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L’Energia sportiva

"Quando le emozioni giocano un ruolo nella prestazione sportiva"

Le emozioni giocano un ruolo importante, se non fondamentale, nella pratica sportiva: emozioni positive e piacevoli sostengono la motivazione e il desiderio di potersi impegnare nella disciplina scelta, ma lo sport in generale così come si accompagna ad emozioni positivi presenta anche emozioni meno stimolanti come la paura, la tensione, la vergogna o la frustrazione.

Le emozioni sono strettamente legate all’energia, ovvero all’uso attivo delle forza e della potenza che rappresenta il momento dell’atto operativo e raffigura la potenza dell’organismo nell’aumento dell’azione vitale di una parte del corpo.

Si tratta di un fenomeno molto complesso che nasce dall’intersezione di vari aspetti, da quelli soggettivi, ovvero come il soggetto esperisce e vive una situazione in base anche ai suoi schemi mentali, a quelli fisiologici, legati all’attivazione del sistema nervoso autonomo e endocrino.

Di fronte all’insorgenza di un’emozione assistiamo a reazioni su diversi livelli che si sviluppano nel giocatore/trice: dalla sfera fisiologica, come la pressione sanguigna, la respirazione, la tensione muscolare, le funzioni sensoriali amplificate come la vista o l’udito; sensazioni queste che emergono quotidianamente nei momenti cruciali che stiamo vivendo durante gli Europei 2021; dalla sfera viscerale a quella psicologica con la riduzione del controllo di sé, le variazioni nella capacità di critica e la difficoltà a coordinare logicamente azioni e pensieri fino ad arrivare alla sfera espressiva caratterizzata dalla mimica facciale, dalla gestualità fino ai movimenti corporei.

Diversi autori nel mondo della Psicologia hanno raccontato dell’importanza dell’energia sportiva e di come le emozioni incidano influenzando e agendo su di essa: James William pone l’accento sugli aspetti psicofisiologici affermando come la percezione di una certa situazione provoca delle modificazioni a livello fisiologico che sono lette come emozioni; per Cannon William invece gli atleti sono in grado di provare emozioni pur non ricevendo sensazioni viscerali e le stimolazioni viscerali da sole non sono in grado di provocare alcuna emozione; Fritz Heider sottolinea invece gli aspetti cognitivi che sono in grado di influenzare le emozioni future, quelle che devono ancora emergere,così come la presenza di un’emozione è in grado di alterare le nostre abituali cognizioni; per K.H. Pribram l’atleta mette in atto dei piani di comportamento elaborati dalla mente che vanno ad influenzare le emozioni.

L’emergere e il riconoscimento di uno stato emotivo si sviluppa prevalentemente a livello neurofisiologico, dove ad essere coinvolto maggiormente è il sistema limbico: l’emozione viene avvertita prima che si identifichi la situazione emotigena, successivamente subentra il sistema corticale che, attraverso le aree sensoriali primarie e secondarie, invia, sempre all’amigdala, informazioni più complete dal punto di vista percettivo e del significato, sufficienti a produrre risposte più specifiche.

Il riconoscimento di una situazione emotiva può essere in alcuni casi di derivazione innata, mentre in altri casi si avvarrebbe anche dell’apprendimento e della memoria, pertanto in quest’ultimo caso si necessita di un confronto con le strutture preposte alla memoria, come l’ippocampo. L’elicitazione della risposta, nel giocatore, coinvolge invece l’ipotalamo, che comunica con il sistema neuroendocrino e il sistema nervoso autonomo. A livello comportamentale la risposta sembra essere sollecitata sempre dal sistema limbico, attraverso le sue connessioni con le aree premotorie e motorie e con i centri motori extra – piramidali.

Nello sport, così come per il calcio, l’espressione più ricca di emozioni (positiva o negativa) è amplificata. E’un terreno particolare dove, al di là delle differenze specifiche per ciascuna disciplina, l’elemento comune è costituito dalla sfida del limite, che è fonte principale di emozioni. L’agonismo, la sfida del record da battere, la ricerca della vittoria stimolano l’espressione della massima prestazione. Le emozioni sono informazioni che preparano l’atleta ad agire e le regole sociali (e di gioco!), le propensioni individuali, le espressioni pregresse modulano le reazioni provate dal calciatore/trice alle sensazioni vissute.

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