saputo operare, nella “fase di non possesso”, un “pressing alto” e “bellicoso”, nonché schierarsi in campo con una “difesa alta”, aiutata, talvolta, dal contributo degli attaccanti, Blanco ed Acosta nei ripiegamenti.

Ma in questo Sport si sa, oltre ai tatticismi ed alle organizzazioni di gioco, bisogna, più d’ogni altra cosa, “semplicemente” spedire la palla in rete: è questa la meta ufficiale. Una meta che il Lanùs, nella disputa andata in scena sul “rettangolo verde” della seconda Città del Sudamerica, proprio non è riuscito a raggiungere, ed a prova di tale affermazione, la traversa colpita ad inizio ripresa dallo stesso Acosta – nuovamente “in contropiede” – grazie ad un “piattone volante” da buona posizione in area, “è ancora lì e “grida vendetta”. Ad ogni buon conto, proprio quest’ultimo, dotato di tecnica e rapidità, è stato l’interprete, unitamente al terzino destro del River Plate, il ventisettenne Gabriel Mercado, di un’interessante “sfida nella sfida” intravista sulla fascia di relativa competenza, proprio dei due atleti. Buone anche le prove offerte sulla “mediana”, in particolare dal colombiano Carbonero per il River, e da Ortiz per i “Granata”, tra le cui fila sono spiccati anche l’impegno assunto dal “difensore centrale” e capitano, Paolo Duval Goltz, per quanto concerne l’impostazione del gioco, e le sortite offensive messe a punto dal laterale arretrato – nazionale uruguayano – Alejandro Silva sull’out di destra. In ogni caso, per i ragazzi allenati da Guillermo Barros Schelotto, sarà importante smaltire quanto prima la batosta rimediata dai “Bianco-Rossi”, visto e considerato che giovedì si presenterà l’impegno interno di “Copa Libertadores” contro i paraguayani del Cerro Porteño.

LA PARTITA

Arbitro: Mauro Vigliano

Moduli Tattici: Club Atlético River Plate “4-3-1-2” – Club Atlético Lanús “4-3-1-2”

Primo Tempo – La parte iniziale dell’incontro, ha esposto subito due conclusioni in porta, una per parte: prima il mancino di Cavenaghi da lontano sventato da Marchesìn, per il River; e poi, soprattutto, il contropiede micidiale del Lanùs, non concretizzato con due tentativi da Gonzàlez, e disinnescato dai salvataggi in successione di Victor Ayala e Goltz. In seguito però, al 34°, il team di Ramon Dìaz s’è guadagnato l’1-0 “griffato” da Cavenaghi, abile a depositare in porta da pochi passi, ed a materializzare un gran gesto tecnico del giovane Villalba: “pallonetto al volo” a metter fuori causa Izquierdoz e suggerimento arretrato per l’appostato “Cave-gol”. L’ultima iniziativa offensiva della frazione è stata raffigurata dalla “sventola” di destro apportata da Carbonero, ma tenuta agevolmente dal portiere ospite.

Secondo Tempo – La partenza è stata un’altra volta “col vento in poppa” per i “Granotes”, attraverso un “colpo di prima” eseguito da Acosta in posizione defilata all’interno della “sedici metri” avversa, che ha invece trovato soltanto una sfortunata traversa. La replica della “Màquina”, di contro, ha “carburato” i tiri in porta, senza fortuna, di Ferreyra e Cavenaghi. Con un Lanùs divenuto ancor più offensivo mediante l’innesto, tra gli altri, del “Tanque” Santiago Silva, è maturata orbene, l’ora del 2-0 in favore del River, “disegnato” con una “pennellata” dal “Keko” Villalba, che non ha lasciato scampo ad un Marchesìn vanamente proteso in tuffo verso il “secondo palo”. È quindi “calato il sipario” sul match più tardi, non prima di aver assistito a due tentativi infruttuosi di Lanzini, ed uno di Carbonero, sempre per i padroni di casa.

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