Brasil 2014: Girone D, in tre per due posti

di Marco MARTELLONI

Italia, Inghilterra, Uruguay e Costa Rica. Questo uno dei gruppi più equilibrati ed incerti degli otto facenti parte del mondiale in Brasile. Due corazzate europee dalle nobili tradizioni, la terza squadra sudamericana per forza e una delle potenziali sorprese del torneo. Con queste credenziali c’è da scommettere che sarà una sfida al fil di cotone.

Ma andiamo con ordine. L’Italia di Prandelli, dopo l’ottimo europeo, cerca conferme in questa coppa del mondo. Con il blocco Juve a farla da padrona, l’ex allenatore della Fiorentina si affida anche a giovani in ascesa come Immobile, Cerci, Insigne e Verratti. Il primo test con l’Inghiletrra sarà subito un banco di prova che farà comprendere il reale potenziale azzurro.
I leoni inglesi di Roy Hodgson, invece, partono in sordina. L’era d’oro dei Terry, Ferdinand, Beckham, Lampard e Gerrard è finita, e di questi solo gli ultimi due fanno parte della spedizione carioca. Di contro però la presenza di facce nuove come Sturridge, Barkley, Lallana, Chamberlain e le scarse attese che in patria nutrono possono creare quel mix di freschezza e orgoglio che potrebbe dare slancio ad una nazionale alla continua ricerca del risultato che conta. In Uruguay c’è preoccupazione per le condizioni di Luis Suarez. Il bomber del Liverpool, operato al menisco lo scorso 22 Maggio, sposta nettamente l’ago della bilancia in una nazionale che potenzialmente possiede l’attaco più forte della Coppa con lo stesso Suarez e Cavani. Per il resto il ct Tabarez è consono a prediligere una squadra quadrata, con difesa e centrocampo di ferro per lasciare ampia libertà al duo offensivo.

La presenza di tante facce note al campionato italiano, danno quell’esperienza tattica che rende l’Uruguay un eccezione nel panorama delle nazionali sudamericane. Il Brasile poi è nazione amica per la celeste, che nel 1950 fece l’impresa di soffiare ai padroni di casa la coppa più ambita.
Chiude il gruppo la matricola Costa Rica. Con tutti i sfavori del pronostico, la nazionale centroamericana è destinata a fare da materasso senza però rinunciare a quel fattore sorpresa che già hanno sfruttato nel mondiale di Italia 90 (eliminazione agli ottavi). Il girone di qualificazione è stato di tutto rispetto, con un secondo posto a più sette dal più blasonato Messico. In rosa occhio all’attaccante Campbell militante nell’Olympiakos, ai centrocampisti Bolanos e Diego Calvo e ai difensori Gonzales e Gamboa. Difficile fare pronostici per questo mini girone di ferro, il campo darà le risposte del caso.

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Redazione

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