di Mariano TEDESCO | 06 aprile 2014
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Nuova affermazione di Lewis Hamilton nel Gran Premio del Bahrain. Il britannico della Mercedes ha preceduto ancora il compagno di squadra Rosberg e Segio Perez (Force India). Grande prova di Daniel Ricciardo (Red Bull), risalito dalla tredicesima alla quarta posizione. In affanno i ferraristi Alonso e Raikkonen, nono e decimo.
L’aria durante il giorno è cocente, di notte più fresca. Queste due anime del mondo si incrociano sul tracciato di Sakhir, così come si intersecano umori e sensazione di una stagione enigmatica che per ora di rivoluzionario ha solo il regolamento, non lo spettacolo. Probabilmente non è così dalle parti di Brackley, cuore pulsante della scuderia Mercedes. Non sono solo i risultati esaltanti di questi inizio stagione a restituire brillantezza al marchio della stella a tre punte, quanto l’alchimia di flussi caldi e freddi del V6 teutonico. Un aspetto che al momento sta facendo rabbrividire la concorrenza. Basta notare la cavalcata solitaria di Lewis Hamilton e Nico Rosberg fin dalle prima fasi di gara per capire lo stato di grazia degli argentati. Stesso discorso per le scuderie che hanno sposato l’unità prodotta a Brixworth, tipo Williams o Force India, protagoniste di giornata con i loro alfieri alle spalle delle fuggiasche W05.
Spenti i semafori, Hamilton beffa il collega Rosberg alla prima curva riscattando l’amarezza del sabato, mentre Felipe Massa offre una prova da grande slalomista e dalla settima piazzola si proietta all’inseguimento dei primi due. Anche Fernando Alonso sorprende, stuzzicando di nuovo l’orgoglio di Kimi Raikkonen, ancora in difficoltà nelle partenze e soprattutto preda prediletta dell’aggressivo Kevin Magnussen. Stavolta però senza moleste e irreparabili forature.
La lotta al vertice riguarda i due alfieri della Mercedes anche dopo dodici giri, con dodici secondi di vantaggio che sembrano delineare una nuova gara a senso unico. Ma si lotta anche per il podio, dove i coriacei Massa e Sergio Perez strappano gli onori delle cronache ad Alonso, Raikkonen e Vettel azzoppati da cali di potenza e anomalie elettriche. I riflettori sono attratti anche dalla disputa molto dura tra Adrian Sutil e Jules Bianchi nelle retrovie, che finisce sotto investigazione dopo lo stop della Sauber condotta dal tedesco. Il francese, invece, è costretto a una sosta forzata con la gomma posteriore sinistra da sostituire.
Le vetture della stella a tre punte non brillano solo in velocità e passo gara, ma mostrano anche una cura estrema delle coperture. Mentre la girandola dei cambi offre qualche rivoluzione nelle posizioni, solo intorno al 20° giro Hamilton effettua la sua prima sosta offrendo a Rosberg di nuovo la vetta, che il tedesco aveva comunque tentato di conquistare punzecchiando il collega poche tornate prima. I ferraristi invece continuano a soffrire sui rettilinei, tanto che Alonso e Raikkonen sono vittime prelibate per Perez e Jenson Button. Senza dimenticare Sebastian Vettel.
Montate le mescole soft, poi, la superiorità delle frecce d’argento diventa imbarazzante, tanto che l’anglo-caraibico demolisce la barriera del minuto e 40 secondi, portando il suo margine sullo stesso Rosberg, costantemente il primo degli inseguitori, a cinque secondi. E non è trascorsa neanche metà gara! Il biondo di Weisbaden, però, pur preferendo affidarsi ancora alle gomme medie, riesce a competere con il collega-rivale, stabilendo gli stessi tempi sul giro. Quindi dopo 25 tornate delle 57 previste, Hamilton conduce con un certo margine e tranquillità su Rosberg, mentre il “resto del mondo” vede proprio gli alfieri di Williams e Force India dividersi le briciole della terza piazza. Disarmante, al contrario, il distacco di Alonso. L’asturiano a 20 secondi dalla vetta cerca di tenere dietro Vettel, Button e Raikkonen quasi impossibilitati a fare di più.
Gli accenni di lotta, a differenza di quanto visto nei primi appuntamenti, stavolta comunque non mancano. Sia nel primo gruppetto inseguitori, sia nel secondo gruppo di stelle poco brillanti in questa notte del Bahrain. La battaglia per emergere condiziona tutti. Basta notare il duello tra Raikkonen e Daniel Ricciardo a margine della top ten per capire l’intensità dell’evento notturno. Inoltre, a poco meno di 30 tornate dalla fine, il finlandese Valterri Bottas rischia perfino di compromettere un’altra splendida gara per superare Ricciardo.
Alonso si affida ancora alle gomme medie per lo sprint finale, stesso discorso per Raikkonen quando mancano poco più di venti giri alla conclusione. I fuggiaschi della Mercedes, invece, esagerano vedendo i concorrenti fermarsi mentre loro firmano costantemente, metro dopo metro, un’altra prova autorevole. Resta solo un interrogativo per Rosberg, alle prese con il collega imprendibile grazie alle soft, quello di dover necessariamente montare le mescole più morbide.
La scelta forse arriva troppo tardi per ribaltare l’esito della corsa. Con le soft provano a sorprendere anche i due della Williams, Massa e Bottas, che cercano di avere margine sulle vetture di Perez, Alonso, Nico Hulkenberg e Button, tutte calzanti le medie. Il ritmo indiavolato del tedesco della Force India, il primo in grado di abbattere anche il muro del minuto e 39 secondi, invita però Massa a optare per le gomme medie a circa 17 tornate dalla fine, portando anche a tre il numero dei pit stop effettuati.
Non c’è storia comunque. A una quindicina di tornate dal traguardo, Hamilton mantiene una decina di secondi sul collega, mentre Bottas, che ora si trova ad essere il primo degli inseguitori, accusa un divario vicino al minuto. Ma proprio quando la corsa sembra delineata, un brutto incidente che vede coinvolti Pastor Maldonado (Lotus) ed Esteban Gutierrez (Sauber), richiama la safety-car in pista. Come nel caso di Sutil e Bianchi, l’incidente termina sotto inchiesta. Il venezuelano, infatti, sconterà poco dopo uno “stop and go” da 10 secondi.
I piloti di Mercedes e Ferrari ne approfittano ed entrano subito in pit line per un velocissimo cambio gomme, che vede ora la monoposto di Hamilton calzare le mescole medie, mentre quella del tedesco ripresentarsi in pista con le soft a banda gialla. A quattordici tornate dalla fine resta solo l’interrogativo su chi dei due argentati centrerà il gradino più altro del podio, e chi tra i due della Force India otterrà il titolo di “migliore degli altri”. Chi non può lottare più, invece, è Kevin Magnussen. Dopo l’explois di Australia e una corsa tra luci e ombre in Malesia, si è dovuto arrendere per noie al cambio.
Rietrata la safety-car, a sole dodici tornate dal traguardo, Rosberg tenta subito di beffare Hamilton, mentre Hulkenberg soffia la terza piazza al compagno di squadra Perez. Il messicano, però, non resta annichilito dalla manovra del collega e risponde perentoriamente. Intanto, i piloti della Williams cercano di riavvicinarsi alle posizioni di testa e lo stesso tenta di fare Alonso, intenzionato a rovinare l’anniversario a Jenson Button. Più in difficoltà Raikkonen, impensierito dalla marcatura del giovane russo Daniil Kvyat (Toro Rosso).
Si rifà minaccioso Nico Rosberg nel finale, che strappa a Hulkenberg il giro più veloce di giornata, segando il nuovo primato di 1:37.020, e diventa sempre più grande negli specchietti del britannico. Di umore diverso, invece, il campione del mondo in carica Sebastian Vettel. Il tedesco non riesce a tenere a bada l’intemperanza del collega Ricciardo e si fa soffiare il quinto posto dall’australiano, che mette nel mirino anche Hulkenberg. Alonso, intanto, dopo aver subito la risposta di Button si riporta in nona piazza.
Rosberg rompe ancora gli indugi a poche tornate dal termine, testando il grado di resistenza del compagno di squadra. Hamilton non si fa intimorire, portando il tedesco anche oltre il limite della pista se necessario. Ricciardo punta anche Perez, dopo aver sverniciato Hulkenberg, ma il podio resta solo un sogno. Alle sue spalle, il trenino degli inseguitori a caccia di un magro e consolatorio quinto posto vede protagonisti in molti, anche Alonso rimasto ai margini della top ten per buona parte di gara. Non è così però per Button, che termina il suo 250° GP in anticipo come il giovane collega di team.
Nonostante i tentativi, Hamilton riesce a precedere Rosberg sul traguardo, mentre Ricciardo sfiora solo il podio calcato da Sergio Perez. Il messicano vince il confronto di resistenza del “resto del mondo”, invece i due ferraristi chiudono le prime dieci posizioni. A Maranello c’è ancora tanto da fare.







