Liga: Il Barca umilia il Real, 4-0 e Benitez adesso rischia. Vince l’Atletico, pari Valencia

La dodicesima di Liga è la giornata del tanto atteso Clasico. Il Real Madrid di Rafa Benitez ospita i campioni di Spagna e d’Europa del Barcellona allenato da Luis Enrique. Con i blaugrana fa il suo rientro anche Leo Messi che parte, però dalla panchina dopo due mesi di stop forzato a causa dell’infortunio. Se i milioni di supporters sparsi in giro per il mondo si aspettavano un grande spettacolo non sono stati delusi anche se la partita è stata praticamente a senso unico; ma prima di entrare nel dettaglio andiamo a gustarci il match che ha aperto la giornata: la Real Sociedad ospitava tra le mura amiche un ritrovato, almeno nelle ultime due giornate, Siviglia. All’Anoeta, padroni di casa in vantaggio al 73′ quando Imanol Agirretxe trafigge con una grande conclusione Rico. Il raddoppio 4 minuti più tardi con Xabi Prieto che fissa il risultato sul definitivo 2-0. La Real Sociedad con questa vittoria torna a respirare salendo a quota 12 punti, il Siviglia resta invece fermo a 15 sprecando quanto di buono visto nelle ultime uscite.

Eccoci, però al match più atteso, il match dei match. Real Madrid- Barcellona. Le due squadre si sono avvicinate a questa partita in modo completamente diverso. Le merengues non nascondono i problemi di spogliatoio con l’ombra di Zidane che aleggia sulla panchina attualmente tra le mani di Benitez e con parte dei giocatori non del tutto al fianco del tecnico spagnolo. Il Barcellona, invece, ritrova Messi seppur parte dalla panchina, ma già la sua presenza è utile per aumentare l’autostima di un gruppo già fortissimo. Entriamo nel vivo del match. I catalani fanno quello che vogliono sin dai primi minuti di gioco, e non soltanto con il terzetto d’attacco. Infatti dopo pochi minuti è Claudio Bravo a rendersi protagonista di un salvataggio clamoroso su Ronaldo che a tu per tu con l’estremo difensore si fa stoppare. Anche il numero 7 con la camicetta blanca è un lontano parente del fuoriclasse ammirato in tutti questi anni. E se da una parte il Real sembra sbandare continuamente, dall’altra il Barcellona esagera e colleziona una serie di occasioni sciupate con sin troppa leggerezza nonostante la superiorità numerica.

Ad aprire le marcature ci ha pensato Suarez al minuto 11 ad insaccare a tu per tu con Keilor Navas. La reazione del Real non sembra però arrivare e anche la fase di pressing appare, col passare dei minuti, sempre di più disorganizzato e dettato dall’iniziativa del singolo. Al 39’ arriva addirittura il raddoppio. Gli uomini di Benitez, sbilanciati in avanti, perdono malamente il possesso lasciando in mano degli ospiti il più mortifero dei contropiedi: Iniesta con tutto il tempo del mondo affronta a testa alta la difesa avversaria e pesca Neymar alle spalle di Varane. Real Madrid 0 Barcellona 2. Primo tempo che si chiude con i fischi rivolti ai padroni di casa, fischi che, tuttavia, non danno una scossa ai merengues. Il secondo tempo si apre come è finito il primo con i blaugrana padroni del campo in lungo e largo. Anche Messi entra in campo e pochi minuti e fa capire di esser tornato e di voler mettere anche lui una firma importante al match. I Real Madrid ci prova in tutti i modi in maniera del tutto disorganizzata e quando sembra aver trovato un certo equilibrio ci pensa il professor Iniesta a tramortire la partita con un gran tiro da fuori area di rigore. Al minuto 73 il numero 10 argentino continua a giochicchiare a metà campo finché, con una semplice quanto improvvisa verticalizzazione, mette in porta Suarez, passando per Alba. Colpo sotto dell’uruguaiano ed è 4-0. Umiliazione completata e primi falli di frustrazione dei madridisti, prima con Carvajal, ammonito, poi con Isco addirittura espulso ed accompagnato fuori dal campo dalla standing ovation del Bernabeu. Non c’è altro da aggiungere perché non c’è stata storia se non quella di una sola squadra, quella blaugrana.

La terza partita vede l’Espanyol sfidare il Malaga. Una doppieta del paraguayano Hernan Perez riporta al successo l’Espanyol dopo tre gare d’astinenza. Terzo ko di fila per il Malaga che rimane pericolosamente invischiato in zona retrocessione con soli 9 punti. Pareggio sorprendente tra Valencia e Las Palmas. La partita si chiude sull’1-1 con gli ospiti capaci di conquistare un punto importantissimo al Mestala, campo ostico per tutti da sempre. Altrettanto sorprendente è la caduta del Celta Vigo, ospite del Deportivo la Coruna. Un goal per tempo fa felice i biancocelesti, vittoriosi grazie alla rete di Perez e all’autogoal nel finale di Johny.

Il Levante esce vittorioso, invece, sul campo del Gijon con un eloquente 3-0 e mette in cassaforte 3 punti importantissimi per la classifica. All’Estadio il Levante passa in vantaggio al 18′ grazie ad una conclusione dal limite di Deyverson. Al 27′ il 2-0 è firmato da Feddal mentre a chiudere definitivamente i giochi è ancora una volta Deyverson sugli sviluppi di un corner. Al 63′, il Gijon avrebbe la possibilità di accorciare ma Jony sbaglia un calcio di rigore.
Tra le varie sorprese di questo campionato non si può non considerare l’Eibar, forse la più bella realtà del momento. Ospiti del Villareal riescono ad uscire indenni dal campo, pareggiando per 1-1 contro i sottomarini gialli. Tuttavia, questo pareggio lascia un po’ di amaro in bocca perché i padroni di casa riescono ad agguantare il pareggio a soli 5 minuti dal termine dopo che il match è stato praticamente condotto dall’Eibar che ha dominato anche sotto il profilo del gioco. Nelle ultime due partite domenicali vanno in scena il match tra Granada e Athletic Bilbao e Betis e Atletico Madrid. Nella prima delle due sfide, i Granada riescono a superare la squadra ospite riuscendo a realizzare un gol per tempo. Con questa vittoria, i padroni di casa abbandonando così l’ultima posizione in classifica. Nell’altro match, invece, la squadra allenata da Simeone supera di misura il Betis Siviglia. Ci pensa Koke a regalare i tre punti ai colchoneros e a portare, dunque, la propria squadra al secondo posto a sole 4 distanze dal Barcellona. Il campionato sta prendendo sempre più una fisionomia ben precisa.

Giancarlo Fusco

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