Di Francesco:”Verona-Sampdoria non va vissuta come la partita della vita, non dobbiamo avere paura”

Domani Verona e Sampdoria si affronteranno per la 63esima volta nella loro storia, la 47esima in serie A e la 24esima volta in casa del Verona. Una sfida, quella tra scaligeri e blucerchiati, che vede affrontarsi due delle quattro squadre che hanno vinto una sola partita in questa stagione. Le altre sono Spal e Genoa. Il Verona, pur avendo conquistato i 3 punti soltanto una volta (contro il Lecce in trasferta) in stagione, si trova al 14esimo posto in coabitazione con altre quattro squadre. I giallo-blu sono reduci da due risultati utili consecutivi: il doppio pareggio con Udinese e Cagliari. La Sampdoria invece e’ ultima e in 6 partite ha vinto soltanto in casa contro il Torino, perdendo tutti gli altri incontri.

Nonostante i numeri impietosi Eusebio Di Francesco non crede che sia la partita della vita. “Verona-Sampdoria non va vissuta come la partita della vita”. Il tecnico della Samp, Eusebio Di Francesco, affronta la vigilia dell’anticipo del ‘Bentegodi’ con la guardia alta ma senza assilli, puntando esclusivamente sugli aspetti da migliorare. “Dobbiamo essere bravi a essere sempre in partita. Abbiamo lavorato a livello generale, anche e soprattutto sulla nostra proposta di gioco. Dare troppo peso sulle spalle dei giocatori può essere un errore. Bisogna approcciare alla grande, metterci applicazione e attenzione massime, questo sì”, ha spiegato.

“Il Verona ha fatto un ottimo avvio di campionato – prosegue analizzando gli avversari -, segnando pochi gol ma dimostrando di avere un’ottima difesa. Sono sempre stati in partita, anche con avversari di valore. Potremmo avere qualcosa di più a livello tecnico ma sul piano fisico e temperamentale sono una squadra difficile da affrontare. Con quali uomini? Maroni non è convocato, sta facendo un percorso di recupero e la sosta lo aiuterà. Abbiamo recuperato Gabbiadini, Thorsby è invece infortunato al pari di Linetty”, ha aggiunto.

Su tattica e mentalità Di Francesco la pensa così: “Difesa a tre o a quattro poco importa: non devi perdere i duelli, non bisogna avere paura. Perché l’aggressività e la ferocia sono fondamentali; se ti mancano queste la catena di montaggio non funziona. Bisogna tirarsi su le maniche e cercare di fare meglio. I ragazzi hanno bisogno di essere guidati, va migliorato qualcosa: chi è leader in campo, oltre che con l’esempio e con la corsa, deve aiutare gli altri anche con la parola, spronare e dare una mano. La strada è questa”

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Redazione

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