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Brasil 2014: Gruppo A, ancora un grande Neymar. Brasile e Mexico agli ottavi.

di Fabio PARIS

Continua, nel segno di Neymar, la cavalcata verdeoro nel Mondiale brasiliano. Il numero dieci segna una doppietta e sale in vetta alla classifica cannonieri della competizione iridata.

Il Brasile piega 4 a 1 il Camerun e vince il proprio girone davanti al Messico. Sette punti a testa, ma una migliore differenza reti da parte dei verdeoro, consentono alle due Nazionali americane di approdare agli ottavi di finale e prenotare le sfide, affascinanti, rispettivamente contro Cile ed Olanda.

Particolarmente positiva la performance della Nazionale Tricolor che, a Recife, piega con un netto 3 a 1 la Croazia di Modric e Mandzukic. A segno il capitano, Rafa Marquez, con un gol di testa al 71′; raddoppio di Guardado, tre minuti più tardi, con un tiro violento su assist di Hernandez; lo stesso Chicharito sigla il terzo gol a 8′ dalla fine. Inutile il gol di Perisic nel finale, su geniale assist di Rakitic, se non per interrompere l’imbattibilità di Ochoa, che durava dall’inizio del torneo.

Il Brasile, dal canto suo, si sbarazza del Camerun dopo i primi minuti iniziali in cui, il pareggio di Matip al gol del vantaggio di Neymar, faceva presagire un’altra serata di fatiche per la Nazionale verdeoro. É il talento di Mogi das Cruzes, infatti, a sigillare il risultato dopo appena 8′ con un’azione personale dalla sinistra, terminata con un destro chirurgico a fil di palo.

Il 2 a 1 segna il crollo della nazionale africana. Tolta di dosso l’ansia dei primi minuti, infatti, il Brasile inizia finalmente a giocare in scioltezza, mostrando al suo pubblico, finalmente, lo spettacolo che fin dall’inizio si pretendeva dai giocatori verdeoro. Il 3 a 1 di Fred, a segno in fuorigioco su cross dalla sinistra di Luiz dopo un pallone recuperato dal nuovo entrato Fernandinho, sancisce, definitivamente, la fine delle ostilità. Finale tutto verdero con Fernandinho che segna il 4 a 1 con un rasoterra, anticipando con la punta del piede il difensore camerunense, a seguito di una grande azione di Oascar, dopo che sia Hulk che Neymar avevano lasciato il posto, rispettivamente a Ramires e Willian.

Il Camerun lascia la competizione iridata con tre sconfitte, lontana parente della formazione che aveva saputo sbalordire il Mondo intero nei primi anni Novanta. Continua invece a brillare di luce riflessa, quella scintillante del suo talento più puro, la Seleçao brasiliana. Neymar, sempre più, sembra caricarsi sulle spalle la propria Nazionale nel momento del bisogno, andando a togliere, sempre al momento opportuno, le castagne dal fuoco.

La gara contro i Leoni, ormai sempre meno indomabili e degni della loro storia, seppur contornata delle giocate carioca e di un risultato finalmente all’altezza dei suo fautori, lascia intravedere infatti le solite problematiche emerse nelle due gare precedenti.
Su tutte, l’assenza di un uomo d’ordine a centrocampo, in grado di sostenere, con equilibrio, le due fasi del gioco.
L’ingresso di Fernandinho, in tal senso, ha donato al Brasile quella verve che, il sempre più spento Paulinho, proprio non riesce a dare. Fred, seppur in luce contro una difesa abbordabile come quella africana, resta un centravanti avulso dal gioco. Neymar resta l’unico punto fermo della Nazionale verdeoro, lui come Messi, faro e speranza di un popolo intero. La sfida mondiale dei due fuoriclasse è appena iniziata.

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