Giornata no per CR7, il portoghese lascia i suoi in dieci ed i blancos rischiano di perdere il primato. Il Barça vola con Messi-Neymar mentre l’Atletico fa suo il derby grazie ad un super Griezmann.
di Fabio Paris
Gran prestazione della squadra di Simeone nel derby contro il Rayo. I Colchoneros passano subito avanti con il loro numero 7 abile a sfruttare un’indecisione della difesa avversaria. Il francese si invola verso la porta e trafigge imparabilmente il portiere avversario di sinistro. Dieci minuti più tardi è ancora Griezmann a sfruttare una sponda di testa di Mandzukic e ad involarsi ancora una volta a rete. Doppietta per lui e Rayo subito in ginocchio. Nonostante il dominio colchonero gli avversari riescono comunque a chiudere la prima frazione accorciando le distanze con il capitano Trashorras che trova la rete con un bel destro a giro da fuori. Nella ripresa l’Atletico aumenta la pressione, trascinato da un incontenibile Griezmann. È ancora il francese, migliore in campo per distacco, a propiziare l’autorete di Manucho da corner. L’asso transalpino impegna ancora il portiere avversario in un paio di occasioni trovando anche il palo, a conclusione di un coast to coast contro l’intera difesa avversaria. Prima dello scadere è ancora lui a servire Torres che si divora il quarto gol davanti al portiere. La squadra del Cholo mantiene la terza piazza a ruota del Barça.
Blaugrana che si presentano al Manuel Martínez Valero con Suarez in panchina e la coppia Bartra – Montoya titolare in difesa. Turnover anche a centrocampo dove Rafinha affianca i mostri sacri Mascherano e Xavi. Pronti via e Jordi Alba prova una gran volée di sinistro, la palla termina di poco alta. Subito dopo è Messi a cercare il gol con una bella punizione dalla destra diretta all’incrocio dei pali, anche stavolta mancando di poco il bersaglio grosso. I biancoverdi rispondo colpo su colpo. Prima si affacciano dalle parti di bravo con un gran contropiede a conclusione del quale è proprio il portiere cileno a doversi impegnare nella respinta di piede, poi ancora su calcio di punizione trovando sempre pronto il numero uno (#13, ndr) blaugrana. Al minuto 35′ è però Pique a far saltare il banco. Il difensore controlla di petto in area una punizione di Xavi e trafigge il portiere avversario con una mezza girata di destro. La ripresa si apre con il Barça in avanti. Al secondo contropiede blaugrana Neymar, con un gran gioco di gambe, disorienta Pellegrìn. Il difensore lo atterra e Messi può quindi presentarsi sul dischetto e firmare il raddoppio per gli uomini di Luis Enrique al 55′. L’espulsione del marocchino Fajir, ai danni dei padroni di casa, avvia la partita ancor più in discesa per i blaugrana.
Al 69′, lo 0 – 3 è servito da Messi. La Pulce salta facile un avversario al limite e serve Neymar che, da solo davanti al portiere, non sbaglia. Tre minuti dopo il copione si ripete, Neymar – Messi – Naymar, i due fenomeni chiudono un triangolo in velocità ed il brasiliano segna la sua doppietta. A due minuti dal 90′ anche Messi timbra il cartellino per la seconda volta nell’incontro. La Pulce riceve in area un pallone rasoterra, controlla e batte imparabilmente il portiere avversario con un sinistro tra le gambe del suo marcatore. A tempo scaduto, c’è gloria anche per Pedro. Lo spagnolo deposita in rete il più comodo degli assist su gentile concessione di Neymar. Gran partita dei catalani che sembrano aver ritrovato lo smalto dei tempi migliori. La coppia d’attacco Messi-Neymar incanta mentre Suarez fa da spettatore all’intera partita.
Blaugrana sempre a meno uno dal Real. Un Madrid che rischia in casa del Cordoba. I bianco-verdi, in grande forma, impegnano severamente la capolista e vanno vicini al colpaccio. Subito avanti grazie ad un rigore concesso per mani in area di Sergio Ramos e trasformato da Ghilas, gli andalusi concentrano le loro forze nel contropiede. Nonostante il pareggio alla mezzora firmato da Benzema, abile a trasformare in rete un corner di James Rodriguez, il Real subisce le volate offensive degli avversari e, complici alcune sbavature difensive, rischia costantemente di andare sotto. Una brutta prestazione figlia di una stanchezza complessivamente accumulata negli impegni ravvicinati e nelle trasferte lunghe. Chi ne risente più di tutti è proprio l’uomo simbolo del Real. Quel Cristiano Ronaldo che, tra valanghe di gol e di premi non ha trovato un attimo per staccare la spina e concentrarsi su di un incontro alla volta. Il pestone rifilato all’avversario seguito da un certo nervosismo del Pallone d’oro, non è altro che la dimostrazione di una stress accumulato e mal gestito. Del resto, colui che ha dimostrato di essere un alieno dal punto di vista atletico, torna sulla Terra almeno per quel che concerne l’aspetto psicologico.
Il rosso diretto a CR7 rischia però di costare molto di più che una brutta figura alle Merengues. È infatti soltanto all’87’ che i Blancos ne vengono fuori grazie al rigore concesso ancora per fallo di mano in area, questa volta di Cartabia, con il giocatore del Cordoba espulso per doppia ammonizione dopo aver intercettato con il braccio la punizione di Bale. Dal dischetto va proprio il gallese che regala i tre punti ad Ancelotti. Real che mantiene il primato ma inizia a mostrare tutti i sintomi di una rosa troppo corta per essere quella dei Galacticos. Gli infortuni eccellenti di Modric, Isco e Pepe, cui si aggiunge una Cantera non all’altezza di quella dei rivali blaugrana, certo non hanno aiutato il buon Carlo, ma qualche piccolo intervento nel mercato di Gennaio sembrerebbe ora necessario.







