Road to Brasil: Ecuador

di Davide PITEO

In Brasile la Nazionale ecuadoregna cerca il pass per entrare nell’olimpo delle grandi

Il nostro viaggio verso Brasile 2014, continua in suolo americano, infatti dopo aver analizzato la Nazionale carioca che ospiterà la rassegna iridata, Argentina,Uruguay, Messico, Cile, Costa Rica e Colombia, ora facciamo tappa in Ecuador. La storia della nazionale ecuadoregna comincia nel 1930 quando fu invitata a partecipare alla prima edizione della Coppa del Mondo, ma rinunciò per motivi economici.

Partecipò per la prima volta alle qualificazioni al Mondiale nel 1962, ma fu eliminata dall’Argentina. Nel 1966 l’Ecuador disputò lo spareggio contro il Cile per l’accesso al Mondiale inglese, ma la sfida, giocata in Perù, fu vinta per 2-1 dai cilena. Quell’organico poteva fare affidamento su Washington Muñoz, Alberto Spencer, Carlos Raffo, Enrique Raymondi e Jorge Bolaños. Tra i giocatori più rappresentativi degli anni settanta e ottanta si ricorda José Villafuerte. Nella Copa América 1993 l’Ecuador si piazzò quarto, stabilendo il proprio miglior piazzamento nella competizione.

Nel 1996, durante le qualificazioni per il campionato del mondo 1998, la squadra ecuadoriana poteva contare su molti giocatori di talento come Luis Capurro, Álex Aguinaga, Eduardo Hurtado, Ángel Fernández, Iván Kaviedes, Agustín Delgado e Ariel Graziani. La qualificazione fu mancata per quattro punti, ma a Quito l’Ecuador batté per la prima volta nelle qualificazioni l’Argentina. La squadra riuscì a battere anche il Venezuela per la prima volta nelle qualificazioni.

Nel nuovo millennio la Nazionale ecuadoriana si è resa protagonista di una rapida ascesa ottenendo due qualificazioni consecutive ai Mondiali, nel 2002 e 2006. Figura tra le Nazionali sudamericane che hanno compiuto più progressi a partire dai primi del XXI secolo. L’Ecuador si mise in mostra come una delle squadre rivelazione durante le qualificazioni al campionato del mondo 2002. La squadra ottenne il secondo posto nel gruppo di qualificazione sudamericano, con un punto di vantaggio sui futuri Campioni del Mondo del Brasile, superata solo dall’Argentina.

L’ossatura della squadra era composta da giocatori come Agustín Delgado, Alex Aguinaga, Iván Kaviedes, Iván Hurtado, Ulises de la Cruz, José Francisco Cevallos ed Edison Méndez: in particolare, Delgado fu capocannoniere con 9 reti (al pari di Hernán Crespo). La nazionale allenata dal colombiano Hernán Darío Gómez diede una svolta decisiva al girone di qualificazione il 28 marzo 2001, sconfiggendo il Brasile a Quito.

In seguito vinse a Lima contro il Perù e a La Paz contro la Bolivia: la qualificazione fu centrata alla penultima giornata, grazie all’1-1 interno contro l’Uruguay. La fase finale del Mondiale però, disputatasi in Giappone e Corea del Sud, non fu buona come i risultati delle qualificazioni avevano fatto sperare. L’esordiente Ecuador fu sconfitto prima dall’Italia per 2-0 (con doppietta di Christian Vieri) e poi dal Messico per 2-1: Delgado segnò il primo gol degli ecuadoriani ad un Mondiale.

Nell’ultima giornata comunque, l’Ecuador riuscì ad ottenere una storica vittoria contro la Croazia (terza classificata ai Mondiali 1998) con una rete di Edison Mendez. L’Ecuador fu quindi eliminato al primo turno. L’eliminazione al primo turno nella Copa América 2004 causò le dimissioni di Gómez, che venne sostituito dal connazionale Luis Fernando Suárez. Prima dell’inizio delle qualificazioni sudamericane per il campionato del mondo 2006 l’Ecuador si trovava al 71º posto nel Ranking mondiale FIFA.

La squadra è però riuscita a scalare numerose posizioni, fino ad entrare nella top 30: tale risultato dimostra l’evidente miglioramento a livello internazionale dell’Ecuador. Dopo il negativo avvio del girone di qualificazione (delle prime otto partite, su diciotto totali, l’Ecuador ne perse quattro) l’Ecuador si è ripreso vincendo cinque gare consecutive, tra cui quella contro il Brasile, piazzandosi terzo e staccando il biglietto per il Mondiale tedesco.

Nella rassegna tedesca è stato inserito nel gruppo A che comprendeva la Germania padrona di casa, la Polonia e il Costa Rica. L’Ecuador ha esordito con una vittoria per 2-0 contro i polacchi, seguita dal successo per 3-0 sui costaricani che ha consentito alla squadra di balzare in testa al girone (per via della migliore differenza reti nei confronti dei tedeschi).

Tuttavia perdendo l’ultima partita con la Germania, l’Ecuador ha passato il turno come seconda. Agli ottavi di finale l’Ecuador è stato eliminato dall’Inghilterra, vittoriosa per 1-0. L’anno seguente l’Ecuador è stato eliminato al primo turno della Copa América. A causa della pessima partenza nelle qualificazioni al campionato del mondo 2010 Suárez è stato esonerato e sostituito da Sixto Vizuete. Fallito l’accesso al Mondiale sudafricano anche Vizuete viene cacciato e rimpiazzato da un nuovo colombiano: Reinaldo Rueda.

Mercoledì 6 febbraio 2013 l’Ecuador ottiene una storica vittoria in trasferta contro il Portogallo per 2-3. Il 15 ottobre 2013 l’Ecuador ottiene la qualificazione al campionato mondiale di calcio 2014 che si terrà in Brasile, arrivando quarto nel girone sudamericano per qualificarsi al mondiale brasiliano, dietro Argentina, Colombia e Cile, e davanti all’Uruguay, relegato allo spareggio interzona con la Giordania per accedere al mondiale.

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