Brasil 2014: I grandi esclusi! E’ la Serie A la più densa

di Federico LATTANZIO | 14 maggio 2014

A un mese dall’inizio del Mondiale brasiliano i commissari tecnici delle diverse selezioni nazionali hanno cominciato a fornire i nominativi dei convocati. Nella maggior parte dei casi, intanto, quelli relativi alla trentina di calciatori su cui fondare il raduno. Si arriverà poi tra un paio di settimane circa alla compilazione delle definitive liste.

Le sorprese non sono affatto mancate. Di grandi esclusi ce ne sono, qualcuno più prevedibile, qualcun altro meno. Se in Italia si discute, in particolare, sulle mancate chiamate di gente come Criscito, Gilardino e Florenzi, per talune compagini estere i nomi sono decisamente più altisonanti. Su tutti il caso Tevez. L’attaccante della Juventus, nonostante nei giorni scorsi a Buenos Aires si siano svolte alcune manifestazioni in suo favore da parte di alcuni tifosi, non è stato preso in considerazione dal CT argentino Sabella. Il ragazzo del popolo, come viene indicato in patria, pur avendo disputato senz’altro una stagione di livello si è visto sopravanzare anche da Franco Di Santo, del Werder Brema. Si attendeva con più certezza, invece, l’esclusione dell’interista Cambiasso.

Restando ai calciatori stranieri che militano nel nostro campionato, non voleranno in Brasile nemmeno gli spagnoli Callejon e Borja Valero. La concorrenza, in attacco, era senza dubbio spietata per il giocatore del Napoli. Stesso discorso per il centrocampista della Fiorentina, anche se forse un riconoscimento in più a quest’ultimo poteva essere tributato, considerata la chiamata di Santi Cazorla, non certo più un fenomeno e autore di una stagione per nulla straordinaria all’Arsenal. Non si può dimenticare, poi, che a casa resteranno Kakà e Robinho. I due milanisti non rientrano nei piani di Felipe Scolari. L’annata disastrosa della squadra rossonera senz’altro ha influito e non poco. Tirando le somme, tuttavia, tali esclusioni mostrano in maniera evidente che la serie A italiana, oramai, venga considerata non più alla stregua degli altri grandi campionati, producendo come risultato la poca considerazione che i diversi selezionatori attribuiscono ai calciatori che vi militano. Il caso Tevez, senza dubbio, fa storia a sé. Ma non si può non ricordare che se l’Apache ha ben fatto in campionato, in campo europeo ha invece deluso (al di là dell’unica rete siglata, quella nella semifinale di andata di Europa League a Lisbona contro il Benfica).

Discorso in parte differente per il romanista Nainggolan, autore di una splendida stagione. Qui sembra di poter sostenere che il commissario tecnico belga Wilmots abbia commesso un errore. Soprattutto tenendo conto delle chiamate di gente come Fellaini e Chadli, che non hanno certo brillato l’uno con Manchester United, l’altro con il Tottenham. Il carattere difficile del centrocampista della Roma, fuori dal terreno di gioco, può aver influito. Ma va detto che in campo Nainggolan non si è reso autore di gesti inconsulti. Uscendo dai confini di casa nostra, polemiche in Francia per la non convocazione di Nasri. Anche in tal caso il passato poco edulcorato del fantasista del Manchester City, proprio nell’ambito della selezione francese, ha convinto il CT Deschamps ad accantonarlo, dichiarando ufficialmente che le sue scelte siano anche ampiamente legate alle qualità di uomo, oltre che alle qualità tecniche. Facendo inoltre inviperire la fidanzata del calciatore, che ha risposto alla mancata chiamata del partner con un post su Twitter che definire un attacco è dire poco. Una rapida menzione, per chiudere, meritano anche Rio Ferdinand e Ashley Cole, che non saranno della manifestazione nell’Inghilterra di Roy Hodgson. Ma non è una sorpresa.

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