Road to Brasil: Australia

I socceros4 volte vincitori della Coppa d’Oceania in Brasile vanno a caccia di un nuovo passaggio del turno e di conferme sullo stato di crescita avuto negli ultimi anni

Ancora pochi giorni di attesa ed i tanto attesi Mondiali 2014 prenderanno il via, il nostro cammino però prosegue e la tappa di quest’oggi è l’Australia. La Nazionale australiana giocò le sue prime partite in un tour svoltosi in Nuova Zelanda nel 1922, nel corso del quale l’Australia ottenne due sconfitte e un pareggio. Nei 25 anni successivi al torneo Australia, Nuova Zelanda, Cina e Sudafrica ebbero l’occasione di affrontarsi molte volte in partite amichevoli. Con la diminuzione del costo dei viaggi aerei l’Australia poté ampliare la lista dei suoi avversari, anche se, ad ogni modo, il suo isolamento geografico avrebbe continuato a giocare un ruolo fondamentale per lungo tempo.

Il primo tentativo di qualificazione dell’Australia ai Mondiali risale al 1966; l’anno precedente in virtù della decisione della FIFA di assegnare qualche posto alle Nazionali non europee e non sudamericane, l’Australia avrebbe dovuto disputare i play-off contro la Corea del Nord, tuttavia fino a quel momento la Corea del Nord era una entità politica non riconosciuta da molte nazioni, inclusa l’Inghilterra. Quindi il match si disputò in campo neutro in Cambogia e nel doppio confronto i nordcoreani si imposero nettamente: 6-1 il 21 novembre 1965 e 3-1 tre giorni dopo.[2]

Le successive qualificazioni per le coppe del mondo del 1970, 1978, 1982 e 1986 videro l’Australia disputare delle gare contro nazioni isolate politicamente (cioè paesi non allineati). Gli avversari, tra gli altri, furono Israele (le nazioni arabe, più vicine geograficamente, si rifiutarono di giocare), Taiwan (che non era riconosciuta ufficialmente dalla Cina), l’Iran (in cui c’era appena stata una rivoluzione) e la Nuova Zelanda. In ogni caso, il vincitore di questi “tornei preliminari” doveva sempre affrontare in uno spareggio una o due squadre più forti, dall’Europa o dal Sudamerica.

Le proteste dell’Australian Soccer Federation e i tentativi di unirsi alla confederazione asiatica furono respinti. Comunque, il percorso di qualificazione fu semplificato dal 1990, in cui la federazione calcistica dell’Oceania, ebbe diritto a 0,5 posti.

La strada dell’Australia verso USA 94 costituì un esempio del difficile percorso di qualificazione che la Confederazione dell’Oceania doveva sostenere. Per qualificarsi a USA 94, l’Australia dovette affrontare 3 gironi dei quali il primo fu il girone dell’Oceania. L’Australia chiuse in testa il gruppo 1 vincendo quattro gare contro Tahiti e le Isole Salomone, e segnando 13 reti. Quindi giocò contro la Nuova Zelanda nello spareggio del gruppo propriamente oceanico; la gara di andata fu giocata in Nuova Zelanda il 30 maggio 1993, e l’Australia vinse 1-0, il match di ritorno fu vinto sempre dall’Australia con il punteggio di 3-0 e passò quindi il turno con il punteggio complessivo di 4-0. Avendo vinto lo spareggio, l’Australia dovette affrontare un doppio incontro contro il Canada, seconda classificata del 3º turno della CONCACAF La partita di andata venne giocata in Canada il 31 luglio 1993 e il Canada vinse 2-1, mentre nel ritorno, giocato a Sydney il 15 agosto l’Australia vinse 2-1 andando così ai tempi supplementari, nel corso dei quali il punteggio non si sbloccò. Si andò ai rigori che furono vinti dall’Australia 4-1. Vincendo l’incontro la Nazionale australiana si era così qualificata per il doppio match giocato contro la prima non-qualificata del gruppo 1 dell’America del Sud, l’Argentina. L’andata a Sydney il 31 ottobre 1993 finì 1-1, mentre la gara di ritorno, disputatasi il 17 novembre fu vinta per 1-0 dall’Argentina, che riuscì così a conseguire un posto alla coppa del mondo 1994 negli Stati Uniti.

Nel 1997, dopo aver vinto il girone di qualificazione dell’Oceania, l’Australia affrontò l’Iran in due partite, il vincitore delle quali si sarebbe guadagnato un posto alla fase finale dei mondiali di Francia nel 1998. L’Australia, allenata da Terry Venables, riuscì a pareggiare 1-1 in trasferta la gara d’andata contro l’Iran così da dare l’impressione di poter conseguire con maggiore probabilità, rispetto agli avversari l’obiettivo della qualificazione ai mondiali, ma nella gara di ritorno disputatasi a Melbourne, l’Iran riuscì a pareggiare con il punteggio 2-2 nei minuti finali dell’incontro, e riuscì così a passare il turno, decisivo per la qualificazione ai mondiali, grazie alla regola dei gol fuori casa.

Nel 2001 l’Australia, nonostante non avesse avuto la possibilità di giocare con la formazione titolare, vinse comunque con facilità il girone di qualificazione della confederazione. Tra i vari risultati si può ricordare una partita vinta con il risultato di 22-0 contro Tonga e un’altra vittoria 31-0 contro le Samoa Americane. Nonostante la mancanza di due giocatori fondamentali per la squadra Oceaniana, Harry Kewell e Mark Viduka l’Australia riuscì a vincere contro la Nuova Zelanda. Per accedere alla fase finale del mondiale 2002 doveva affrontare e vincere uno spareggio con la quinta classificata del girone di qualificazione sudamericano, l’Uruguay. Nella partita di andata a Melbourne l’Australia vinse 1-0 grazie a un gol su rigore di Kevin Muscat. Tuttavia l’Australia non riuscì a qualificarsi ai mondiali poiché perse 3-0 la partita di ritorno a Montevideo.

Dopo questi mondiali la FIFA decise che la prima delle qualificazioni Oceaniane per accedere alla fase finale del torneo non avrebbe più dovuto disputare lo spareggio con la quinta del girone sudamericano, anche se qualche mese dopo però il massimo organo calcistico fece marcia indietro e questo portò a suscitare non poche polemiche, anche a causa delle pressioni esercitate dalla federazione sudamericana, che difatti si dimostrò (com’era immaginabile) molto soddisfatta di ciò.

Nonostante i brutti risultati conseguiti ai mondiali o alle qualificazioni, l’Australia è comunque riuscita, nel corso di amichevoli o in altre competizioni, a ottenere buoni risultati contro forti squadre europee e sudamericane con vittorie nella Confederations Cup 2001 contro Francia e Brasile. L’Australia pareggiò inoltre con la Francia 1-1 a Melbourne nel novembre 2001, mentre nel 2003 vinse 3-1 a Londra un’amichevole contro i rivali tradizionali dell’Inghilterra.

olti commentatori e tifosi pensavano che l’unico modo per riuscire a migliorare qualitativamente la selezione australiana fosse quello di abbandonare l’Oceania Football Confederation. Il calcio, in Australia, si è sviluppato dando crescente importanza alle competizioni ufficiali piuttosto che alle partite amichevoli, infatti i campionati continentali e le loro qualificazioni hanno costituito la maggior fonte di partite ufficiali per le nazionali. Prendere parte ad una confederazione in cui partecipassero squadre più importanti, rispetto alle altre nazionali Oceaniane, è servito ad abituare l’Australia ad affrontare avversari aventi uno spessore tecnico maggiore, e ciò è stato fondamentale negli incontri della nazionale.

Johnny Warren, rispettato giornalista radiotelevisivo di calcio ed ex capitano dell’Australia, evidenziò il desiderio dell’Australia di unirsi alla Confederazione Asiatica. Nonostante precedenti tentativi di aggregarsi a tale Confederazione fossero sempre falliti, nel marzo 2005, una fuga di notizie proveniente da Tokyo indicò che la FFA stava trattando segretamente con l’AFC per questa questione e il 23 marzo, il Comitato Esecutivo dell’AFC prese la decisione unanime di invitare l’Australia a unirsi all’AFC.

Nel 2004, la squadra fece i primi passi verso la qualificazione ai mondiali 2006 giocando per l’ultima volta il round-robin delle qualificazioni Oceaniane. La squadra pareggiò 2-2 con le Isole Salomone, un risultato che le permise di portarsi in testa alla classifica davanti alla Nuova Zelanda. L’allenatore della nazionale Oceaniana, Frank Farina, si dimise il 29 giugno 2005 dopo l’eliminazione nella fase a gironi, e senza riuscire a vincere nemmeno una partita nella Confederations Cup 2005 a causa delle crescenti polemiche che ne sarebbero seguite. Il 22 luglio, la FFA annunciò che il nuovo allenatore sarebbe stato Guus Hiddink, dopo molte speculazioni da parte dei media australiani sui potenziali candidati e dopo un prematuro annuncio dello stesso Hiddink, che combinava il ruolo di tecnico del PSV Eindhoven con quello di allenatore della nazionale australiana e che rimase sulla panchina dei Socceroos fino alla fine della Coppa del Mondo 2006. L’Australia sconfisse con il punteggio complessivo di 9-1 le Isole Salomone nella Finale del torneo di qualificazione OFC. Nell’ottobre 2005 l’Australia batte la Giamaica 5-0 in un’amichevole a Londra. Fu la più grande vittoria dei Socceroos contro una squadra classificata più in alto di loro nella classifica mondiale della FIFA.

L’Australia poi andò in Uruguay per giocare lo spareggio contro la nazionale locale, quinta classificata nelle qualificazioni CONMEBOL. Come nel 2001, lo spareggio con l’Uruguay non fu privo di contestazioni; temendo il ripetersi dei fatti di Montevideo del 2001, l’Australia annunciò che si sarebbe allenata a Buenos Aires in Argentina e che sarebbe stata a Montevideo solo per disputare la partita. L’Uruguay chiese di anticipare di un giorno la prima partita, l’11 novembre. Tale richiesta fu respinta dall’Australia. Allora, l’Uruguay annunciò lo spostamento in avanti di 5 ore del calcio d’inizio, fissandolo alle 21 ora locale del 12 novembre. Ciò allo stesso tempo avrebbe comportato per l’Australia la perdita del volo diretto per tornare a Sydney in vista della gara di ritorno e la possibilità per l’Uruguay di avere un giorno in più di preparazione per meglio affrontare la gara di ritorno contro l’Australia. Alla fine, la FIFA intervenne e ordinò di iniziare alle 18 ora locale come compromesso. L’Uruguay vinse la partita di andata 1-0 a Montevideo il 12 novembre 2005. A Sydney il 16 novembre si disputò la partita di ritorno e i primi 90 minuti di gioco finirono con il punteggio di 1-0 per l’Australia grazie a un goal di Mark Bresciano nel primo tempo. Si disputarono i tempi supplementari, visto il punteggio complessivo di parità tra le due partite(1-1), e poiché il risultato rimase invariato si andò ai rigori, che furono vinti dai “Socceroos” per 4-2 qualificandosi così ai Mondiali 2006 in Germania, anche per merito del portiere Mark Schwarzer che riuscì a parare due rigori. La vittoria fu accolta da scene di gioia in tutto il paese per la qualificazione ai Mondiali dopo 32 anni.

L’Australia, che ha partecipato ai Mondiali 2006 come penultima classificata nel ranking FIFA tra le partecipanti, per prepararsi al torneo ha organizzato delle amichevoli contro Croazia, Grecia e Olanda. A portare la squadra ai grandi livelli sono stati molti fattori: la tattica e la grande esperienza del tecnico Guus Hiddink, l’ottima preparazione fisica e mentale.

Nel giugno 2009 l’Australia consegue la terza qualificazione ai Mondiali. In Sudafrica la nazionale australiana viene inserita nel gruppo D assieme a Serbia, Ghana e Germania. Già ad inizio mondiale l’obiettivo era superare il turno come nel 2006 ma si sapeva che il raggiungimento di questo sarebbe stato più difficile del mondiale precedente. All’esordio subisce 4-0 dalla Germania. Nella seconda partita con il Ghana passa in vantaggio grazie al gol di Brett Holman ma subendo il pareggio su rigore. Buona parte della partita la gioca in 10 per l’espulsione di Harry Kewell. La situazione avvantaggia il Ghana che però va in svantaggio con la Germania mentre nell’altra partita l’Australia arrembante e scatenata prima passa in vantaggio con Tim Cahill e poi raddoppia immediatamente con un gol di Brett Holman. All’Australia bastava un gol, ma proprio negli ultimi minuti la Serbia segna il gol del 2 a 1 che taglia le gambe agli Oceaniani. L’Australia esce arrivando terza a pari punti con il Ghana che passa per una migliore differenza reti.

assata dall’OFC all’AFC nel 2006, partecipa per la prima volta alla competizione continentale nel 2007. Al debutto pareggia 1-1 con l’Oman, viene poi sconfitta 3-1 dall’Iraq ma riesce a superare il primo turno battendo 4-0 la Thailandia, una delle nazioni ospitanti. Nei quarti viene eliminata dal Giappone ai calci di rigore. Nell’edizione del 2011 in Qatar gli australiani vincono il proprio girone battendo l’India 4-0, pareggiando 1-1 con la Corea del Sud e vincendo 1-0 contro il Bahrain. Nei quarti di finale superano i campioni uscenti dell’Iraq con un gol di Kewell negli ultimi minuti dei tempi supplementari. In semifinale travolgono l’Uzbekistan per 6-0 e accedono per la prima volta alla finale del torneo asiatico dove vengono battuti per 1-0 dopo i supplementari dal Giappone allenato da Alberto Zaccheroni. La stessa Australia ospiterà l’edizione del 2015.

L’Australia inizia il suo mondiale contro la Thailandia, vincendo in rimonta 2 a 1 con i gol di Kennedy e Brosque. La seconda partità è vinta contro l’Arabia Saudita (3-1, doppietta di Kennedy e Wilkshire) e la terza contro l’Oman (3-0, Jedinak, Kennedy e Holman). Nel ritorno, sconfitta 1-0 contro l’Oman, ma vittorie con la Thailandia (1-0) e Arabia Saudita (4-2). Vinto il girone, nel turno successivo, pareggio 0-0 con l’Oman, pareggio 1-1 col Giappone di Alberto Zaccheroni e sconfitta con la Giordania (2-1), vittoria in Iraq 2-1. Nel ritorno con due pareggi e due vittorie (2-2 contro l’Oman, 1-1 con il Giappone, 4-0 contro la Giordania, 1-0contro l’Iraq) ottiene la qualificazione ai Mondiali 2014.

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