Nel weekend appena trascorso di Serie A, è arrivata la clamorosa, quanto inaspettata, sconfitta della Juventus ad opera della Fiorentina, al termine di un periodo dove i bianconeri, nonostante producessero una gran mole di gioco e di occasioni, non sempre traducevano il gioco mostrato in risultati. La debacle di ieri infatti, non la prima volta che ha visto la squadra di Spalletti non concretizzare per quanto creato. Complice una vena realizzativa davvero scarsa infatti, sono 2 i goal nelle ultime 4 partite per Yildiz e compagni, che con ieri hanno seriamente complicato la corsa Champions, in vista di un’ultima giornata dove devono vincere il derby della Mole e sperare nei passi falsi di Como, Milan e Roma.
Pur consapevoli di non avere la verità in tasca, oggi cercheremo di analizzare tutti i possibili fattori, di campo e non solo, che sono la causa dei mancati risultati degli ultimi anni di un club storicamente abituato a vincere e competere per i massimi traguardi, ma che sembra lontano anni luce dai propri fasti gloriosi.
LA MANCANZA DI CHIAREZZA DEI RUOLI
Si sa: in ogni azienda che si rispetti, il rispetto dei ruoli è fondamentale, ad ogni tipo di livello. La presenza di una società forte, è sempre stata una dei punti di forza della Juventus, a livello storico: da Gianpiero Boniperti ad Andrea Agnelli, storici presidenti di due epoche bianconere ben distinte, fino ad arrivare a Moggi, Giraudo, Marotta e Paratici, anch’essi figure iconiche della dirigenza juventina, la Vecchia Signora ha sempre avuto un’organigramma chiaro e ben definito, ma soprattutto riconoscibile, che non veniva in alcun modo intaccato dalla proprietà, come spesso succede oggi con Elkann che, sottotraccia, è sempre più presente nelle decisioni che riguardano il lato tecnico della Juventus: è famoso infatti il tentativo dello scorso maggio dove, con Tudor ancora incerto sulla riconferma, il patron di Exor ha contattato Antonio Conte per un clamoroso ritorno, salvo poi ottenere una risposta negativa dallo stesso tecnico salentino che, di fronte ad un progetto poco chiaro, ha preferito rimanere a Napoli.
Abbiamo parlato di chiarezza: quest’anno, purtroppo per i tifosi bianconeri, alla Juventus è mancata fin dall’inizio della stagione. Se infatti prima abbiamo citato il tentativo in prima persona di Elkan di riportare Conte alla base, c’è anche da dire di come questo non sia stato l’unico. L’estate scorsa infatti, mentre c’era ancora Tudor sotto contratto, è ben famoso un tentativo di Comolli di prendere Gasperini, che però aveva già raggiunto l’accordo con la Roma e ha declinato l’offerta. Non è così che si programma una stagione, senza per altro dar credito ad un allenatore che comunque aveva raggiunto l’obiettivo lo scorso anno e il quale, pur non essendone sicuro, era stato confermato a mezzo stampa.
La sensazione generale è che alla Juventus manchi ciò che l’ha contraddistinta nella sua storia: la presenza di una società forte, il vero punto di forza dei successi bianconeri del passato, ed è inevitabile di come questo disordine si sia trasferito inevitabilmente in campo anche quest’anno, con vari calciatori che hanno fornito ottime prove fino a dei rinnovi di contratto che anziché dare un input in più, sembra che abbiano spento la luce in vari elementi di rilievo di questa rosa.
I CALCIATORI E SPALLETTI: ELEMENTI DA JUVE?
Da quando Spalletti è arrivato alla Juve, la squadra è inevitabilmente migliorata, sia nel gioco, sia nei risultati. Salvo qualche passaggio a vuoto, sembrava che la Juventus fosse realmente pronta a ripartire l’anno prossimo con una rinnovata ambizione: era infatti un pensiero comune quello che voleva uno Spalletti confermato e un mercato atto a ridare competitività ad un’idea di calcio, quella del tecnico di Certaldo, che ha sempre fatto grandi cose in carriera.
E invece, la sconfitta casalinga con la Fiorentina ha rimesso tutto in discussione: senza i soldi della prossima Champions League infatti, qualora la Juventus non riuscisse a raggiungere il quarto posto, difficilmente vedremo un calciomercato come progettato.
E qui, si arriva ad un discorso di campo, con una Juve che ha tanti buoni elementi e tanti ottimi calciatori, ma che non sono sufficienti a competere per i massimi livelli. Questa è infatti una squadra composta da elementi che quando purtroppo si trovano a dover gestire la pressione di non sbagliare la partita, non solo non riescono ad incidere come si deve, ma che anzi spesso buttano quanto le opportunità che si presentano loro.
Per concludere, la Juventus secondo noi dovrebbe guardare aldilà del campo, cominciando a sistemare le cose anche fuori in società, dove purtroppo, anche lì, ci sono elementi non all’altezza della maglia bianconera.







