di Davide PITEO
Spettacolo, velocità, cambi di fronte, sono stati gli ingredienti che hanno fatto di Belgio – Usa una partita bellissima e vibrante fino alla fine, con la selezione europea promossa ai quarti e gli statunitensi eliminati, ma con orgoglio.
Era il 13 luglio del 1930 e a Montevideo, in Uruguay, e andava in scena la prima edizione dei Mondiali di calcio. In tale data apri i battenti il Gruppo 4 che come gara inaugurale vedeva affrontarsi Stati Uniti e Belgio. Da molti la squadra nord-americana non era tra le favorite, invece gli USA, con un secco 3-0 a firma di McGhee, Florie e Patenaude, liquidarono la pratica Belgio, per poi ripetersi contro il Paraguay qualche giorno dopo, solo contro l’Argentina crollò la corazza statunitense che chiuse la prima storica edizione dei mondiali con il quarto posto. Da quel giorno trascorsero ben 81 anni, infatti nel settembre 2011 Belgio e Stati Uniti tornarono ad affrontarsi, ma questa volta a differenza di 81 anni prima fu la selezione europea ad aver la meglio imponendosi per 2-0. Trascorsero altri due anni e nel 2013 le due selezioni tornarono ad affrontarsi in amichevole ma questa volta in USA, dove i padroni di casa crollarono ma non senza combattere, venendo superati per 4-2.
Così, dopo 84 anni e con in mezzo una guerra mondiale, svariate crisi economiche, disastri naturali ed umani, ma anche tante conquiste scientifiche e tecnologiche e ben due amichevoli giocate, Stati Uniti e Belgio tornano ad affrontarsi in una gara ufficiale e nuovamente in un mondiale, ma questa volta, a differenza di quanto dice la proprietà commutativa, cambiando l’ordine degli addendi il risultato cambia e non poco. Grosso modo la location era più o meno la stessa, solo che anziché giocare in Uruguay si gioca a pochi chilometri di distanza, in Brasile, e per la precisione a Salvador. Il continente è sempre lo stesso, questa volta però ad esultare al termine di un match tirato, vibrante, bello da vedere, è la nazionale belga che gioca un brutto scherzo ai marines di Klinsmann. A tale match il Belgio arriva forte delle 6 vittorie ottenute precedentemente, tre nel girone di qualificazione chiuso con 9 punti, e 3 vittorie conquistate contro Corea del Sud, Russia ed Algeria, a cui si aggiungono le tre ottenute nelle amichevoli pre-mondiali contro Tunisia, Svezia e Lussemburgo, senza dimenticare il girone di qualificazione per accedere alla fase finale del Mondiale, dove il i ragazzi di Marc Wilmots hanno conquistato 8 vittorie e 2 soli pareggi, senza mai conoscere il sapore della sconfitta. Discorso diverso per gli USA, che a tale match arrivavano con il secondo posto ottenuto nel Girone H e i 4 punti conquistati, frutto della vittoria sul Ghana, il pareggio con il Portogallo e la sconfitta contro la Germania, a cui però si aggiungono le tre vittorie ottenute nelle tre amichevoli pre-mondiale contro Nigeria, Turchia e Azerbaijan, senza dimenticare il girone di qualificazione dove gli USA, hanno vinto 12 gare, pareggiato 2 e perso altre 2, imponendosi però sulla CostaRica presente ai quarti di finale e mattatrice di Italia ed Uruguy, ma pur se sconfitti gli USA, così come il Belgio, la prima sfida mondiale sono riusciti a vincerla, infatti a tale ben 19 giocatori (militanti anche in altre squadre) sono giunti dalla MLS nord – americana, mentre 11 dalla Jupiler League belga, per un totale di 30 giocatori prestati alle varie nazionali per la disputa dei mondiali, a cui si aggiunge un particolare non da poco, proprio nella CostaRica prossima avversari dell’Olanda nei quarti di finale, tre giocatori provengo dalla MLS, mentre 1 dalla Jupiler League, il che la dice veramente lunga sullo stato di crescita di tali campionati.
artito il match, le due squadre cominciano fin da subito ad offrire tanto spettacolo, nessuna delle due si risparmia, il Belgio parte veloce tanto che dopo 40 secondi costruisce la sua prima occasione, ma Howard (migliore in campo USA) è attento, il pressing belga continua a salire d’intensità, ma la risposta dei marines arriva con Zusi (campione in carica della MLS con il Kansas City) ma soprattutto con Bradley: l’ex Chievo e Roma, mette ordine tra le linee e lancia le ripartenze americane, tanto che al 20’ un scambio tra Bradley e Dempsey mette il capitano USA nella condizione di calciare a rete ma senza successo. In tanto Beasley sulla fascia sinistra corre e fa sudare la formazione belga, che dal canto suo si affida a veloci contropiede che in più di una occasione gli danno la possibilità di arrivare nell’area statunitense, dove però un attento Howard è pronto ad aspettarli e respingerli. Nel mezzo la simpatica e inoffensiva invasione di campo di Mario Ferri, che mostra una maglia molto significativa per il calcio italiano con su scritto: “Ciro vive”, in onore del tifoso napoletano deceduto il 25 giungo scorso, dopo essere stato ferito nel pre-gara della finale di Coppa Italia tra Napoli e Fiorentina. A metà del primo tempo in casa USA arriva la prima tegola, fuori Johnson per stiramento (secondo in fortunato topo Altidore, out per lo stesso problema contro il Ghana), al suo posto un veloce Yedlin che macina chilometri su chilometri. Ma tutto ciò non cambia l’andamento della match che si conclude sullo 0-0.
Nella ripresa il Belgio parte così come fatto nel primo tempo, ossia esercitando una gran pressione, che spinge gli statunitensi ad arretrare il proprio baricentro e soffrire e non poco le scorribande belghe, ma Howard resta sempre attento come uno vero sceriffo, pronto a scacciare la minaccia avversaria mettendo in luce le proprie qualità tra i pali,che danno carica e sicurezza ai propri compagni in mezzo al campo che pian piano cominciano a rispondere agli attacchi avversari, tanto che con Wondolowsky, potrebbe a tempo quasi scaduto trovare la rete della vittoria, ma il pallone calciato dall’attaccante del San Jose vola alto sulla traversa, spendendo così il match ai tempi supplementari.
Il primo tempo supplementare si apre nel segno del Belgio e Wilmots manda in campo Lukaku, che nel giro di pochi minuti spacca la partita: infatti, al 93’, da a De Bruyne la palla con cui firma il momentaneo 1-0. Gli USA non reagiscono e restano alle corde come Rocky di Apollo, così al 105’ De Bruyne ricambia il favore e serve a Lukaku il pallone con cui firma il 2-0 e spedisce il primo tempo supplementare agli archivi. Nella ripresa i marines di Klinsamann cambiano marcia, ma soprattutto il tecnico tedesco lancia nella mischia il giovane Green di proprietà del Bayern Monaco, il quale al 107’ riapre il match firmando il 2-1. La gara sale d’intensità, tanto che gli Stati Uniti schiacciano il Belgio, che prova a venire fuori dalla propria trequarti solo con Lukaku ma inutilmente, così a tempo quasi scaduto Jones prima e Dempsey poi sfiorano il pareggio, che forse sarebbe stato il risultato più giusto, lasciando il compito di decidere il vincente alla lotteria dei calci di rigore, regalando così al Belgio un’importantissima qualificazione ai quarti di finale dove incontrerà l’Argentina.
Ma, indipendentemente da chi ha vinto e perso, Belgio ed USA hanno offerto un grandissimo spettacolo non solo calcistico ed atletico, mostrando un grande amore per la maglia che indossano, cosa che soprattutto dalle nostre parti sembra essersi ormai persa, dimostrando che il mondiale è anche spirito patriottico e voglia di vincere e giocare per la propria nazionale e per la gente che tale maglia rappresenta.







