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Brasil 2014: Gruppo B, l’ Olanda umilia la Spagna, Cile ok

di Federico LATTANZIO

Il gruppo B parte forte, anzi fortissimo. Ben dieci le reti siglate nelle due gare del primo turno. E se il Cile piega l’Australia come da pronostici, la tanto accreditata Spagna viene surclassata da un’Olanda più che mai pragmatica.

Nell’attesissima sfida tra i campioni del mondo in carica e gli olandesi, riedizione della finale sudafricana, le cose vanno abbastanza diversamente da quanto accaduto quattro anni or sono. Se la selezione iberica partiva come favorita in questo girone il campo ha totalmente sovvertito le convinzioni della maggior parte degli addetti ai lavori. Nessuno avrebbe avuto il coraggio di puntare un euro sul 5-1 finale con cui la nazionale dei Paesi Bassi ha sovrastato gli avversari. Il commissario tecnico spagnolo ha scelto di puntare ancora su molti dei grandi ‘vecchi’, su coloro che senz’altro resteranno nella storia del calcio per aver portato alla Roja due titoli europei consecutivi inframezzati da quello mondiale, ma che attualmente mostrano tutti i segni di un fisiologico logorio, soprattutto mentale.

Del Bosque, inoltre, ha deciso di proseguire tatticamente e a livello di scelte sulla scia del modello Barcellona, che nell’ultima stagione tuttavia ha evidenziato un netto calo: Iniesta non a centrocampo, ma tra i tre uomini d’attacco; Xavi e Pique ancora titolari; Pedro in panchina. Senza contare un Diego Costa alquanto in difficoltà. Dal canto suo Van Gaal ha optato per un modulo decisamente prudente: tre centrali nel pacchetto arretrato e una fase difensiva caratterizzata dall’abbassamento vorticoso dei due esterni, a comporre un quintetto complicato da superare. Colui che era simbolo della scuola Ajax, quella del calcio propositivo oltre che contraddistinto dal grande palleggio, ha invece virato sulla soluzione contenitiva. Ma si sa, a giorno d’oggi la vera arma offensiva è la ripartenza e se davanti ci si trova una squadra che alzandosi molto lascia a uno come Robben la possibilità di ribaltare l’azione in pochi secondi, far male diventa un gioco da ragazzi. Ed è andata proprio così.

Dopo un primo tempo in cui la Spagna ha tenuto in mano il pallino, senza tuttavia essere brava a finalizzare quanto di buono costruito (rigore trasformato da Xabi Alonso a parte) e facendosi rimontare allo scadere da un bellissimo tuffo di testa di Van Persie, nella ripresa la sterilità del possesso palla iberico ha permesso sempre più agli Orange di trovare gli spazi giusti per colpire. Di conseguenza sono arrivate le quattro marcature che hanno portato al pokerissimo olandese: due volte Robben, una De Vrij e un’altra ancora Van Persie hanno demolito i campioni del mondo, ridimensionandoli senza dubbio. Demerito inoltre di un Casillas che sembra veramente al capolinea (Mourinho docet). È vero, anche in Sudafrica la Roja era partita con una sconfitta. Ma non certo di queste dimensioni. C’è da lavorare e non poco per Del Bosque e i suoi. Serve il giusto coraggio di cambiare qualcosa, di mettere fuori qualcuno della vecchia guardia e di dar spazio a gente più fresca e mentalmente affamata.

Il Cile, per molti una delle possibili rivelazioni, ha avuto ragione di un’Australia indicata da tutti come vittima sacrificale del raggruppamento. Nonostante una condizione fisica non ancora straordinaria, dopo i problemi patiti nel finale di stagione, anche Vidal era in campo dal primo minuto. Partenza fortissima da parte dei sudamericani, che nel giro di un quarto d’ora hanno bussato in due occasioni, prima con el Niño Maravilla, poi con Valdivia, su assist dello stesso Sanchez. A una decina di minuti del termine della prima frazione, però, il solito Cahill con un colpo di testa ha riaperto i giochi. Nella ripresa la selezione di Sampaoli ha sofferto parecchio. Gli oceanici sono andati vicini al pareggio in più di una situazione e si sono visti annullare un gol, a causa tuttavia di un effettivo fuorigioco. Solo nel corso del recupero Beausejour ha chiuso i conti, dando ai suoi la sicurezza della conquista di tre punti che potrebbero voler dire molto in chiave qualificazione agli ottavi. Già perché nel prossimo turno i cileni se la vedranno proprio con la Spagna, in una sfida che a questo punto rappresenta una specie di spareggio per la seconda piazza, a meno di crolli clamorosi da parte dell’Olanda con l’Australia. I sudamericani possono anche accontentarsi di un pareggio che sarebbe preziosissimo. Ma se gli iberici intendono realmente superare la fase a gironi devono necessariamente tirar fuori gli attributi, avere un sussulto da campioni.

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