di Gianluca LORENZONI
Argentina, Bosnia, Nigeria e Iran sono le squadre che si affronteranno nel Gruppo F. La nazionale albiceleste è la principale indiziata per il passaggio del turno, con Bosnia e Nigeria che lotteranno presumibilmente per il secondo posto. Iran cenerentola del gruppo.
ARGENTINA. Dopo le ultime partecipazioni tutt’altro che esaltanti la nazionale di Sabella si presenta ai nastri di partenza come una delle favorite per la vittoria finale. Inutile negare come le sorti dell’albiceleste siano legate a filo doppio alla vena del suo talento più cristallino, quel Leo Messi chiamato alla prova di maturità con la maglia del suo Paese, con la quale ha spesso steccato.
L’Argentina ha dalla sua un potenziale offensivo sconfinato, con una generazione di giocatori straordinaria arrivata, forse, alla piena maturità. I vari Aguero, Di Maria e Higuain rappresentano sulla carta il miglior attacco del torneo, senza dimenticare i “rincalzi” Lavezzi, Pastore e Palacio. Non prenderà parte alla spedizione, invece, Carlos Tevez, il giocatore del popolo, presenza troppo ingombrante nello spogliatoio, evidentemente.
Discorso a parte merita Lionel Messi, come detto. Il miglior giocatore del mondo, artefice principale dei successi del Barça, a 27 anni è chiamato alla prova più difficile, quella con la storia. La vittoria di un Mondiale è una tappa fondamentale per poter entrare nella leggenda di questo sport, ma negli appuntamenti internazionali il numero dieci non è riuscito finora ad esprimersi sui livelli monstre fatti vedere in Catalogna. Un’intera nazione si augura che possa essere la volta buona, tanto più che alzare la Coppa sotto il naso degli storici rivali brasiliani avrebbe un sapore speciale. Sabella sembra aver forgiato la squadra attorno a lui
Tornando al discorso tecnico, gli altri reparti non sembrano dare però le dovute garanzie.
La prima, grande incognita riguarda il portiere: il sampdoriano Romero non ha trovato molto spazio nella stagione appena trascorsa nel Monaco di Claudio Ranieri e qualche dubbio sulla sua affidabilità risulta più che lecito. Dovrebbe comunque essere lui il titolare, con il neo-napoletano Andujar come secondo.
Anche la difesa, con la rocciosa coppia centrale formata dall’azzurro Fernandez e Garay (giustiziere della Juve in Europa League con la maglia del Benfica), e con Zabaleta e Rojo sugli esterni, non sembra allo stesso livello delle altre grandi. L’esperienza di Campagnaro e Demichelis potrebbe tornare utile in corso d’opera.
La cerniera di centrocampo dovrebbe invece garantire la dovuta copertura, con Mascherano, riportato al suo ruolo originale, e Gago (se la condizione fisica dopo l’infortunio sarà ottimale) schermi davanti alla difesa, con compiti essenzialmente difensivi, per poter sostenere il peso di un numeroso reparto offensivo. Con Banega escluso dalla lista, il posto dell’ex Roma e Real potrebbe essere appannaggio di Biglia o Enzo Perez, con il laziale che garantirebbe più qualità ma minor copertura.
Una variante tattica potrebbe essere rappresentata dalla posizione di Di Maria: esterno sinistro alto, suo ruolo naturale o mezzala in un centrocampo a tre, come accaduto quest’anno al Real Madrid, per dare maggior equilibrio ad una squadra ad evidente trazione offensiva.
Il girone è sicuramente abbordabile, il passaggio del turno dovrebbe essere una formalità. Le difficoltà potrebbero giungere più avanti. Ma il fatto di giocare nel proprio continente, l’abitudine al clima, la speranza di un Maracanazo made in Buenos Aires e soprattutto Messi potrebbero rivelarsi fattori determinanti per il cammino argentino.
La prima partita sarà con la Bosnia. Poi Iran e Nigeria.
Formazione tipo (4-2-3-1): Romero; Zabaleta, Fernandez, Garay, Rojo; Mascherano, Gago; Aguero, Messi, Di Maria; Higuain. CT. Sabella
Miglior piazzamento ai Mondiali: Campione (’78, ‘86)
La stella: Lionel Messi
La sorpresa: Di Maria.
BOSNIA. Alla sua prima storica partecipazione ad un Mondiale, la formazione bosniaca potrebbe essere una delle rivelazioni della competizione. Vincitrice del proprio girone di qualificazione a spese della Grecia, la nazionale di Susic può contare su stelle di prima grandezza del panorama calcistico internazionale. Il romanista Pjanic, cervello della squadra, e Edin Dzeko, bomber del City, su tutti. Senza dimenticare Misimovic, il laziale Lulic, autore di un grande finale di stagione, e Ibisevic, bocca da fuoco dello Stoccarda. Il destino della Bosnia dipenderà soprattutto dalle loro giocate.
Begovic, portiere dello Stoke City e la difesa composta da giocatori che si sono fatti le ossa in Bundesliga formano un blocco affidabile, anche se sembra mancare un po’ di quantità in mezzo al campo, e l’equilibrio generale potrebbe risentirne.
L’inesperienza e il clima potrebbero giocare brutti scherzi ad una squadra che sul piano fisico sembra avere qualche carenza. Sulla carta comunque i bosniaci si giocheranno il passaggio del turno con la Nigeria. Lo scontro diretto sarà alla seconda giornata, dopo l’esordio con l’Argentina e prima della sfida all’Iran.
Formazione tipo (4-4-2 a rombo): Begovic; Vrsajevic, Bicakcic, Spahic, Salihovic; Medunjanin; Pjanic, Misimovic, Lulic; Dzeko, Ibisevic. CT Susic
Miglior piazzamento ai Mondiali: Prima partecipazione.
La stella: Edin Dzeko.
La sorpresa: Misimovic.
NIGERIA. Le Super Aquile, campioni d’Africa in carica, prenderanno parte al quinto Mondiale della loro storia, a quattro anni di distanza dalla mesta eliminazione della spedizione sudafricana nella fase a gironi.
La Nigeria non è mai riuscita a superare gli ottavi di finale, raggiunti nel ’94 (sconfitta dall’Italia, con doppietta di Roby Baggio) e nel ’98 (eliminata dalla Danimarca). Il passaggio del turno rappresenta quindi l’obbiettivo principale, con la speranza di poter migliorare i piazzamenti precedenti.
I giocatori della formazione titolare, militando tutti in club europei, conferiscono agli africani una giusta dose di esperienza a certi livelli.
Il portiere Enyeama del Lille, il difensore Ambrose (Celtic), il laziale Onazi, gli “inglesi” Obi Mikel (Chelsea) e Moses (Liverpool) rappresentano i punti di forza della squadra. Odemwingie e Emenike saranno chiamati a finalizzare il lavoro della squadra.
Tra i convocati anche gli altri “italiani” Obi, Obinna e Oduamadi.
La tenuta tattica e mentale non è, al solito, delle migliori, ma le doti fisiche imponenti, la voglia di rivalsa dopo la delusione della scorsa edizione e il ritrovato blasone con la vittoria dell’ultima Coppa d’Africa (‘13) potrebbero risultare fondamentali per superare il primo ostacolo.
Considerati, come spesso succede degli outsider, gli africani si giocheranno il passaggio del turno con la Bosnia. Le condizioni atmosferiche potrebbero rappresentare però un elemento a favore dei bianco verdi di Keshi, sicuramente più abituati al clima tropicale.
Le Super Aquile affronteranno l’Iran all’esordio, poi a seguire Bosnia e Argentina.
Formazione tipo (4-2-3-1): Enyeama; Omerou, Ambrose, Oboabona, Elderson; Onazi, Obi Mikel; Musa, Mba, Moses; Emenike. CT Keshi
Miglior piazzamento ai Mondiali: Ottavi di finale (’94, ‘98)
La stella: John Obi Mikel.
La sorpresa: Obinna.
IRAN. Arrivata alla sua terza partecipazione ad un Mondiale (dopo quelle del ’78, ’98 e ‘06), la squadra allenata dal portoghese Queiroz avrà come unico obbiettivo quello di evitare brutte figure.
Una sola vittoria per l’Iran in una fase finale, il 2-1 a scapito degli USA nel ’98; risultato che come si può immaginare va però ben al di là del semplice evento sportivo.
I giocatori più rappresentativi sono il bomber Ghoochannejhad, in forza al Charlton, autore per altro del gol qualificazione, Dejagah del Fulham, Shojaei del Las Palmas e Nakounam, recordman di presenze con la maglia del proprio paese. Il resto della squadra milita nel campionato nazionale.
La cenerentola del gruppo punterà a ben figurare seppur le speranze di passare il turno siano praticamente inesistenti.
Formazione tipo (4-2-3-1): Ahmadi, Heydari, Hosseini, Montazeri, Pooladi; Teymourian, Haghihi; Dejagah, Nakounam, Shojaei; Ghoochannejhad
Miglior piazzamento ai Mondiali: Girone eliminatorio(’78, ’98, ‘06)
La stella: Nakounam.
La sorpresa: Ghoochannejhad.







