Legge sugli Stadi: Perchè in Italia è cosi difficile?

di Marco SIMONELLI | da Football Mag, pag. 14-15

La nuova legge sugli stadi è stata presentata, ma alle società di Serie A non piace. Ecco perché in Italia è così difficile avere stadi di proprietà moderni e accoglienti.

Quante volte avete sentito parlare di “modello inglese” o di “modello tedesco” per quanto riguarda gli stadi? Quanti di voi, guardando una partita di Premier League o di Bundesliga, si sono chiesti perché in Italia non abbiamo impianti simili? Perché ammettiamolo, in Inghilterra e Germania andare allo stadio, oltre che una passione, è un piacere. Visibilità perfetta da ogni punto delle tribune, intrattenimento e confort,invogliano i tifosi a sostenere la propria squadra ogni domenica. Gli stadi sono pieni in ogni gara e il ritorno remunerativo per i club è molto grande.In Inghilterra, durante una stagione,vengono riempiti in media il 94% dei posti disponibili, in Germania il 91, in Spagna il 69, mentre in Italia solo il 54, con le presenze crollate del 21%. I nostri stadi sono ormai vecchi, con un’età media di 61 anni, scomodi, fatiscenti e soprattutto non sono pensati per ciò che è veramente importante: la visione della partita.La volontà di quasi tutte le società di Serie A è quella di arrivare ad avere stadi di proprietà, per aumentare le entrate e per privilegiare il tifoso che si vuole godere un match della propria squadra.Ad oggi però l’unico stadio che rispetta questi parametri è quello della Juventus, finito di costruire nel 2011, che vanta una media di spettatori del 92%. Ma perché tutte le altre società ne parlano, presentano progetti, e poi nessuno passa ai fatti?

LA LEGGE CHE NON PIACE ALLE SOCIETÀ – Sono anni che le società di Serie A chiedono una nova legge chepossa aiutarli nella costruzione di nuovi stadi e, finalmente, negli ultimi mesi sembra che il Governo si sia mosso verso questa direzione. Il 17 dicembre è, infatti, arrivata la conferma che la Commissione bilancio della Camera ha dato il via libera all’emendamento del governo alla legge di stabilitàche consente la costruzione di nuovi stadi o l’ammodernamento di vecchi impianti sportivi. La legge sugli stadi è dunque pronta, ma agli addetti ai lavori non piace. L’emendamento consentirà innanzitutto uno snellimento nelle pratiche diapprovazione dei progetti, con i tempi che si ridurranno fino aun massimo di 14-15 mesi.

Ma perché allora questa legge non piace? Principalmente per un motivo, l’impossibilità di costruire le cosiddette “compensazioni”, cioè tutte quelle attività collaterali che possono portare ritorni d’investimento.

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Redazione

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